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Cesare Cege Ravaschietto su L6 di Lost d’oc
Photo by arch. C. Ravaschietto
Luca Bianco su L6 di Lost d’oc
Photo by arch. C. Ravaschietto
Luigi Guastavino su L2 di Lost d’oc
Photo by arch. C. Ravaschietto
Lost d’oc
Photo by arch. C. Ravaschietto
INFO / links & info:

Lost d’oc, nuova via di misto sulle “Barricate” per Ravaschietto, Guastavino e Bianco

19.02.2010 di Planetmountain

Il 12 e 14 febbraio 2010 le guide alpine Cesare “Cege” Ravaschietto e Luigi Guastavino con Luca Bianco hanno aperto Lost d’oc (200m, IV-6-A1-M5), una difficile e bellissima linea di misto sulla grande parete delle Barricate in Valle Stura (Alpi Marittime, Piemonte, Cn).

“Erano dieci anni che li guardavo quei tentacoli”. Chi parla è Cege Ravaschietto, guida alpina e fortissimo alpinista piemontese. I “tentacoli”, invece, altro non sono che degli enormi ghiaccioli che penzolano dal paretone delle Barricate. La grande parete della Valle Stura su cui sono state scritte gran belle pagine non solo dell'arampicata moderna ma anche della scalata su ghiaccio.
Ebbene, tra quelle enormi “incrostrazioni” e candele di ghiaccio sospese, Cege Ravaschietto, Luigi Guastavino e Luca Bianco hanno salito, in due giorni diversi, una linea magica. Si chiama Lost d’oc, è lunga 200 metri e ai 3 tiri di misto iniziali aggiunge una grande arrampicata su candele e sigari sospesi. Il tutto per una difficoltà proposta di IV-6-A1-M5.
Mentre ce ne parla al telefono, Ravaschietto sembra soppesare le parole, come fosse ancora là, tra quegli esili e aleatori tentacoli. Dice che è stato bellissimo. Che sono stati fortunati a prendere il momento giusto. Perché, appunto, l'aspettava e la guardava da dieci anni quella linea. Ma anche che sarebbe stato disposto a ritirarsi se occorreva, come tante altre volte gli è successo da alpinista. Gli abbiamo chiesto se aveva voglia di raccontarcela questa storia. E lui, anche con un po' di stupore da parte nostra, ha detto di sì.
E' stato di parola. Anzi, di poche parole come del resto è nel suo stile. A noi però sono sembrate semplicemente vere, come quel suo saper aspettare a lungo e senza fretta di raggiungere un sogno.

PROVIAMOCI di Cesare “Cesa” Ravaschietto

Domenica sera, 7 febbraio. Squilla il telefono. E' Ezio Marlier che mi dice: “Cege, tieniti libero questa settimana perchè ho visto una linea super alle “Barricate”. Conoscendo bene il “Visionario” intuisco subito da cosa è stato colpito, visto che sono circa dieci anni che fantastico su quella cascata. Mi sono fermato ad osservarla anche a fine Gennaio di rientro dai corsi Guida a Briançon. Praticamente tutte le volte che torno da Frassinieres  ammiro le linee futuristiche aperte già nei primi anni ’90 dai francesi, e butto l’occhio sui tentacoli che vengono giù da quella solare ma tetra parete. “Quest’anno mi sembra che si sia formata più del solito e l’ultimo sigaro tocca pure!!”... La possibilità di andare con Ezio mi scalda l’animo “Proviamoci!”.

Martedì nevischia e vado a darle un’occhiata da sotto per fare due foto e la traccia. La linea appare stupenda. Purtroppo il mal di schiena impedisce a Ezio di liberarsi, ma mi sprona ad andare. L’idea che non ci sia mi turba un po’, soprattutto perché dovrò fare a meno della sua enorme esperienza e non potrò prendere insieme a lui le giuste decisioni.

Il mercoledì e il giovedì sono in Liguria per i soliti disgaggi col mitico Guasta (geologo, guida alpina, maestro di sci, bagnino e molto altro ancora) e Luca, mio nipote. Così combiniamo il piano per un tentativo: fissare 100 metri di corde fisse fino a raggiungere il ghiaccio per  poi tornare successivamente, molto presto la mattina, per fare la salita prima dell’arrivo del sole (cioè alle 10,45).

Venerdì, il primo giorno incontriamo condizioni molto difficili. 50 centimetri di neve fresca mettono a dura prova tutta la nostra esperienza. Fa molto freddo e facciamo i primi 70 metri facendo del vero alpinismo invernale, ci troviamo a cercare la roccia sotto una spanna di neve fresca; mi sembra di essere in un’altra epoca, quella dell’alpinismo dei grandi…

Poi, con l’arrivo del sole, la parete per la sua esposizione si riscalda molto, e le slavine cominciano a venir giù... Ma noi siamo al sicuro dentro gli strapiombi di Reve d’Oc (la vicina via di roccia) e così continuiamo verso la meta. Il terzo tiro parte in comune proprio con Reve d’Oc, per poi attraversare a destra e raggiungere il ghiaccio. Lo risolviamo con una scalata artificiale mista a chiodi e fix, la roccia è di qualità scadente ma le difficoltà la renderanno sicuramente scalabile in libera. Scendiamo.

Ritorniamo domenica notte. Risaliamo le fisse con zaini piuttosto pesanti e con i primi 30 metri di corda completamente ghiacciata. Tocca a Luigi prendersi l’acciaiata per ripulirla. Un'operazione che ci porta via diverso tempo, così ci ritroviamo con il solito ritardo, rispetto alla tabella di marcia. Alle 7,30, finalmente attacchiamo la prima lunghezza di ghiaccio. Un bellissimo diedro su grandi bolle ci permette di salire e di attaccare in alto l’uscita del candelone pensile e, mentre ci avviciniamo al sigaro finale, ognuno di noi, fa le proprie considerazioni su cosa rmane da affrontare.

Nella mia testa c'è un misto di desiderio e paura, c'è la voglia di continuare e allo stesso tempo mi dico che sto vivendo solo un’altra bella avventura, che potrebbe anche finire con la solita ritirata.

Una bella lunghezza in diagonale, verso destra, ci porta ai piedi dell’imponente colonna finale. Un magnifico tiro, estetico e difficile, che riusciamo a salire anche grazie alla giornata nuvolosa che mantiene condizioni di sicurezza accettabili.

Iniziamo la difficile discesa in doppia lungo la via di salita e, nel primo pomeriggio, ci godiamo le birre e i salami offerti da Giovanni proprietario dell’Oste d’oc, uno storico locale e punto di ritrovo degli alpinisti, che ci accoglie con un sincero “Sono felice di rivedervi, complimenti!”

Cesare Ravaschietto


LOST D’OC
Barricate in Valle Stura, Pontebernardo, Piemonte, Cuneo
prima salita: Cesare “Cege” Ravaschietto (guida alpina) Luigi Guastavano (guida alpina), Luca Bianco il 12 e 14 febbraio 2010
Lunghezza: 200m
Diff IV-6-A1-M5
Accesso: Da Cuneo lungo la valle Stura, raggiungere il paese di Pontebernardo.
1 km circa dopo il paese in corrispondenza della galleria posteggiare l’auto sulla dx.
Avvicinamento: dall’auto prendere la strada esterna alla galleria e dopo aver attraversato il fiume in 30 min raggiungere l’evidente linea.
Discesa: in corde doppie attrezzate lungo la linea di salita (attenzione: occorre rinviare le protezioni a fix in discesa).

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