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Edurne Pasaban
Photo by arch. Edurne Pasaban
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Annapurna Summits: 13° Ottomila per Edurne Pasaban, 14° per Joao Garcia

18.04.2010 di Planetmountain

Il 17 aprile 2010 con la vetta dell'Annapurna la basca Edurne Pasaban ha raggiungo quota 13 Ottomila mentre il portoghese Joao Garcia ha completato la salita di tutte le 14 montagne più alte. In vetta anche Asier Izaguirre, Alex Chicón, Nacho Orviz e gli sherpas Mingma, Pasang, Gempu del team della Pasaban.

E' stato un lungo sabato quello appena scorso sull'Annapurna, anzi lunghissimo. Certo è stato anche un durissimo ma anche bellissimo giorno per Edurne Pasaban che, insieme ai suoi compagni de “Al filo de lo imposible”, alle 14.00 (ora locale) ha raggiunto gli 8.089m della vetta della Dea dell'Abbondanza, dopo più di 10 ore dalla partenza dai 7200m del Campo 4. Come altrettanto sicuramente, se non di più, è da incorniciare la vetta del 43enne alpinista portoghese Joao Garcia che con questo top ha terminato il suo bel viaggio sui 14 Ottomila - è il 10° a compierlo senza uso di ossigeno. Senza contare che questa salita segna un altro piccolo record: è la prima volta che l'Annapurna è stato salito in una data così precoce per questa stagione (il precedente “record” era stato segnato il 21 aprile dell'anno scorso).

Insieme all'alpinista basca - che con questo suo 13° Ottomila comincia a vedere la fine della sua autentica corsa per essere la prima donna sulla vetta delle 14 montagne più alte della terra - sono arrivati in vetta i compagni di spedizione Asier Izaguirre, Alex Chicón, Nacho Orviz e gli sherpas Mingma, Pasang e Gempu. Il primo però ad arrivare in vetta è stato proprio Joao Garcia che era partito dal Campo base con un giorno di ritardo rispetto al team spagnolo e che ha compiuto in tre giorni tutta la salita- contro i 4 dei compagni. Un modo eccellente per coronare il suo lungo e grande viaggio himalayano (tutto senza ossigeno) iniziato 17 anni con una spedizione internazionale polacca guidata da Krysztof Wielick che aprì una nuova via sul Cho Oyu.

Edurne Pasaban naturalmente ha dichiarato di essere molto felice di questo suo 13° Ottomila anche se, come detto, le è costato molta fatica. Specialmente nell'ultimo tratto a 7900m dove il team ha dovuto affrontare un canale di ghiaccio sottile che ha richiesto un duro e delicato lavoro di gradinatura. Per questo la permanenza in vetta è stata limitata all'indispensabile e, dopo le foto di rito, tutto il gruppo è sceso verso il Campo 4, dove ha passato la notte, per poi scendere oggi pomeriggio (domenica) al Campo base. Da quanto scritto sul sito dell'alpinista basca, sia Edurne Pasaban sia Nacho Orviz hanno sofferto di problemi alla vista in discesa a causa della disidratazione. Ma già pensano al nuovo obiettivo lo Shisha Pangma.

Sì, perchè Miss Oh Eun-Sun, l'alpinista coreana che con 13 Ottomila all'attivo è l'altra protagonista di questa corsa al fotofinish per aggiudicarsi il titolo di prima donna in vetta a tutti i 14 Ottomila, è proprio lì all'Annapurna, l'unico che ancora le manca. Sembra che per lei i giorni utili per tentare la vetta saranno tra il 22 aprile e il 5 maggio prossimi... Intanto, appunto, Edurne Pasabam e il suo team stanno programmando il loro finale di “partita” allo Shisha Pangma, il più piccolo dei colossi, l'unico che manca alla raccolta della basca ma anche l'unico che l'ha respinta per 4 volte.

Che dire se non che ci preoccupa questa autentica corsa. Come tutti sanno la regola aurea insegna che in montagna, e soprattutto in queste montagne dell'Himalaya, la fretta molte volte si rivela una cattiva consigliera. Non solo per questo, ma anche per questo, da tempo Nives Meroi (12 Ottomila) si è ritirata da questa “competizione”. Ed è per questo forse che Gerlinde Kaltenbrunner (12 Ottomila), senza troppo dar nell'occhio, sta tentando l'Everest da Nord. Probabilmente non è una caso che loro, a differenza della Pasaban e della Oh, abbiano scelto un percorso che non solo non ha mai previsto l'uso di ossigeno ma che aveva come focus anche lo “stile” della salita. A Miss Oh e ad Edurne Pasaban auguriamo una bella salita e un gran finale, senza assurde corse che di buono porterebbero solo inutili ed aggiuntivi rischi...

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