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Vista verso il basso e il primo passaggio chiave di Waiting for Godot (750m, 7b) Torres del Paine, Patagonia.
Photo by Auer/Mayr
Il primo tiro difficile di Waiting for Godot (750m, 7b) Torres del Paine, Patagonia.
Photo by Auer/Mayr
Piccolo uomo, grande montagna
Photo by Hannes Mair/alpsolut
Hansjörg Auer e Much Mayr e la linea della loro via Waiting for Godot (750m, 7b) Torres del Paine, Patagonia.
Photo by Hannes Mair/Alpsolut
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Aspettando Godot, Torres del Paine, Patagonia prima salita da Hansjörg Auer e Much Mayr

03.02.2010 di Vinicio Stefanello

Estratto del diario ed intervista a Hansjörg Auer, dopo la prima salita di Waiting for Godot, Torre Centrale Torres del Paine, Patagonia, effettuata assieme a Much Mayr.


Nel gennaio 2010 gli austriaci Hansjörg Auer e Much Mayr hanno effettuato la prima salita di Waiting for Godot (750m, 7b) sulla parete est della Torre Centrale nel parco Torres del Paine, Patagonia. La via è stata frutto di "una delle esperienze più intense fino ad oggi ..." Pubblichiamo qui di seguito un breve estratto dal diario di Auer , nonché una breve intervista.

Aspettando Godot, Torres del Paine, Patagonia
Estratto del diario giorni 5 e 6, Hansjörg Auer
Mettiamo la sveglia per le sei. Una perdita di tempo. Il rumore della pioggia battente ci ha svegliati già mezz'ora fa. Non ci credo! Dobbiamo aspettare ancora. Aspettare è la nostra ultima possibilità. Improvvisamente però, circa alle nove e mezzo, il sole taglia le nuvole. Saltiamo nella nostre scarpette fredde e bagnate, partiamo. Dobbiamo essere veloci.

Usiamo le nostre corde fisse, alle undici raggiungiamo il punto più alto di ieri. Il tiro successivo sembra molto friabile. Much parte. Scompare dietro un piccolo pilastro, poi sento un urlo. Un enorme masso colpisce la parete proprio sopra di lui, esplode e un pezzo grande quanto un piatto lo colpisce sulla coscia. Ma è fortunato, tutto si risolve solo con due strappi nei pantaloni e dei lividi superficiali. Lo seguo. Un sistema di fessure lungo 80m, leggermente strapiombante e di dimensioni off-width ci permette di progredire verso l'alto. Sentiamo un forte fischio, e vari metri cubi di ghiaccio colpiscono la nostra sosta giù in basso. Ora possiamo raggiungere il Colle. Ma il terreno rimane ripido fino alla fine. Altri quattro tiri, uno dei quali di 7b, che mi richiede tutto nella salita a-vista. Saliamo ripide fessure, interrotte da funghi di ghiaccio. Much sale l'ultimo tiro. Combatte valorosamente contro la fessura impegnativa, piena di ghiaccio, e scompare sulla parete ovest. Ce l'abbiamo fatta. Sono le sei e mezzo, assaporariamo il momento. Ormai la tempesta di neve e il vento forte quasi non ci possono fare niente. L'atmosfera serale è schiacciante.

Ci caliamo nell'ultima luce e Much riesce a liberare l'ultimo 7b ancora da salire in rotpunkt. Una volta nel portaledge riempiamo le nostre pance vuote e giochiamo a carte fino a notte fonda. Non riusciamo a prendere sonno. I nostri pensieri vanno oltre, ciò che abbiamo appena vissuto è stato profondo.

Le successive 24 ore ci richiedono nuovamente tutto. Il tempo è di colpo peggiorato e ci siamo messi proprio sotto una piccola cascata. Per ore e ore l'acqua che arriva dalla parte alta della parete cade sul nostro portaledge. Il gioco dell'attesa, l'accettazione dei fattori esterni, ci permette comunque di sognare. Siamo sopraffatti da una gioia intensa seguita da momenti di incredibile di estasi. Nel tardo pomeriggio decidiamo di scappare il più velocemente possibile. Il portaledge è letteralmente sommerso dall'acqua. Riempiamo gli haulbags in mezzo alla cascata, smontiamo il portaledge e ci caliamo. Arrivati finalmente sul ghiacciaio trasciniamo la nostra attrezzatura al campo avanzato. Siamo stanchi, vuoti, spenti. Il giorno dopo nevica di nuovo. Continuiamo la discesa, percorriamo ogni tappa due volte e siamo felici quando Hannes finalmente ci viene incontro. Era preoccupato, aveva trascorso gli ultimi due giorni a El Chalten e al suo ritorno nessuno sapeva niente di noi. Tutti pensavano che eravamo a Puerto Natales...


Hansjörg, perché avete optato per questa linea sulla Torre centrale?
Il nostro piano originale era quello di salire una nuova via sulla parte destra della parete est. Avevamo individuato un sistema di fessure a destra di "Una Fina Linea de Locura, (6b A3, 01/1993), ma dopo averlo guardato meglio ci siamo resi conto che le fessure erano sostanzialmente più chiuse di quanto avevamo ipotizzato. Per questo motivo abbiamo optato per una linea sull'estrema destra, che ci ha permesso, nonostante le cattive condizioni iniziali, di guadagnare un po' d'altezza salendo su misto.

Hai parlato di incredibili momenti di estasi, addirittura uno dei momenti più intensi fino ad oggi ...
Sì, è una cosa che non avevo mai sentito prima, eravamo entrambi in uno stato di euforia, direi estasi. Poi, dopo cinque giorni sulla parete, nella notte l'inverno ci ha sorpresi con tutta la sua forza. Tutto ad un tratto il nostro portaledge si è trovato nel bel mezzo di una piccola cascata.. Abbiamo sopportato il rumore dell'acqua che cadeva per ore, poi abbiamo riempito i nostri zaini sotto questa doccia gelata e, completamente inzuppati, ci siamo calati, abbiamo fatto le soste, ci siamo trascinati verso il nosto campo base avanzato. E 'stato intenso...

La Patagonia è stata come ve l'apettavate?
Prima di partire avevamo previsto, nel mese a nostra disposizione, almeno un paio di giorni di bel tempo. Ma le condizioni da metà dicembre a metà gennaio sono sempre state molto brutte. Faceva freddo e il vento era fortissimo, la parete est era coperta da uno strato di neve e ghiaccio. Arrampicare in quelle condizioni è stato qualcosa di nuovo per entrambi.

La cordata Auer - Mayr sembra andare da un successo all'altro...
Non solo siamo complementari, ma insieme siamo anche più forti grazie alle nostre diverse caratteristiche. Si tratta di una simbiosi ideale. Hansjörg è il giovane pazzo, con una motivazione che non conosce limiti, mentre Much è leggermente più vecchio, più realistico, uno stratega con esperienza Un punto di forza che abbiamo in comune, che però può rapidamente trasformarsi in una grave debolezza, è certamente la nostra elevata tolleranza per il rischio.

Le condizioni erano terribili. Potevate accettare un rientro a casa a “mani vuote”?
Nel mio caso devo sbattere il naso, sentire proprio che non c'è alcun senso proseguire verso l'alto. Much invece è molto più rilassato...


Waiting for Godot
Torre centrale / Torres del Paine, Patagonia
Prima salita: Hansjörg Auer, Much Mayr 01/2010
Lunghezza: 750m
Grado: 7b/M6
Protezione: 4 spit lungo i tiri, 3 chiodi normali, le soste nella parte superiore sono dotate di spit. Servono inoltre nuts e Friends fino a # 6

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