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Alan Watts su Totts (5.12b) nel 1982, Smith Rock, USA
Photo by Alan Watts archive
Alan Watts
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Alan Watts nel 1982 su East Face of Monkey Face, Smith Rock, USA.
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Alan Watts
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INFO / links & info:

    Alan Watts
    1975:
    Inizio di arrampicata a Smith Rock
    1981: Sunshine Dihedral free - primo 5.12 a Smith
    1983: Watts Tot (5.12b) & Chain Reaction (5.12c) - La prima via di arrampicata sportiva a Smith
    1984: Split Image (5.12d)
    1984: Double Stain (5.13a) il primo 5.13 a Smith
    1984: Phoenix (5.13a) - Yosemite - rotpunkt
    1984: East Face Monkey Face - secondo tiro (5.13c) rotpunkt
    1985: Darkness at Noon (5.13a)
    1985: East Face Monkey Face - come unico tiro (5.13d)
    1985: Under Fire (V10) il primo boulder di V10 a Smith
    1985: Stigma 5.13b - Yosemite - FA senza protezioni gia piazzate
    1985: Grand Illusion - Sugarloaf - 5.13c
    1985: Revelations 5.13b - Raven's Tor
    1988: Vicious Fish 5.13c/d 
    1988: Scarface 5.14a - prima ripetizione
    1989: To Bolt or Not to Be - 5.14a - 5° salita
    1992: Pubblicato Climber's Guide to Smith Rock
    1996: Long Time Gone - 5.13a - l'ultima prima salita difficile




    Rock Climbing Smith Rock State Park, 2nd: A Comprehensive Guide to More Than 1,800 Routes (Regional Rock Climbing Series) - Alan Watts.

Alan Watts, intervista a Mr Smith Rock

03.12.2009 di Nicholas Hobley

Intervista ad Alan Watts, l'arrampicatore che negli anni '80 ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'arrampicata sportiva a Smith Rock, una delle falesie più famose degli Stati Uniti e del mondo.

Alla metà degli anni '80 una falesia era sulla bocca di tutti: Smith Rock. Da ogni angolo del mondo, climbers vestiti di colorato lyrca accorrevano in questo parco dell'Oregon per misurarsi sui suoi bellissimi diedri e lisce placche verticali, sviluppate in gran parte dal giovane Alan Watts, una figura di spicco nella scena americana di quegli anni.

Watts, nel 1975, era arrivato per la prima volta nello State Park. Subito ne fu conquistato, tanto che passò il successivo decennio ad esplorare i limiti della sua arrampicata individuando e aprendo linee che poi, liberate da altri, sarebbero diventate vie di riferimento.

In questa intervista esclusiva, l'uomo che ha firmato alcune delle più belle e famose vie di arrampicata sportiva degli anni 80' ci riporta ai giorni della spittatura a mano dal basso, ai primi passi della spittatura con la corda dall'alto e alla pratica (nuova all'epoca) di provare i singoli passaggi di una via spiegandoci come il movimento dell'arrampicata sportiva degli Stati Uniti si è evoluto fino a diventare quello che è oggi.


Alan Watts intervista
di Nicholas Hobley

Prima domanda Alan: per me, Smith Rock è sempre stata intrinsecamente legata ad Alan Watts. Che ne pensi?

Non l'ho mai pensata in questi termini. In generale non è affatto vero. Prima che iniziassi a frequentare Smith Rock altre persone c'hanno arrampicato per decenni, e prima che liberassi la mia prima via a Smith Rock c'erano già almeno duecento vie (fino al 5.11). Certo a Smith ho arrampicato molto, dal 1975 fino ai primi anni '90, ed è difficile sostenere che io non abbia influenzato quegli anni. Ma poi un altro decennio è passato senza che facessi quasi nulla. Inoltre gli itinerari più difficili di Smith Rock sono stati liberati da altri, non da me. Come qualsiasi altro scalatore di Smith, sono venuto, ho lasciato il mio segno, e sono andato avanti.

