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Kurt Albert, Venezuela 2006
Photo by Klaus Fengler
Kurt Albert con Wolfgang Güllich
Photo by Gerd Heidron
Kurt Albert sulla sua Devil's Crack (VII), Röthelfels, Frankenjura
Photo by Heinz Zak
Kurt Albert in cima al Nameless Tower
Photo by Albert archive
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Kurt Albert è morto. Addio ad una leggenda dell'arrampicata

29.09.2010 di Planetmountain

La leggenda dell'arrampicata tedesca Kurt Albert (56enne) è morto ieri sera alle 20.45 in seguito all'incidente di domenica scorsa su una via ferrata della Baviera, in Germania.

Difficile capire da dove cominciare. Forse dalla tragica fine. Kurt Albert si è spento ieri sera all'ospedale di Erlangen nella tedesca Baviera. Kurt non ce l'ha fatta a superare le gravi conseguenze della caduta dalla via ferrata "Höhenglücksteig" di domenica scorsa. I particolari dell'incidente sono ancora sconosciuti, ma in verità sembrano superflui. Ciò che conta è che uno degli arrampicatori sportivi ed alpinisti più prolifici del mondo non è più con noi.

L'importanza e l'influenza di Albert sul nostro sport non può essere sottovalutata. Nato il 28 gennaio 1954 a Norimberga, ha iniziato a scalare a 14 anni nel vicino Frankenjura e presto ha proseguito sulle vie più famose delle Alpi, come lo Sperone Walker sulle Grandes Jorasses e la parete nord dell'Eiger, nonché sulle vie delle Dolomiti che teneva in massima considerazione. Mentre con queste ascensioni alpinistiche gettava le basi per una futura carriera, il cuore del giovane Albert ardeva per esplorare e spingere i limiti fisici dell'arrampicata sportiva che, in quel momento, era nella sua fase embrionale ed era soffocata da vecchie tradizioni che sembravano in contrasto con i nuovi sogni e le energie della “giovane” arrampicata libera.

Dopo un viaggio in Sassonia, Albert comprese che l'arrampicata artificiale era un vicolo cieco e che il futuro doveva essere cercato altrove. Così, nel 1975, risolse il conflitto tra le generazioni, tra l'artificiale e il movimento della libera, con l'introduzione della filosofia "Rotpunkt". Con la pittura di un punto rosso alla base di una via ha indicato che la linea era stata salita in libera, senza l'uso di qualsiasi aiuto artificiale, lasciando però lungo la via tutte le “vecchie” protezioni per coloro che desideravano ancora salirla nella loro forma originale. Ben presto il movimento dell'arrampicata libera divenne inarrestabile e si diffuse a macchia d'olio in tutto il mondo e insieme alla "on-sight", il termine "rotpunkt" inventato da Albert è oggi considerato la base per misurare le performance in questo sport.

Assieme ad una manciata di altri giovani arrampicatori, tra cui spiccano Wolfgang "Flipper" Fietz, Norbert Batz, Norbert Sandner e, un po' più tardi, il suo grande amico Wolfgang Güllich, Albert ha immediatamente aperto vie sempre più difficili nel suo Frankenjura. Nel 1977 ha effettuato la prima salita di "Osterweg" (VIII-), mentre la sua "Sautanz" (IX-, 1981) e soprattutto "Magnet" (IX, 1982) sono considerate vere pietre miliari per l'arrampicata tedesca. Albert è diventato un protagonista nel suo paese, tanto che nel 1984 assieme a Wolfgang Güllich e Sepp Gschwendtner ha ricevuto il "Silberne Lorbeerblatt" - il riconoscimento più alto dello sport - da parte del governo tedesco per quanto ha fatto per l'arrampicata.

Ma l'interesse di Albert della sfera verticale non era affatto limitato alle innumerevoli falesie sparse in tutto il Frankenjura ed insieme ad alcuni dei migliori climber della Germania ha iniziato a rivolgere la sua attenzione ad esportare l'ideale della rotpunkt sulle grandi pareti del mondo. Nel 1987 si è recato sulle Tre Cime di Lavaredo dove, insieme con Gerold Sprachmann, ha realizzato la prima libera della Via degli Svizzeri sulla Cima Ovest e anche la prima libera della famosa Hasse-Brandler sulla Cima Grande.

Nel 1988 è stata la volta del Karakorum con Wolfgang Güllich e Hartmut Münchenbach dove ha effettuato la prima libera della via degli Iugoslavi (Slavko Cankar, Francek Knez, Bojan Srot, 1987) sulla Nameless Tower (6242m) nelle Torri del Trango. Per molti aspetti questa spedizione è stata un semplice "riscaldamento" per una delle creazioni più prestigiose di Albert, la vicina "Eternal Flame", salita nell'estate del 1989 insieme a Wolfgang Güllich, Christof Stiegler e Milan Sykora. I quattro hanno tracciato una nuova incredibile linea sulla Nameless Tower. Un percorso che avevano individuato l'anno precedente e che ha richiesto un mix eccitante di coraggio e cieca determinazione, specialmente verso la fine quando Stiegler e Sykora hanno dovuto far ritorno a casa. Mentre, con Güllich ferito, Albert ha dovuto tirare fuori tutta la sua forza per raggiungere la cima... Con un'arrampicata libera fino al 7b+ e 4 sezioni di artificiale, Eternal Flame ha aperto la strada per una nuova dimensione dell'arrampicata sportiva in Himalaya, raggiungendo un livello fino ad allora impensabile.

