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Ramon Julien Puigblanque
Photo by Giulio Malfer
Jain Kim
Photo by Giulio Malfer
Cédric Lachat
Photo by Giulio Malfer
Anna Stöhr
Photo by Giulio Malfer

Rock Master di Arco 2010 – Tutte le gare aspettando i Mondiali di Arrampicata del 2011

19.07.2010 di Planetmountain

Ad Arco, Puigblanque (ESP) e Kim (KOR) hanno vinto il 24° Rock Master Lead. Lachat (SUI) e Stöhr (AUT) si sono aggiudicati il Boulder. La vittoria nella Speed è andata a Hroza (CZE) ed He (CHN) mentre il Team Sped è andato alla Cina. Infine il Duello Lead è stato vinto da Ondra (CZE) e Posch (AUT) mentre la Combinata se la sono aggiudicata Graftiaux (BEL) e McColl (CAN). Migliori italiani Jenny Lavarda e Stefano Ghisolfi entrambi al 2° posto nella Combinata.

Tre giorni così sono un record. Per numero di Specialità (5 considerando Lead, Boulder Speed, Duello Lead e la novità Team Speed) ma anche per turni di gara disputati (27 tra maschili e femminili). Per non parlare del caldo africano che naturalmente non ha risparmiato il Climbing Stadium facendo degli atleti - soprattutto i boulderisti - e degli spettatori dei veri eroi. A proposito di pubblico, l'affluenza per le finali Lead di sabato sera è stata eccezionale. Davvero un gran bello spettacolo! Anche perchè in vista dei mondiali dell'anno prossimo il Climbing Stadium ha sfoderato una mega struttura boulder coperta e una nuova parete per il Team Speed. Ma per gli IFSC World Championship 2011 ancora altre novità sono previste... Per i risultati, di questo specialissimo Rock Master allargato a moltissimi atleti (240) e spostato a luglio per preparare al meglio l'impegno mondiale del prossimo anno, potete leggere (qui sotto) i report delle finali.

Tutte le info sulle varie fasi della gara e le classifiche, ma anche i video e le gallery fotografiche le trovate su www.arco2001.it il sito ufficiale dei Campionati del mondo di arrampicata gestito dalla redazione di PlanetMountain.

Finale Lead Maschile e Femminile – Rock Master 2010
La grand soirée della finale Lead esalta il Rock Master di Arco. E i suoi eroi sono lo spagnolo Ramón Julian Puigblanque e la coreana Jain Kim. E’ successo sabato in un Climbing Stadium strapieno, palpitante e partecipe di un viaggio memorabile. Perché sembrava davvero che tutti fossero lì, sull’immensa parete, a fianco degli atleti. Per vincere la forza di gravità. Per superare quelle incredibili difficoltà che sbarravano la porta del cielo, della fine della via. Emozionante!
Tutto è cominciato con la finale femminile. La via è lunga, massacrante e difficile. Esplora, con sapienti giri, tutta la grande parete di sinistra per poi sbucare in alto oltre il grande tetto, al top. La prima a partire è la francese Caroline Ciavaldini che va alta. Ma si capisce: il viaggio sul grande tetto è ancora lungo. Ma subito è la bravissima austriaca Christine Schranz ad esplorarne un altro pezzo. Poi tocca alla francese Alizée Dufraisse che però si ferma un po’ prima del punto massimo raggiunto. Non riesce a far meglio neanche la slovena Mina Markovic. Il pubblico cerca di capire, vuole esplorare quelle prese ancora non toccate. E l’attesa si avverte nell’aria. Come la voglia di vedere cosa c’è oltre, fuori dall’immenso tetto. Così quando la sorprendente Katharina Posch va altissima, superando tutte le altre, è una liberazione. Ma è già il turno di Angela Eiter, la 4 volte regina del Rock Master, e si attende il miracolo. Una magia che la Eiter fa con una corsa al limite, lottando com’è nel suo stile. Va alta supera tutte, e poi ingaggia una battaglia strenua spendendo anche quello che non ha. Magnifica, ma per un soffio è ancora la Posch che è davanti. E lo resterà anche dopo la corsa di Alexandra Eyer. La svizzera è in formissima e quando è lì a ridosso delle prime, tutti sono convinti che passerà in testa. Ma non è così, la via non perdona, basta una piccola distrazione e Alexandra va giù. Davanti restano ancora la Posch e la Eiter… Ora siamo alla fine, manca solo la coreana Jain Kim, la migliore delle semifinali: l’unica a fare il top. Si spera in un altro miracolo. Il pubblico ci crede. E ci crede anche Jain che va avanti inesorabile, senza peso viaggia sempre più alta. Supera tutte e va ancora su. Sempre più su. Il pubblico la incita e poi, quando cade ad un soffio dalla catena, esplode riconoscente. Grande Jain Kim! Grande spettacolo! La coreana vince il 24° Rock Master davanti a Katharina Posch e ad Angela Eiter.
Neanche il tempo di riprendersi dalle emozioni ed è già tempo della finale maschile. Si comincia con il campione del mondo, Patxi Usobiaga. E, subito, arriva la prima sorpresa. Il basco cade bassissimo, lì dove c’è la prima vera difficoltà. Capita… Ma quando il canadese Sean McColl cade ancora più basso, e poi, in successione, alla stessa altezza di Usobiaga vengono giù anche il francese Romain Desgranges e lo svizzero Cédric Lachat, lo stadio non sa più cosa pensare. E’ sbagliata la via? Lachat e Sean McColl stanno pagando lo scotto del doppio impegno Boulder più Lead? A togliere tutti i dubbi però ci pensa subito il giapponese Sachi Amma che con perfetto stile supera il punto maledetto. E poi continua il viaggio andando molto in alto, fino all’inizio del tetto, prima di cadere. Il pubblico esulta: ormai ha capito che il viaggio continuerà e andrà altissimo. A pensarci è subito uno scatenato Jakob Schubert. Il 20enne austriaco scala benissimo e va sempre più alto, supera Amma ed è già al bordo del tetto quando cade. Bellissimo. E il pubblico sogna il top, ora ci crede! Anche perché ai blocchi di partenza ora c’è Adam Ondra, il 17enne monster che in semifinale ha fatto il miracolo del top. Adam non delude e velocissimo va su come un treno. Forse fin troppo, perché improvvisamente cade più in basso di Schubert. Ma non c’è tempo per pensarci. Ora tocca a Ramón Julian Puigblanque, il re del Rock Master e un fuoriclasse assoluto delle gare Lead. Ed è subito spettacolo! Un incredibile spettacolo con Ramonet che macina passaggi con una facilità impressionante. Non c’è scampo, va oltre a tutti. E poi, con il Climbing Stadium che sembra esplodere, ingaggia una magnifica lotta verso il top. Una fine della via che riesce però solo a sfiorare con un ultimo disperato salto. Poi il volo liberatorio con la standing ovation del pubblico che sancisce la sua 5a vittoria al Rock Master. E’ primo davanti a Jakob Schubert e ad Adam Ondra. E’ stato un bellissimo viaggio. Da ricordare a lungo!

