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Il Lago Chaqmaqtin e Susy sul Donne Peak 4.800m mentre arriva una perturbazione
Photo by arch. A. Torretta
Suzy ed Anna sul Grivel Peak, 4.670m
Photo by arch. A. Torretta
Chlap e il Lago Chaqmaqtin sullo sfondo
Photo by arch. A. Torretta
Suzy Medge e Anna Torretta
Photo by arch. A. Torretta
INFO / links & info:

Sci-alpinismo e alpinismo nella Valle del Wakhan per Anna Torretta e Suzy Medge

20.07.2010 di Planetmountain

Dal 25 maggio al 23 giugno 2010 la Guida alpina Anna Torretta e l'alpinista inglese Suzy Medge hanno effettuato un aspedizione nella Valle del Wakhan salendo 4 cime inviolate ed effettuando 6 prime discese con gli sci.

“Un viaggio attraverso il tempo, alla scoperta di montagne vergini e popoli antichi”. E' questo che hanno vissuto Anna Torretta e Suzy Medge nel loro viaggio attraverso la sconosciuta valle del Wakhan, nell'estremo nord-est dell'Afghanistan. Un tour di un mese che alla Guida alpina di Courmayeur e alla sua compagna inglese ha fruttato la salita di 4 cime inviolate e 6 prime discese con gli sci. Ma soprattutto un'esperienza d'esplorazione in un posto di confine (un crocevia tra Afghanistan, Cina, Russia e India) semisconosciuto agli alpinisti e che ripercorre le stesse tracce di Marco Polo verso la Cina. Un vero tuffo nel passato remoto e nella wilderness.


Spedizione alpinisitica a sci alpinistica femminile Afghanistan 2010 - Wakhan
Anna Torretta e Suzy Medge / 25maggio-23giugno 2010

Premessa: il Wakhan  è l’unico posto in Afghanistan dove non sono presenti i militari dell’UE poiché è una zona tranquillissima, dove i talebani non sono mai arrivati! I militari Afghani presenti nei posti di controllo della Polizia di Frontiera, 4 punti distribuiti su 300km, ci hanno dato il benvenuto nel loro paese offrendoci the e tutto l’aiuto e la collaborazione possibile. Il Wakhan è stato annesso alla fine del 19°sec all’Afghanistan come zona cuscinetto tra la Russia Imperiale, l’india britannica e la Cina. Dall’inizio del 20°sec l’ingresso in questa zona è stato sotto stretto controllo militare.

L’obiettivo della spedizione è esplorare l’estremo nord est dell’Afghanistan, conoscere il fondo della valle del Wakhan, raggiungere il Piccolo Pamir e il Lago Chaqmaqtin, vicino al confine con la Cina, e scoprire nuove montagne da scalare e sciare. Il Pamir Afghano si divide in Grande e Piccolo Pamir. E’ documentato il passaggio di solo 7-8 persone fino al 2001 nei Pamir, nel Piccolo Pamir è passata una spedizione francese nel 2007 e nel 2010 arriviamo noi ragazze!

La strada che percorro con Susy, la mia compagna di viaggio inglese, è quella seguita da Marco Polo, per entrare in Cina: è il sentiero che attraversa l’altopiano del Piccolo Pamir. Oggi, dopo più di 700 anni, la descrizione che Marco Polo fa nel “Milione” è ancora valida, sono cambiate pochissime cose! La quota dell’altipiano è tra i 3.800 e i 4.000metri, c’è molta neve, quest’anno, sulle montane che arrivano fino a 6.800 metri, uccelli se ne vedono pochissimi, gli alberi non esistono, se non pochi sporadici cespugli lungo i fiumi che la gente qui chiama “foreste”...

Non ci sono villaggi sul percorso, incontriamo solo delle singole case abitate da pastori, oppure ricoveri estivi per il bestiame, ancora abbandonati in questo periodo. Il primo villaggio che incontriamo è Kirghiso e ci arriviamo dopo 4 giorni di cammino; si chiama Bozai Gumbaz, è l’ex base di controllo russa durante l’invasione del ’79, è stato un importante punti di controllo delle frontiere di Cina, Pakistan e Tajikistan. Sono solo 4 case di fango e paglia e una Yurta, ed è abitato solo in primavera!

I tempi per percorrere la valle del Wakhan si sono poco accorciati dal 13° secolo, oggi con l’uso del fuoristrada. Per entrare nel Pamir si usano ancora i cavalli o gli yak o le gambe, non ci sono mulattiere, ma solo un unico stretto sentiero lungo centinaia di chilometri. Noi abbiamo percorso il cammino con 6 cavalli, 2 per il materiale e un cavallo a testa per noi e le nostre due guide Wakhi, Gurgalì e Afyat, sino al Lago Chaqmartin 4000m, dove vivono i Kirghisi, la popolazione di origine mongola che abita il Pamir tutto l’anno. Siamo ritornate invece con una carovana di 20 yak e Kirghisi che andavano a Sarhad a comprare rifornimenti. Abbiamo imparato a cavalcare!
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La stagione invernale è estrema quest’anno, abbiamo cambiato i nostri programmi in funzione delle condizioni meteo e dell’abbondante neve ancora presente su tutti i passi di accesso alle valli del Pamir. Il “Women Peak” 6.600m che pensavamo di salire prima di partire, è ancora inaccessibile attraverso il Kotal Pass 4.820m. Decidiamo quindi di valicare il passo con la quota più bassa il Daliz Pass a 4.267m e seguire così fedelmente il viaggio di Marco Polo attraverso l’altipiano del Pamir. Raggiungiamo il Lago Chaqmaqtin, la nostra meta, dopo 5 giorni di cavallo lungo il fiume Amudaria!

Lungo il percorso abbiamo salito: 4 nuove montagne, e fatto 6 prime discese con gli sci:
- SuzAnna Peak 4.660m, D per gli ultimi 100m, prima salita e prima discesa in sci;
- Grik Peak 4.300m, sceso da 4.000m, salita per cresta in cima, D, seconda salita, da sola;
- Daliz Pass 4.267m, scesi fino a quota 3.500m, prima discesa in sci;
- Ski Peak 4.670m, salita da SW; discesa da NE, prima salita e prima discesa in sci;
- Grivel Peak 4.760m, prima salita e prima discesa in sci;
- Donne Peak 4.800m, cresta N, D, discesa spalla NE, 35-40°, OSA, prima salita e prima discesa in sci.

testo di Anna Torretta

Wakhan 2010 Video

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