Ma la “premiata ditta” Albert & Güllich (i due hanno vissuto assieme per 11 anni) non si è fermata all' Himalaya. Un anno più tardi i due, assieme a Norbert Batz, Peter Dittrich e Bernd Arnold, hanno aperto la bellissima "Riders on the Storm", una linea diretta di 1300m sul compatto granito della parete est della Torre Centrale del Paine. La Patagonia impressionò talmente Albert che nel 1995 ci tornò, ancora una volta con Bernd Arnold, e assieme a Jorg Gerschel e Lutz Richter per aprire sul pilastro est del Fitz Roy i 44 tiri di 7c/A2 di "Royal Flush". Di tutte le sue big wall, Albert ha sempre considerato questa via come la sua più importante.

Anche se molto a suo agio a casa davanti a una grande tazza di caffè e in compagnia dei suoi amici più cari come Jerry Moffatt, l'ex insegnante di fisica e matematica non ha mai smesso di cercare nuove sfide. E' così che è nata l'idea di affrontare le montagne spingendo al massimo il concetto di "by fair means”. Questo “modo leale” di affrontare l'avventura in montagna si è tradotto in avvicinamenti alle vette più remote del mondo senza l'uso di portatori o mezzi a motori. Albert, all'inizio del nuovo millennio, ha sperimentato questo concetto insieme a Stefan Glowacz, Holger Heuber e Gerd Heidorn salendo i 500m di "Odissea 2000" sul granito del Polar Bear Spire sull'isola di Baffin. Più che una via, la linea è stata il culmine dell'avventura che i quattro hanno affrontato in piena autonomia, trasportando da soli tutto il materiale per più di 400km in uno dei posti più inospitali del pianeta.

Albert ha accolto questa nuova filosofia a braccia aperte e questo è immediatamente diventato il suo Leitmotiv negli anni che seguirono. Quasi nessuna stagione è passata senza una prima salita significativa su una remota parete nel mondo, e il suo totale "by fair means" è ormai diventato sinonimo della forma più pura dell'arrampicata, adottata da alcuni dei migliori alpinisti del mondo. Kurt Albert iniziò da giovane e dotatissimo climber a sperimentarla alla fine degli anni '60 sulle montagne di casa, nel Frankenjura. 50 anni dopo, Kurt ha lasciato il suo indelebile ricordo sulle pareti più belle di tutto il mondo.

Kurt Albert - momenti importanti
1954
Nato a Norimberga, Germania
1968 ha iniziato a scalare nello Frankenjura
1973 Un viaggio all'Elbsandstein gli ha aperto gli occhi sul potenziale dell'arrampicata libera.
1975 Sviluppo della filosofia Rotpunkt. La Adolf-Rott-Ged. Weg (VI+) nello Frankenjura è stata la prima via segnata con in bollino rosso.
1977 AP: Devil's Crack (VII) & Osterweg (VIII-), Frankenjura
1979 Solitaria Devil's Crack (VII), Röthelfels, Frankenjura
1980 AP: Rubberneck (VIII+), Richard Wagnser Fels, Frankenjura
1981 AP: Sautanz (IX-), Frankenjura
1982 AP: Magnet (IX-), la via più difficile del Frankenjura
1986 Solitaria Fight Gravity (VIII+), Richard Wagnser Fels, Frankenjura
1987 PL: Hasse - Brandler (VIII) Cima Grande, Dolomiti
1987 PL: Swiss Route (IX-) Cima Ovest, Dolomiti
1987 Solitaria Rubberneck (VIII+), Richard Wagnser Fels, Frankenjura
1988 Solitaria Courage Fouyons (7b), Buoux, Francia
1988 PL: Yugoslav route (7a+), Nameless Tower, Karakorum
1989 AP: Eternal Flame (IX-, 3 punti arttif.), Nameless Tower, Karakorum
1990 AP: Riders on the Storm (IX), Paine Central Tower, Patagonia
1993 AP: Stairway to Heaven (IX), Roraima, Venezuela
1994 AP: Moby Dick (IX+), Ulamertorsuaq, Groenlandia
1995 AP: Royal Flush (IX), Fitz Roy, Patagonia
1995 AP: Fitzcarraldo (VIII+) Mount Harrison Smith, Cirque of Unclimbables, Kanada
1996 AP: Gelbe Mauer (IX) Tre Cime di Lavaredo, Dolomiti
1997 AP: Nordlicht (VIII+), Tupilak, Groenlandia
1998 AP: El Condorito (IX), Aguja St. Exupery, Patagonia
1999 AP: Vela y Viento (IX-), Aguja Mermoz, Patagonia
1999 AP: Hart am Wind (VIII+), Cape Renard Tower, Antarctica
2000 Ripetizione: Franco Argentine route, Fitz Roy, Patagonia
2000 AP: Odyssee 2000 (VIII+, 500m), Baffin Island, Kanada
2002 AP: su Vampire Peak (VIII+), Lotus Mountain, Kanada
2003 Ripetizione: Story About Dancing Dogs (IX/600m) Mt. Poi, Ndoto Mountains, Kenya
2006 AP: El Purgatorio (650m/IX), Acopan Tepuis, Venzuela
2007 Spedizione a Sablija, Ural, Russia
2008 AP: El Nido del TirikTirik (7b/400m) Castillo, Venezuela
2009 AP: Hotel Guácharo (7a+/550m) Roraima-Tepuis, Venezuela
AP: = apertura
PL: = prima libera

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