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Tracciato Via Paola
Photo by arch. Luca Brigo
Via Paola Pilastro dei Barbari
Photo by arch. Beppe Ballico
Beppe Ballico e Nicolò Antonello a lavori conclusi
Photo by arch. Beppe Ballico
INFO / links & info:

Riattrezzata la via Paola al Pilastro dei Barbari

25.11.2010 di Planetmountain

Il 15 e 19/11/2010 la via Paola (200m, 7a max, 6c obbl.), aperta nel 1993, in ricordo di Paola Padovan, da Paolo Cristofari, Federica Drusi e C. sul Pilastro dei Barbari, Canale del Brenta-Valsugana, è stata riattrezzata da Niccolò Antonello e Beppe Ballico.

Dopo la richiodatura di Tovaric, sul Pilastro dei Barbari in Valsugana (Tn), Niccolò Antonello e Beppe Ballico hanno messo mano anche alla via Paola. Naturalmente il tutto con il consenso di Paolo Cristofari che insieme a Federica Drusi e altri amici l'aveva aperta nell'autonno del 1993. Il tutto, come scrive Beppe Ballico, "nella speranza che con questi due “lifting”, il Pilastro venga nuovamente riconsiderato. In effetti siamo sicuri che sarà così. E fa piacere pensarlo anche e soprattutto perché questa via ci fa ricordare Paola Padovan scomparsa per un incidente di arrampicata in un giorno della Pasqua del 1992. Paola era una grande in tutti i sensi, e non solo perché (come pochi sanno) è stata una delle più forti climber degli anni a cavallo tra gli '80 e '90.


RICORDANDO PAOLA PADOVAN di Paolo Cristofari
Molto tempo fa mi trovavo a Lumignano, era una bella giornata di sole, c'era molta gente, si scherzava, si rideva; io dissi "chi viene a fare due tiri di corda con me?" "Vengo io" disse Paola. Arrampicai tutto il giorno con lei, non immaginavo che avrei diviso poi parte della mia vita con quella ragazza.
Paola era in gamba, intelligente, mai banale e arrampicava molto bene. Si laureò in filosofia con il massimo dei voti e diventò una delle più brave arrampicatrici del tempo ripetendo "Il somaro" a Lumignano nel 1991.
Quante avventure insieme... poi le nostre strade si divisero ma restammo sempre in contatto in qualche modo.
Un giorno, mentre ero a casa, ricevetti una telefonata da Andrea Palamidese, un nostro amico comune. "Ciao... come va?", mi chiese. "Bene, e tu come stai?". Silenzio...". Ma allora non sai..." "Non so cosa...?" "E' successo un incidente, Paola è morta." Abbassai il telefono e piansi tutte le lacrime che avevo. Avevo perso una persona importante, mi sentivo amareggiato, arrabbiato, impotente, triste.
Un anno dopo chiodai una via assieme a Federica e molti amici. Ne uscì un buon lavoro, aveva tutti gli ingredienti giusti per diventare una bella via da ripetere, la chiamai Paola.
Un grande ringraziamento va a te, caro Beppe, per averla riattrezzata e reso possibile la sua ripetizione in sicurezza.
Paolo Cristofari "Ferro"

LA RICHIODATURA DELLA VIA PAOLA di Beppe Ballico
Ormai attirati da questi luoghi appartati e un po’ dimenticati, dopo la recente riattrezzatura della Via Tovaric, con Niccolò decidiamo nuovamente di risalire al Pilastro del Barbari questa volta per sistemare la vicina Via Paola. Una via di cui, avendola ripetuta circa dieci anni fa, purtroppo non avevo ricordi nitidi, ricordavo solo di averla trovata più impegnativa della Tovaric, molto tecnica e di continuità.
Qualche giorno prima dell’inizio dei lavori chiamai al telefono Paolo Cristofari (detto “Ferro”), e lo misi al corrente dell'intenzione di sistemare la sua via. Lui, come sempre molto disponibile e cortese, è stato felicissimo di questa nostra decisione.
La vecchia chiodatura della via Paola, rispetto alla Tovaric, è risultata subito qualitativamente migliore, gli spit erano da 8 mm, ma molti giravano ormai su se stessi e alcuni, togliendo il bullone, si spezzavano.
Così le vecchie, ma ancora buone piastrine in alluminio da 18 Kn, sono state sostituite con piastrine in acciaio inox con fix da 10 mm, senza modificarne la distanza originale, ma migliorando in taluni casi l’angolo d’attrito della corda.
Con la speranza che, con questi due “lifting”, il Pilastro venga nuovamente riconsiderato, abbiamo inoltre pulito tutta la via da vecchi alberi e vegetazione cresciuta, pulito prese ormai coperte da vecchie erbacce e rimosso molti sassi instabili. Purtroppo però, almeno nel primo tiro, la roccia rimane un po’ delicata, ma i restanti tiri sono di assoluto piacere, lasciando spazio a tecnica e uso dei piedi su roccia buona/ottima a buchi e piccole tacche.
Con l’occasione, è stata aggiunta in Cima al Pilastro una targhetta con la scritta “Pilastro dei Barbari”, che evidenzia il punto dove potersi calare con le eventuali doppie.
Beppe Ballico

Si ringrazia per il materiale Davide Miotti del negozio “Su e Giù Sport” di Belvedere di Tezze sul Brenta (Vi) e Nicola Manca per la minuziosa costruzione delle targhe e delle soste.


>>> SCHEDA VIA PAOLA

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