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Missione a 6800m sul Dhaulagiri
Photo by Air Zermatt
Il soccoritore Svizzero Bruno Jelk, il pilota Nepalese Capt. Sabin Basnyat e il pilota svizzero Gerold Biner, Campo Base Dhaulagiri
Photo by Air Zermatt
Missione sull'Annapurna
Photo by Air Zermatt
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Elisoccorso in Himalaya

25.05.2010 di Planetmountain

Intervista a Gerold Biner di Air Zermatt dopo i recenti salvataggi con l'elicottero in Himalaya.

Manaslu, Himalaya, aprile 2010. Dopo una chiamata d'emergenza un elicottero si alza da terra e salva sette alpinisti in difficoltà ad una altitudine di 6500m. Pochi giorni più tardi l'elicottero riparte, questa volta per l'Annapurna, raggiunge quota 6950m - un record assoluto - e porta in salvo altri tre alpinisti. E poi, 5 giorni fa, un altro volo, altri sette alpinisti tratti in salvo sul Dhaulagiri.

Non è la prima volta che degli himalaysti vengono soccorsi da un elicottero; negli ultimi anni c'è stato un lento crescendo. Viene subito in mente il salvataggio di Tomaz Humar sulla parete Rupal del Nanga Parbat, la vicenda di Walter Nones e Simon Kehrer sempre sul Nanga Parbat e il tentativo di salvataggio, purtroppo fallito, di recuperare vivo Humar nel novembre scorso sul Langtang Lirung. Ma fino ad ora non esisteva un servizio di soccorso cosi professionale in Nepal, e questa è indubbiamente la vera novità dell'anno in Himalaya.

Frutto di una cooperazione tra l'organizzazione Nepalese Fishtail Air e la Svizzera Air Zermatt, il servizio è ancora in fase sperimentale – e in cerca di sponsor per il prossimo training dei piloti Nepalesi – ma visti i risultati importanti già ottenuti, ci si augura che possa rapidamente trovare la strada giusta, salvando vite e allo stesso tempo non inducendo gli alpinisti ad alzare i limiti pensando che un soccorso sia in ogni caso possibile.

A questo proposito abbiamo pensato che potesse essere interessante parlare con Gerold Biner, l'operations manager di Air Zermatt, per capire alcuni dei meccanismi di questi audaci voli di soccorso nell'aria più sottile del mondo.

Signor Biner, prima domanda d'obbligo – in missioni come queste, quanto rischiano i piloti e l'equipaggio? Quanto state spingendo i limiti del possibile?
Queste missioni sono sempre rischiose. Ma con il rispetto di alcuni limiti operativi e una grande esperienza del team, una corretta comunicazione, l'analisi del rischio, il buon lavoro di gruppo e le verifiche incrociate, una missione può essere portata a termine senza alcun problema. Abbiamo sviluppato tutto questo negli ultimi 40 anni. Stiamo cercando di impostare i limiti ad un livello il più ragionevolme possibile, ma d'altra parte dobbiamo anche rispondere alle richieste ed eseguire le missioni necessarie di volta in volta.

Quali sono i limiti attuali?
Il limite di altitudine operativa secondo il produttore Eurocopter è di 7000 metri. La decisione finale riguardante un volo dipende dalle condizioni meteorologiche (visibilità, vento e temperatura) e viene presa dal pilota al comando. E' lui che prende la decisione finale se volare oppure no. Va detto che la posizione geografica, il vento e le temperature possono influire molto sulla possibilità o meno di eseguire una missione.

I soccorritori volano facendo uso di ossigeno supplementare?
Sì, tutto l'equipaggio usa l'ossigeno.

Quanto è lungo il vericello?
Le linee possono variare dai 10 fino a 200 metri. La tecnica però rimane sempre la stessa.

E a queste quote, che temperature affronta l'operatore appeso sul vericello?
La velocità massima dell'elicottero è 40 nodi. Durante le missioni invernali sulle Alpi, ad esempio sulla parete nord del Cervino, abbiamo raggiunto temperature fino a - 25°C, e non abbiamo mai avuto alcun problema. In Nepal, in questi giorni, le temperature si aggirano intorno a - 10°C a 7000 metri ma tendono ad aumentare. Va detto che le prestazioni dell'elicottero variano drammaticamente se le temperature aumentano, un innalzamento di 10°C a queste altitudini equivale ad una perdita di 80 - 100 kg di carico utile. E poiché operiamo al limite del funzionamento raggiungiamo sempre il limite massimo di potenza dell'elicottero. E' per questo che cerchiamo di partire il più presto possibile per volare in condizioni di basse temperature.

Per quanto tempo può operare l'elicottero prima di dover fare rifornimento di carburante?
Portiamo carburante supplementare al campo base o in posti vicini, per poi utilizzare l'elicottero con il minor peso possibile. Siamo in grado di volare fino a 30 minuti prima di dover fare rifornimento. Se necessario, facciamo arrivare un secondo elicottero con carburante aggiuntivo.

Tutto ciò ha sicuramente costi non indifferenti. Chi paga per tutto questo?
I costi della prima visita e l'istruzione del team Nepalese in Svizzera durante lo scorso mese di marzo sono stati pagati per intero da Air Zermatt e dalla stazione di soccorso alpino di Zermatt. Mentre i costi vivi di un salvataggio vero e proprio devono essere pagati dalla spedizione a cui appartengono gli alpinisti e gli Sherpa soccorsi. Invece per coprire i costi del prossimo training del team Nepalese stiamo ancora cercando dei sponsor.

Ultima domanda alla quale sicuramente avete pensato a lungo. Quali sono, secondo voi, le conseguenze sull'alpinismo himalayano di avere una squadra di soccorso di questo tipo?
La nostra opinione personale è che questo non influirà molto sull'alpinismo himalayano. L'andamento negativo è iniziato 15 o più anni fa. La commercializzazione dell'alpinismo himalayano è iniziata anche prima. Da allora, i clienti sono guidati fino in cima all' Everest e oggi è possibile prenotarsi per qualsiasi cima. Se si parla con gli esperti, la maggior parte di loro pensa che oltre il 50% di tutti gli alpinisti in Himalaya non siano qualificati per le scalate che affrontano. Questo vale anche per l'arco alpino. In passato, solo esploratori e ottimi alpinisti affrontavano le cime più alte del mondo. La competizione, la corsa alle prime salite e le Seven Summit hanno portato a troppo morti anche in Himalaya.

Quindi..
Il soccorso in elicottero, fino a un certo limite operativo, può aiutare tutti gli alpinisti e gli Sherpa che si trovano in situazioni critiche e pericolose. Questo progetto è anche positivo per la popolazione locale. Per esempio, durante il salvataggio sul Manaslu, 3 dei 7 soccorsi erano Sherpa! Con la missione di salvataggio Langtang Lirung lo scorso anno abbiamo creato una situazione nuova e abbiamo ritenuto che era la nostra responsabilità dare supporto all'azienda locale che gestisce gli elicotteri. La strategia di Air Zermatt era ed è ancora quella di formare il personale nepalese affinché in pochi anni sia in grado di svolgere missioni di questo tipo senza la nostra presenza!

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