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Valery Babanov
Photo by arch. V. Babanov
Hans Kammerlander
Photo by arch. H. Kammerlander
Silvio Mondinelli
Photo by arch. S. Mondinelli
Stevie Haston
Photo by arch. S. Haston

Appuntamenti con le grandi Storie di Montagna a Courmayeur, Agosto 2010

02.08.2010 di Planetmountain

Il 7, 14, 20 e 26 agosto, alle ore 21.00 al Jardin de l'Ange di Courmayeur, sono in programma 4 serate per 4 grandi storie di alpinismo e di vita raccontate da Valery Babanov, Hans Kammerlander, Silvio Mondinelli, Stevie Haston. Introduce le serate Vinicio Stefanello editor di PlanetMountain.com.

4 grandi alpinisti per 4 grandi storie che hanno come meta la passione e l'amore per la montagna. E' questo il programma dei 4 appuntamenti, per altrettante serate, che il Comune di Courmayeur in collaborazione con Grivel Mont Blanc ha organizzato nel mese di agosto ai piedi del Monte Bianco. La stessa montagna che più di 200 anni fa ha visto nascere l'alpinismo e che tuttora è simbolo e summa delle Terre Alte e di quel fascino che da sempre esercitano sull'uomo. Un'irresistibile attrazione che ha generato quella storia dell'alpinismo fatta di una moltitudine di storie personali e di grandi imprese. Tutte vicende straordinarie e insieme estremamente umane. Come quelle assolutamente uniche vissute sulle montagne di tutto il mondo da Valery Babanov, Hans Kammerlander, Silvio Mondinelli e Stevie Haston. I grandi alpinisti protagonisti degli incontri d'Agosto al Jardin de l'Ange di Courmayeur che saranno presentati da Vinicio Stefanello Editor-in-chief di PlanetMountain.com, il magazine online conosciuto come una delle testate più autorevoli del mondo dell'alpinismo.

S'inizia Sabato 7 agosto con le storie, le avventure e le montagne vissute da Valery Babanov, uno dei protagonisti assoluti dell'alpinismo degli ultimi 20 anni. Nato nel 1964 ad Omsk in Russia, Babanov è l'esempio di un alpinismo che ricerca ed esplora i limiti e che è sempre coerente con se stesso. La sua è davvero un'esperienza straordinaria e a tutto campo. Le sue salite, in solitaria o con team estremamente “leggeri” e ridotti, spaziano dai grandi Settemila dell'ex Unione Sovietica alle vie sul granito del Monte Bianco, dalle big wall della Yosemite Valley alle freddissime e difficili montagne dell'Alaska, fino ai colossi Himalayani. Una vera avventura che in questi anni ha stupito il mondo sia per la sua versatilità sia per l'immensa quantità e qualità delle vie salite: oltre 600, moltissime nuove, sempre difficilissime, tutte salite in stile perfetto. Non è un caso dunque se ha vinto il Piolet d'Or, l'oscar dell'alpinismo mondiale, nel 2001 e nel 2003. Come non è un caso che, volendo citare solo una delle più recenti performance, in soli 16 giorni sia riuscito a salire 2 Ottomila (Broad Peak e Gasherbrum I) aprendo altrettante vie nuove, un'impresa che ha dell'incredibile. Com'è incredibile tutta la storia di Valery Babanov, Guida alpina UIAGM e vero “cittadino” ed “esploratore” delle montagne del mondo.

Sabato 14 agosto, l'appuntamento è con un'autentica icona dell'alpinismo himalayano, Hans Kammerlander. L'uomo che partendo da Acereto in Sud Tirolo, di vetta in vetta, ha ampliato il suo orizzonte fino a salire, sempre con uno stile impeccabile, le più alte montagne della terra. Un percorso di grande alpinismo ma anche di vita che, all'inizio, ha avuto come compagno Reinhold Messner con cui Kammerlander ha salito ben 7 Ottomila. Sono state tutte esperienze speciali. Basti pensare alla prima traversata di due Ottomila, i Gasherbrum I e II, un'impresa assoluta realizzata con 8 incredibili giorni di permanenza in alta quota. Ma anche alla prima salita della parete Sud-Ovest del Cho Oyu e della parete Nord-Ovest dell'Annapurna. E ancora quella storica salita del Lhotse che fece di Messner il primo uomo in vetta ai 14 Ottomila. Poi per Kammerlander la grande avventura non ha avuto più fine. Arrivarono, tra le altre, la prima discesa con gli sci (l'altra sua grande passione) del Nanga Parbat. E ancora la discesa, sempre con gli sci, del versante Nord dell'Everest, un'impresa memorabile che a Kammerlander fruttò anche la salita, velocissima e solitaria, del tetto del mondo in 17 ore, un record ancora imbattuto. Altre perle da ricordare sono la prima salita del pilastro centrale dello Shivling (6543m), una delle cime più difficili e belle del mondo. Mentre, tra quelle più recenti, c'è la salita dello Jasemba (7.350m) nel 2007. Hans Kammerlander è arrivato in vetta a 13 delle 14 montagne più alte della terra. Gli manca il Manaslu. Ma lì, nel 1991, ha perso due amici. E lì non vuole più tornare perché: “Mi farebbe troppo male”, dice. Ecco questa è la grandezza di Hans Kammerlander, 54enne, Guida alpina di Acereto e uomo vero oltre che fortissimo alpinista.

