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Rolando Larcher e Luca Giupponi in sosta sul 4° tiro di Red, Moon and Star
Photo by Ince Recep
Rolando Larcher sul 7° tiro di Red, Moon and Star
Photo by Ince Recep
Luca Giupponi sul 6° tiro di Red, Moon and Star
Photo by Ince Recep
Red, Moon and Star, Kizilin Bacì, Ala Daglar
Photo by Planetmountain.com
INFO / links & info:

Red, Moon and Star, nuova via sul Kizilin Bacì per Larcher e Giupponi

12.11.2010 di Planetmountain

Lo scorso ottobre 2010 Rolando Larcher e Luca Giupponi hanno aperto Red, Moon and Star (8a/8a+ max, 7b obbl., 400m) sulla parete Nord del Kizilin Bacì (Ala Daglar, Cappadocia, Turchia).

Ci vai e poi ci torni. Sembra proprio difficile dimenticare l' Ala Daglar, il paradiso di montagne e pareti colorate della Cappadocia. Lo conferma anche la storia di questa nuova e difficile via che porta la firma di Rolando Larcher e Luca Giupponi. Red, Moon and Star (il nome significa ben qualcosa) viaggia per 400m sulla gran parete del Kizilin Bacì, una delle tante cime di quella terra ingiustamente sconosciute ai più. La via, aperta dalla cordata dei due poliziotti (entrambi infatti fanno parte della Polizia di Stato), percorre la parte destra dello splendido muraglione di calcare del versante nord ovest. In tutto sono 9 tiri, difficili e molto strapiombanti, che arrivano ad una difficoltà massima di 8a/8a+ e al 7b obbligatorio. Dopo l'apertura dal basso, è stata poi liberata quando ormai il tempo utile era agli sgoccioli e con temperature quasi natalizie... Da segnalare la ormai proverbiale grande ospitalità dei locals, ed in particolare dei soliti Recep e Zeynep Incè gestori dell'ottimo Camping Aladaglar, ma anche infaticabili esploratori dell'arrampicata turca – ad Ince si deve tra l'altro la grande zona di arrampicata (230 vie!) della bellissima Kazikli Valley.

Per Larcher era la terza visita nel giardino delle rocce colorate della Cappadocia. Per Giupponi era una novità e (per noi) un'occasione per verificare se l'atmosfera e la magia avrebbero colpito ancora. Per scoprirlo vi lasciamo al suo report, ma anche alle belle foto di Recep Ince e al video montato da Andrea Tosi... non prima però di segnalarvi che il popolare Gippo (già storica colonna della nazionale azzurra di arrampicata sportiva) questa volta sembra aver perso un po' del suo ben noto “aplomb”... arrampicatorio.


RED, MOON AND STAR SULL' ALA DAGLAR di Luca Giupponi

Erano alcuni anni che Rolando mi parlava dell'Ala Daglar, delle sue pareti e dei suoi amici Zeynep e Recep. Moglie e marito di Istanbul, ingegneri e scalatori, talmente innamorati del luogo e della sua quiete, da lasciare tutto e venire qui per arrampicare ed aprire un campeggio. Ero stato colpito da alcune fotografie e così un po’ alla volta è nata l'idea di questo viaggio, alla ricerca di una nuova linea da esplorare sulla parete del Kizilin Basì (2944m).

Siamo riusciti a partire il 30 Settembre e il pomeriggio dell'1 ottobre eravamo già all'attacco della parete, accompagnati dal grande Recep, immersi in un caldo e rosso tramonto. La parete del Kizilin Basì è esposta a nord ovest. Un muro di calcare giallo alto 400m, interamente strapiombante, decisamente impressionante da sotto. Non ci sono molte linee evidenti, ci sono zone molto lisce, perciò cerchiamo subito la roccia lavorata, il facile nel difficile. Da sotto individuiamo entrambi la stessa linea di salita, c'è intesa fin dall'inizio. Senza perdere tempo attacchiamo subito ancora nel pomeriggio e prima della sera terminiamo due tiri: un 7b di 55m e un 6c di 20m che sarà il tiro più facile della via. Purtroppo nei giorni successivi la temperatura precipita, 3 - 4 gradi con un vento che ci obbliga ad arrampicare con diversi strati di vestiti.

Il programma di apertura prevede sveglia alle ore 5, colazione, 1 ora e 30 minuti di camminata per arrivare all'attacco e scalata fino all'arrivo delle stelle, discesa sulle fisse con la frontale e cena turca (Kebab e Pide) a sfinimento. L'idea del nome della via nasce da queste giornate: rosso è il colore della parete che si somma alla luna, che ancora vediamo quando partiamo, e alle stelle che ci accompagnano nella discesa, tre elementi che compongono la bandiera turca.

