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All'inizio della cresta del Grand Mont
Photo by Lorenzo Scandroglio
Lo spettacolo della Pierra: in uscita da una cresta con ramponi ai piedi e sci in spalla.
Photo by Lorenzo Scandroglio

Pierra Menta, ai nastri di partenza il Tour de France dello scialpinismo

10.03.2010 di Planetmountain

Parte giovedì 11 da Areche-Beaufort (Fra), per concludersi domenica 14 marzo 2010 la Pierra Menta, la grande maratona di scialpinismo in 4 tappe nel massiccio del Beaufortain. La presentazione di Lorenzo Scandroglio e l'intervista a Damiano Lenzi.

Eccoci al primo appuntamento vero con lo scialpinismo che conta. Più sentito dei mondiali (che si sono appena conclusi in Andorra con una pioggia di medaglie per gli Azzurri), specie in una disciplina in cui il blasone di certe grandi classiche supera di gran lunga quello delle prove iridate. Mezzalama, Patrouille des Glaciers e, appunto, Pierra Menta, continuano ad essere, per atleti e pubblico, i veri momenti clou dello skialp. Quelli per i quali vale la pena partire e fare centinaia, anche migliaia, di chilometri. Quelli che, almeno una volta nella vita, coloro che sono stati sfiorati dal demone della competizione con gli sci e le pelli di foca, devono fare. Quest'anno poi la "grande course" francese, la grande classica di origini moderne, compie 25 anni. Un compleanno che sarà festeggiato degnamente. Di questa edizione abbiamo parlato con il campione della nazionale Damiano Lenzi, fresco di un oro, due argenti e un bronzo ai mondiali di Andorra. Da domani, giovedì 11, a domenica 14 marzo (la Pierra è una gara a coppie e consta di 4 tappe giornaliere per 10000 metri totali di dislivello positivo), 180 squadre si sfideranno sui pendii delle montagne di Areche-Beaufort. Su Planetmountain un aggiornamento di cronaca a “metà del guado” e il resoconto finale.

E' martedì, e Damiano Lenzi, il giovane campione della Valle Anzasca (Verbania), ha deciso di partire con un giorno di anticipo perché mercoledì la meteo mette neve. "Il viaggio lo voglio fare tranquillo", dice. La Pierra Menta (che si tiene nella località di Areche-Beaufort nel massiccio del Beaufortain, a metà strada tra il massiccio degli Ecrins e il Monte Bianco) scatta giovedì 11 e si conclude domenica 14 marzo 2010: 4 tappe, come nel Tour de France, con i tempi che si accumulano di giorno in giorno. Una media di 2500 metri di dislivello a tappa per un totale di 10.000 metri di dislivello positivo. Percorsi tecnici, impegnativi, sia in salita, con creste di misto e di roccia, che in discesa, con pendii difficili e ripidi. Una competizione così non sempre si riesce a portare a termine, neanche a prenderla con calma. Senza contare che ci sono i cancelletti orari. Squadre da due, per aiutarsi nei momenti di inevitabile crisi che prima o poi si presentano, e divieto di assistenza dall'esterno. Nessun punto di ristoro: solo le proprie forze e i propri rifornimenti. Tantissimo pubblico, forse la gara con più seguito al mondo. In particolare il sabato, cioè il giorno del Grand Mont, quando la corsa giunge in cima a questa montagna particolare che, in salita, gli atleti percorrono su una lunghissima cresta rocciosa per poi scollinare su un magnifico panettone di neve fra due ali di folla (3000 persone festanti, con strumenti musicali, campanacci, striscioni e, perché no, anche vino e raclette!-), calzare gli sci e scendere a rotta di collo.

Damiano Lenzi per la prima volta si presenta alla Pierra con un compagno all'altezza e, pur essendo ancora un "espoir", finalmente può gareggiare in un team competitivo coi senior. Il compagno è il valtellinese Lorenzo Holzknecht, con cui, nella gara a coppie dei mondiali, ha conquistato un bronzo eccezionale, dietro ai francesi Blanc-Perrier e ai rossocrociati Troillet-Anthamatten. 

Come ti senti Damiano?
"Benissimo, anche se ai mondiali ho fatto 4 gare in 5 giorni, Vertical, Individuale, Squadre e Staffetta, il che non è poco, specie se subito dopo hai una Pierra Menta davanti".

Chi vedi meglio? Qual è la tua top five?
"Escludendo i presenti (io e Holz), direi i francesi Bonmardion-Perrier (quest'ultimo poi corre in casa), il dream team iberico svizzero di Kilian Jornet-Troillet, le due squadre dell'esercito italiano Reichegger-Brunod e Trento-Eydallin e, last but not least, gli altri due azzurri Pedrini-Lanfranchi che, sono sempre lì, pronti a sfruttare ogni minima incertezza degli avversari".

Certo che Kilian Jornet e Florent Troillet sono la coppia da battere...
"Sì, indubbiamente, loro se non hanno crisi o problemi sono i più forti in questo momento. Però c'è anche un altro rischio. E cioè che, appunto, sono troppo forti, e questo può essere il loro boomerang. Magari poi non succede niente e vanno via in scioltezza. Ma se per caso Jornet parte a razzo e Florent, pur di stargli attaccato, dovesse andare fuori giri, quest'ultimo è capace di saltare. E' già successo qualche volta. Diciamo però che noi speriamo di andare, senza bisogno scivoloni altrui".

Ecco veniamo a voi: Holzknecht - Lenzi, l'inedita coppia?
"Beh quest'anno stiamo già andando insieme da un po'... E dire che durante i mondiali Lorenzo non è stato benissimo. Ha fatto anche l'influenza, con un po' di febbre. E abbiamo fatto il terzo posto! Se adesso stiamo bene chissà... possiamo dire la nostra anche noi!". 

E le due squadre dell'esercito?
"Intanto bisogna ricordarsi che Reichegger-Brunod e Trento-Eydallin sono i vincitori ex aequo dell'ultima Pierra. Nella coppia Eydallin-Trento bisogna vedere come sta il "Biondo" (il valdostano Denis Trento, ndr), perché ai mondiali era in crisi... mi sa che in fin dei conti ci sarà da divertirsi quest'anno!".

Lorenzo Scandroglio 

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