Finale Boulder Maschile – Rock Master 2010
Quando il boulder si fa duro i duri cominciano a giocare! E Cédric Lachat si è dimostrato un vero campione in questa finale davvera durissima. Servivano una tenacia e una forza incredibili oggi, e lo svizzero non si è tirato indietro da vero lottatore. Così, dopo il tour de force di questi 3 giorni che l’ha visto impegnato sia nel Boulder sia nel Lead, questa mattina ha fatto un vero miracolo: con 2 blocchi su 4 risolti ha vinto il Rock Master Boulder 2010. Alle sue spalle, con un solo top, il fortissimo russo Rustam Gelmanov è 2°. Mentre sul 3° gradino del podio, sempre con un unico top ma con 2 tentativi in più, è salito il giapponese Tsukuru Hori, un altro che qui ad Arco si è presentato in una forma strepitosa.
Lachat, l’uomo che non molla mai, ha conquistato la vittoria centrando il top del 2° blocco in 5 tentativi, per poi risolvere l’ultimo e 4° problema in 4 tentativi. Nulla da fare invece nel 1° e 3° blocco, del resto rimasti irrisolti per tutti. Perché quei due blocchi (ma anche quelli risolti) erano belli, duri e… impossibili. In pratica quasi un paradigma del gioco del bouldering, dove ciò che affascina è proprio il rebus apparentemente privo di soluzioni. E, bisogna dire, che nessuno dei sei finalisti s’è risparmiato per risolvere quei “misteri”. Come non si è risparmiato il pubblico che non ha mai smesso di incitarli e stupirsi per le loro invenzioni e i loro sforzi. E davvero dal cilindro dei boulderisti oggi sono usciti tutti i “trucchi” e tutte le variabili possibili ed immaginabili.
Hanno stupito tutti questi boulderisti. Lachat per la verve e la grinta che si spinge sempre oltre limite delle sue forze. Rustam Gelmanov per la forza e certe soluzioni pazzesche. Tsukuru Hori per la sua intensità. Il francese Francois Kaiser per la sua giovanissima età (ha solo 17 anni) ma anche per la costanza e la forza con cui ha centrato quel 2° problema in 5 tentativi che gli ha regalato il 4° posto. Ma non da meno, e non meno applauditi, sono stati il campionissimo del Kilian Fischhuber, 5° con nessun top, e Klemen Becan che ha chiuso al 6° posto (anche lui senza nessun blocco risolto, ma autore di un’incredibile posizione completamente orizzontale sul 3° blocco). Specialmente Kilian è arrivato ripetutamente ad un soffio dal top che però ogni volta gli sfuggiva inesorabilmente… Ma questo è il Boulder. Ma soprattutto questa era la giornata dell’incredibile e imprendibile Cédric Lachat!