Venerdì 20 agosto il viaggio continua con Silvio Mondinelli e con quello che si può ben definire l'alpinismo del cuore, quello che privilegia l'umanità e la solidarietà. Perché è questo che, il 6° uomo ad aver salito tutti i 14 Ottomila senza far uso di ossigeno supplementare, si è conquistato sul campo con le moltissime spedizioni in Himalaya, le 16 volte su una cima oltre gli Ottomila e il suo record di 4 Ottomila (Everest, Gasherbrum I, Gasherbrum II, Dhaulagiri) scalati in soli 5 mesi. Quello di Mondinelli, infatti, è un alpinismo che non si ferma in vetta ma che va oltre e che ha occhi anche per il mondo che gli sta attorno. Un alpinismo che è anche “maestro di vita”. Per questo Mondinelli da subito si è prodigato per aiutare le popolazioni Sherpa. E per questo è conosciuto, oltre che per la sua proverbiale forza fisica, per i suoi innumerevoli soccorsi anche in altissima quota. Alcuni sono quasi sconosciuti. Altri hanno avuto per testimoni gli alpinisti che affollano le vette più famose. Altri ancora hanno cementato amicizie che rimarranno per sempre. Non a caso per Mondinelli quello del “soccorritore”, oltre che un'istinto innato, è anche una professione che svolge, ai piedi del Monte Rosa, come Guida Alpina e appartenente alla Guardia di Finanza di Alagna Valsesia. Una vocazione che, nell'alpinista bresciano ormai adottato dalla Valsesia, si sposa perfettamente con il suo progetto di una Università della montagna che insegni la difficile arte dell'andare per montagne e di organizzare una spedizione. Sempre per un alpinismo che parte da una grande passione per la montagna e che parla al cuore degli uomini.

A concludere la serie, Giovedì 26 agosto, saranno le grandi storie di montagna vissute da Stevie Haston. L'alpinista e ice climber britannico che è l'emblema stesso della voglia continua di evolvere e di scoprire sempre nuovi orizzonti. Una prova per tutte è la prima libera di Descente Lolitta, una via ultra-strapiombante nella francese Grotte de Sabart che raggiunge il grado estremo di 9a. Come dire la laurea con il massimo dei voti all'università dell'arrampicata sportiva. Se poi si aggiunge che questo top, Haston l'ha festeggiato l'anno scorso insieme alle sue 52 primavere, si capisce bene la portata dell'impresa. Ma non è tutto. Come non bastasse le recenti cronache testimoniano di altre sue salite da prima pagina. Come quella su Bim Bam, una delle più difficili e pericolose via 'trad' del Galles, oppure come la salita dell'immenso tetto di Greenspit in Valle dell'Orco. Va detto che questi sono traguardi assoluti, anche per i più giovani. D'altra parte a guardare il percorso di Haston non ci si può stupire né delle sue attuali performance né della sua estrema polivalenza ed estrosità. Infatti, fin da ragazzino, Haston ha impressionato tutti con la salita di alcune delle vie più dure del Galles, a-vista o in solitaria. Sulle Alpi, tra le altre, portano la sua firma la seconda salita invernale della Nord dell'Eiger ma anche la solitaria in libera e in inverno dello Sperone Walker, in sole 8 ore. Senza contare che è stato, ed è ancora, una delle punte di diamante dell'arrampicata sulle cascate di ghiaccio, con l'apertura e la ripetezione di molte delle vie più difficili della storia dell'ice climbing. E poi, all'inizio del 2000, è stato uno dei profeti e dei massimi interpreti del dry tooling o “misto estremo” inventando, in Valsavaranche, The Empire Strikes Back, un vero e proprio manifesto di questa attività. Quella di Haston è un'avventura fatta di tante esperienze, di fantasia e di tante caparbie battaglie. Una storia che non avrà mai fine come le grandi Storie di Montagna.

STORIE DI MONTAGNA - Jardin de l'Ange, Courmayeur, ore 21,00
Sabato 7 agosto - Valery Babanov
Sabato 14 agosto - Hans Kammerlander
Venerdì 20 agosto - Silvio Mondinelli
Giovedì 26 agosto - Stevie Haston
Introduce le serate Vinicio Stefanello – editor di PlanetMountain.com

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