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Arctic Monkeys VI A4 V+ 1400m, Sail Peaks, Baffin Island
Photo by Baffin Big Walls 2010
Il team in cima: Mike 'Twid' Turner, Mark Thomas e Stuart McAleese.
Photo by Baffin Big Walls 2010
Mark Thomas nella bufera su Arctic Monkeys VI A4 V+ 1400m, Sail Peaks, Baffin Island
Photo by Baffin Big Walls 2010
Arctic Monkeys VI A4 V+ 1400m, Sail Peaks, Baffin Island
Photo by Baffin Big Walls 2010
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Arctic Monkys, un team britannico sale una nuova big wall sul Sail Peaks, Isola di Baffin

03.06.2010 di Planetmountain

Gli arrampicatori britannici Mike 'Twid' Turner, Stuart McAleese e Mark Thomas hanno aperto Arctic Monkeys (VI A4 V + 1400 m) sulla inviolata Sail Peaks, Isola di Baffin. Intervista a Mike Turner.

Gli alpinisti galllesi Mike 'Twid' Turner, Stuart McAleese e Mark Thomas hanno appena aperto una nuova importante via sul remoto Sail Peaks nella Stewart Valley, posta a circa 100 km a nord della cittadina di Clyde River sull' Isola di Baffin, in Canada.

Il trio ha raggiunto la base della montagna all'inizio di maggio e ha trascorso tre settimane per aprire una linea che Turner aveva già individuato durante una precedente spedizione nel 1999. Salendo in stile capsula, i tre britannici hanno trascorso 18 notti consecutive in portaledge superando difficoltà fino al VI A4 lungo una linea di 1400m di lunghezza. Inoltre, sono stati messa a dura prova dal cattivo tempo ma anche dal grande freddo (fino a -20 ° C) tanto che Turner ha così commentato: "Il freddo ci ha reso la vita difficile per tutta la salita. La cosa più difficile era assicurare il compagno, spesso abbiamo dovuto indossare due piumini".

Nonostante il fatto che fossero a corto di cibo il trio ha perseverato nella salita, raggiungendo la cima il 24 maggio in perfette condizioni meteo. Poi si sono calati rapidamente ed sono velocemente rientrati alla civiltà per sfuggire al ghiaccio del fiordo che si stava sciogliendo. McAleese ha descritto l'esperienza come "... la più difficile, ma anche gratificante salita che abbiamo mai fatto e, dio mio, adesso non vediamo l'ora di berci qualche birra!"

Turner, una figura di spicco nell'arrampicata gallese degli ultimi due decenni e con più di 20 grandi spedizioni all'attivo, ha invece descritto la via paragonandola "alla famosa Lotus Tower, ma messa due volte una sopra all'altra." Con un paragone come questo, era imperativo saperne di più.

Mike, avevi già notato questa linea nel 1999. Un sogno che si è avverato?
Sì, è sicuramente una di quelle linee che sono sempre rimaste nella mia mente. E' Sorprendente come siano pochissime le persone che si sono avventurate nella Stewart valley, che a mio avviso è forse la migliore zona al mondo per trovare grandi pareti inviolate di altissima qualità.

Questa era una spedizione molto piccola...
Piccolo è la via del futuro. I grandi team non sono per me.. L'ambiente viene rovinato e l'esperienza viene distrutta. Andate in vacanza sulle spiagge a Benidorm sulla Costa Blance se volete arrampicare con un sacco di gente!

Puoi descrivere l'esperienza di Arctic Monkeys in termini semplici?
Tre compagni in un'avventura glaciale! Un'esperienza dove il divertimento ha superato la sofferenza (mal appena). A volte ci siamo sentiti come le “tre scimmiette”, c'erano certi momenti in cui il motto era non vedere il male, non sentire il male, non parlare del male.

Raccontaci dello stile di salita
Stiel capsule, quindi da quando siamo partiti non siamo più tornati in dietro, dormendo appesi al portaledge. L'arrampicata era dannatamente difficile e il freddo rendeva l'arrampicata libera davvero impossibile. Ogni giorno si toccavano -20° C e anche meno, e a differenza della mia ultima spedizione abbiamo anche patito il vento, brrr...

L'attrezzatura?
Un sacco di attrezzi trad, 3 set completi di Friends, 4 set di nuts, beaks e chiodi. Di tanto in tanto abbiamo piantato qualche spit sulle soste e per il portaledge. Inoltre, abbiamo dovuto affrontare due sezioni di roccia completamente lisce che abbiamo salito in artificiale. Sulla via ci sono quindi alcune soste e una corda che non siamo riusciti a togliere.

Verso la fine eravate anche a corto di cibo...
Sì, il penultimo giorno l'abbiamo trascorso con pochissimo da amngiare e abbiamo spinto al massimo in mezzo al cattivo tempo. Ma non era giornata e siamo tornati indietro. Se il tempo fosse rimasto così, saremmo stati in difficoltà, senza cibo e con poco carburante. Ma il giorno dopo era perfetto, il nostro primo giorno buono. Limpido, caldo al sole con una vista mozzafiato. Un po' di giustizia!

Quanto ci si sente nella wilderness?

E' remoto ma avevamo i nostri fidati amici Inuit che ci avrebbero tirato fuori se ne avessimo avuto bisogno. Il vero problema in questa zona è che il ghiaccio, per il disgelo, può scogliersi, e puoi rimanere bloccato fino a metà agosto! Se succede è lungo se non quasi impossibile rientrare a piedi.

Sei stato nell'Artico sette volte. Cosa ti fa ritornare?
E' una zona non contaminata dall'uomo, il sole è senza fine, sei lontano da tutto, e si possono esplorare nuove zone ed arrampicare. Vivere in un posto così è incredibile. Gli Inuit sono il popolo più duro e più amichevole del pianeta. Sono i veri eroi.

Le cose sono cambiate dalla tua prima volta?
Al primo sguardo no. Meno scalatori vanno. Il ghiaccio si scoglie e rompe prima. Abbiamo anche sentito una interessante storia che a causa del clima più caldo il Grizzly e gli orsi polari si incontrano più spesso. Sono state viste della razze incroce!

Cos'è l'importante nelle tue salite?
Il posto, il buon affiatamento del gruppo, una linea chiara e forte, l'aspetto dell'avventura e soprattutto il divertimento..

La tua esperienza di spedizioni in tutto il mondo ha pochi paragoni. Puoi condividere alcuni dei ricordi più importanti?
Ogni viaggio è stato fantastico. Per lo più è l'ambiente e la gente che rende un viaggio speciale. Tra gli altri comunque spiccano: l'apertura di Caveman (ED 700M E5 A2, 2 giorni in stile alpino) nel 1989 sulle Torri del Paine in Patagonia, la prima esperienza di big wall per me e mia moglie, l'arrampicata in Mali con Salvador Campalio, l'incontro con il climber Alfrado (Tarzan) in Venezuela, la seconda salita della big wall Moby Dick (1000 m) sull' Ulamatorsoq in Groenlandia in giornata, l'aver sopravissuto ad una valanga in Pakistan, le cime delle Torri del Paine, le grandi notti passate bevendo a Fairview a Talkeetna in Alaska! Poi c'era anche quella volta nel Borneo, per la rivista FHM! In tutte però ricordo sempre molto divertimento, non c'è da dimenticare che sono soltanto vacanze, dopo tutto. Come dice mia mamma, una volta che hai visto una montagna, le hai viste tutte!

 

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