Finale Boulder Femminile – Rock Master 2010
Tutto all’ultimo boulder. Mai è stato così vero come in questo gran finale dei blocchi femminili. Sul filo di lana, appunto sul 4° Boulder, a spuntarla è un’impeccabile Anna Stöhr in versione super. Non a caso per la campionessa austriaca questa è la 3a vittoria al Rock Master. Una battaglia sul filo dei tentativi che ha vinto soprattutto nel testa a testa con la fortissima ucraina Olga Shalagina e con la magnifica giapponese Akiyo Noguchi, terminate rispettivamente al 2° e 3° posto. Ma anche superando la russa Olga Bibik che è andata ad un soffio non solo dal podio ma anche dalla vittoria. Si perché tutte e quattro hanno risolto 2 blocchi dei 4 proposti e sono divise solo dal numero dei tentativi.
Quella della Stöhr è stata davvero una magnifica gara tutta all’inseguimento. L’austriaca infatti è partita con un nulla di fatto sia sul 1° sia sul 2° blocco. Mentre Olga Bibik partiva alla grande cogliendo, unica fra tutte, il top del problema iniziale. E’ stata una vera lezione di equilibri e scioltezza e concentrazione assoluta quella della russa, tanto da farle chiedere il silenzio del pubblico… tutto molto bello.
Sempre la Bibik è protagonista anche sulla seconda stazione con il top al 4° tentativo. Meglio di lei fa solo l’ucraina Olga Shalagina, altra veterana delle zone alte delle classifiche mondiali, che centra la soluzione in due giri. Tutte le altre restano al palo. Poi al 3° boulder la svolta. La Bibik si perde, mentre la Stöhr passeggia al top al primo tentativo così come la Shalagina. Centrano il problema anche la Noguchi (2 tentativi) e la belga Chloé Graftiaux (3 tentativi). Nulla da fare invece per la slovena Mina Markovic.
Si arriva così al gran finale. Un blocco che richiede forza ma anche una grande dose di scioltezza e arte arrampicatoria nell’ultimo passaggio per fissare il top. Occorre usare benissimo i piedi, portandoli altissimi per una “compressione malefica”, il tutto trovando la giusta posizione del corpo. Non riescono a risolvere l’enigma né la Graftiaux, né la Shalagina, né la Markovic. Ma soprattutto non ci riesce la Bibik, che si infortuna anche alla spalla nei ripetuti tentativi di bloccare il lancio iniziale.
A questo punto la Stöhr ha la sua occasione, se risolve il problema in un unico tentativo va sul gradino più alto del podio. La classe non è acqua e la Stöhr ne ha da vendere: il “giochetto” è fatto e con disarmante arrampicata è al top. A questo punto tocca all Noguchi giocarsi le sue chance di podio, una cosa che la campionessa giapponese non si lascia sfuggire e, in tre tentativi chiedendo anche l'incitamento del pubblico, centra il bronzo sul filo di lana. Tutto molto bello!

Finale Speed – Rock Master 2010
La prima giornata del RockMaster pre-event IFSC World Championship s’è chiusa con i lampi degli sprinter dell’arrampicata. Lampi mondiali che hanno visto primeggiare in gara maschile il ceco Libor Hroza mentre in gara femminile la più veloce di tutte è stata la cinese Cuilian He. Nell’ultimo duello, quello della finale, Hroza ha avuto la meglio, sul russo Stanislav Kokorin conun bel 6”71. Mentre nella finalina per il 3° e 4° posto il cinese Qixin Zhong fermando il cronometro a 7”29 ha bruciato il connazionale Ning Zhang che ha chiuso in 11?56. Nella finale femminile la He non ha lasciato scampo alla russa Olga Morozkina arrivando al top con l’ottimo 10”96 contro gli 11”75 della rivale. Per il 3° e 4° la lotta s’è chiusa a favore della venuezuelana Lucelia Blanco in 11”90 mentre la polacca Edyta Ropek si fermava per una scivolata. Per l’Italia bella la gara dell’arcense Sara Morandi che sulla pista di casa ha saputo conquistare l’ottavo posto ma anche il record italiano.

Finale Duello Lead – Rock Master 2010
The last waltz di questo Rock Master 2010, che annuncia gli IFSC World Championship 2011 di Arco, è tutto per il gran duello del Lead. Un ultimo giro, uno contro uno e a tutta velocità, che ha visto come protagonisti i magnifici 8 + 8 delle finali maschile e femminile del Rock Master Lead. A vincere l’estenuante corsa sulla grande parete del Climbing Stadiun è stato un Adam Ondra in versione davvero speed. Mentre tra le donne l’ha spuntata un’altra giovanissima come l’austriaca Katharina Posch, una delle più belle sorprese di questo Rock Master. Ondra ha battuto nell’ultimo duello il canadese Sean McColl che è argento. Nella finale per il 3° e 4° posto invece è Jakob Schubert a spuntarla sull francese Romain Desgranges. Katharina Posch, invece, ha conquistato l’oro battendo la coreana Jain Kim. E a sua volta la svizzera Alexandra Eyer ha avuto la meglio sulla francese Alizée Dufraisse nel duello per il bronzo.

Video e Gallery su www.arco2011.it

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