Ho un bellissimo ricordo di queste intense giornate, di queste lunghe immersioni nell’arrampicata e nell’amicizia, di natura selvaggia di ampi paesaggi... tutto quello che cerco in queste avventure. Ricordo la voce del muezzin che, in lontananza, chiama alla preghiera. Le aquile che si libravano sopra di noi. Un sospettoso branco di lupi. L'arrivo del sole sulla parete, che paradossalmente segnava la fine della giornata. Il rosso fuoco che prendeva la roccia e l'orizzonte prima del veloce arrivo del buio. Ed infine le nostre due lucine che scorrono giù per la parete.

Così passano i giorni, sempre appesi nel vuoto, finché dopo un difficile nono tiro di placca aperto da Rolando, riprendiamo una posizione più verticale e siamo consapevoli di essere fuori dalle difficoltà. Saliamo ancora 60 m di roccette e siamo in cima al pilastro, cotti e infreddoliti. Ci sistemiamo al riparo di un sasso e restiamo ad ascoltare e osservare il mondo che ci sta attorno. Siamo contenti della via, di aver trovato tutti gli appigli per passare in libera su una parete così strapiombante.

Nei giorni successivi piove, e approfittiamo per riposare e recuperare energie fisiche e mentali. Recep ci accompagna a visitare la sua falesia. Percorriamo 4 km di strada sterrata dal suo campeggio in mezzo alla steppa, sempre con lo sfondo dell`Ala Daglar, parcheggiamo nel piano e non si vede nessuna falesia. Facciamo 5 metri e sotto a noi si apre un bellissimo canyon, la Kazikli Valley, con la bellezza di 230 vie, perfettamente chiodate e molti progetti strapiombanti da liberare. Siamo impressionati dal lavoro fatto da Recep in completa solitudine. Sicuramente questa falesia sarà apprezzata da molte persone. Grandi pareti, cime che sfiorano i 3800m, ideali anche per lo scialpinismo, una bellissima falesia, wilderness incontaminata. Mi prometto di ritornare con tutta la famiglia...

Poi proviamo a sezioni la via, è molto freddo ed in parete resistiamo solo mezza giornata. Un giorno mentre arrampichiamo inizia a nevicare, facciamo finta di niente, ma i fiocchi diventano sempre più grandi, dobbiamo scendere, sembra di fare un invernale! Raggiunta la base ci scambiamo gli auguri di “Natale”... Aspettiamo il penultimo giorno e partiamo decisi a giocarci l'ultima carta. Rolando fatica all'inizio, ma dopo scaldato il motore tira dritto fino in cima. Io parto più brillante e chiudo i primi tiri subito, ma mi spengo prima. Quasi di sera, sotto una fine pioggerellina, Rolando chiude urlando l'ultimo tiro al primo colpo, l'unico disponibile, su di una placca terribile con un bel obbligatorio di 7b. Io non riesco a salire rotpunkt questo tiro: non c´è più tempo per riprovare, ma neanche più energia. Tutte le riserve sono state consumate fino in fondo.

Recep che ci ha seguito lungo tutta la via a jumar, con video e fotocamera, ha i bicipiti rotti, gli si chiudono da soli e in più è senza frontale per la discesa e deve calarsi nel buio totale tra me e Rolando. Alla base ci carichiamo come muli di tutto il materiale e vagando nella foresta, ci trasciniamo verso la macchina per l'ultima volta. La stanchezza è tanta, ma ci sorregge una grande gioia interiore, per aver colto in extremis il nostro obiettivo.

La riuscita della spedizione la dobbiamo al sostegno incondizionato di Recep e Zeynep Incè, alla loro grande ospitalità e alle loro cene ristoratrici. Grazie per la vostra grande amicizia!
Luca Giupponi

Red, Moon and Star e l'Ala Daglar visti da Rolando Larcher...
Questa era la mia terza volta in Turchia, e so già che non sarà l'ultima. Qualche viaggio in giro per il mondo me lo son fatto, ma in pochi posti riesco a sentirmi bene come qui in Turchia nell'Ala Daglar. Non è solo una questione d'arrampicata, ma una cosa più profonda ed intima, dovuta forse all'atmosfera quieta che si respira che trasmette una gran pace interiore. Riviverla dopo 4 anni è stato un piacere, come la grande amicizia di Recep e Zeynep, ma anche il fatto di rincontrarmi dopo tanti anni con Gippo per un progetto comune e vedere i suoi occhi colmi di gioia per questo paradiso.
Rolando Larcher - C.A.A.I.

Si ringraziano:
Per Rolando Larcher: La Sportiva, Montura, Petzl.
Per Luca Giupponi: Five Ten, Mammuth
Per le foto e le riprese, un ringraziamento particolare va a Recep.


>> Scheda RED, MOON AND STAR

Red, Moon & Star from Andrea Tosi on Vimeo.

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