Un bel segno, direi...
Solo il fatto che tu abbia posto la domanda, mi fa pensare che potrebbe essere così. Credo che lo sviluppo di Smith Rock sarebbe stato radicalmente diverso se non avessi dedicato tanto tempo a quel posto. Il grado più difficile di Smith Rock è passato dal 5.11b del 1979 al 5.14c di soli tredici anni dopo. Personalmente l'ho portato fino al 5.13d (infatti anche se ho ripetuto le vie di 5.14a degli '80, non le ho liberate). Nel 1980, quando mi sono dedicato a tempo pieno all'arrampicata, quasi nessuno arrampicava a Smith. Praticamente ho iniziato da solo il movimento dell'arrampicata sportiva e fino al 1985 sono stato l'unico che ha liberato vie di 5.12 e 5.13. Queste vie hanno attirato a Smith gli arrampicatori di tutto il mondo. Se non avessi fatto quello che ho fatto, Jean Baptiste Tribout non sarebbe mai venuto e le vie To Bolt or Not Be e Just Do It, per esempio, non sarebbero stato liberate in quel momento. E forse neache adesso sarebbero stati liberati.

Ci puoi spiegare come Smith Rock è diventata una falesia di fama mondiale?
Quando sono arrivato, Smith Rock non era diversa da qualsiasi altra sconosciuta falesia degli Stati Uniti. Quasi ogni itinerario era di tipo tradizionale e i pochi spit sulla placche erano stati piantati a mano dal basso. Nel 1979 si era arrivati fino a 5.11b (Tony Yaniro aveva appena liberato Grand Illusion) ma Smith era molto indietro rispetto a quel livello massimo. Nel 1978 sono andato al college, alla University of Oregon, e assieme al mio amico Bill Ramsey ho incontrato Chris Jones (il boulderista americano) e Alan Lester. Tra noi quattro si è creata amicizia e rivalità e ci siamo spinti a vicenda. Chris Jones aveva un talento fenomenale per il boulder e stare al suo passo era quasi impossibile. Ma tutti noi siamo notevolmente migliorati. Nel 1979 Chris e Bill hanno fatto la prima libera di Monkey Face, era essenzialmente un via sportiva (con alcuni spit piantati dal basso ed altri con la corda dall'alto). Nel 1980, quando ho terminato il college, la via più difficile era Jones’ Rising Expectations (5.11d). Non ci volle molto tempo per ripetere la dozzina di vie di 5.11, così ho iniziato a guardarmi attorno per liberare altre vecchie vie in artificiale che hanno assorbito tutti i miei sforzi in quei primi anni, così la maggior parte delle mie prime libere sono state su vie tradizionali.

Ad un certo punto sono arrivati gli spit...
Nel giro di un paio di anni le vie in artificiale rimaste erano troppo dure per me, così ho iniziato a guardare le placche, apparentemente lisce. Mi sono calato su quelle pareti ancora vergini e solo in quel momento mi sono reso conto di quanti appigli avessero. Ma molte di queste vie non potevano essere salite senza spit, così ho cominciato a scendere in corda doppia e a forare la roccia a mano. La prima di queste linee è stata Watts Tots. Anche se in realtà aveva oltre agli spit anche un chiodo e un nut fisso, Watts Tots viene considerata la prima via di arrampicata sportiva in America, anche se personalmente considero Chain Reaction (fatto due settimane più tardi) come il vero inizio.

Da lì non sei più tornato indietro!
Fatta Chain Reaction, era chiaro che c'erano moltissime altre vie classiche da liberare e ho trascorso due anni a spittare e a scalare continuamente. Per mesi e mesi ho fatto un sacco di boulder, mi sono allenato e ho arrampicato ogni giorno. Sono diventato abbastanza bravo (almeno per gli standard di allora), così ho continuato a liberare vie sempre più difficili a Smith. La scena era dominata dai locals: Chris Grover, Brooke Sandahl, Kent Benesch, io e gli altri arrampicavamo costantemente a Smith e ognuno si alimentava dell'energia dell'altro, mantenendo il segreto su quanto era bella era l'arrampicata a Smith. E' stato molto divertente.

Poi a metà degli anni '80 tutto cambiò drasticamente.
Prima del 1985, nessuno che non fosse del nord-ovest degli Stati Uniti ha mai visitato Smith. Quell'anno però Jonny Woodward, Kim Carrigan e Geoff Weigand hanno sono arrivati a Smith. Sono stati i primi climbers stranieri ad arrivare ed è stato bello vederli ripetere così tante vie. Loro hanno avvalorato quello che stavo facendo. Dopo quell'estate anche il fotografo austriaco Heinz Zak, informato da Woodward, Carrigan, e Weigand, visitò la falesia per scattare delle foto. Zak per un paio di giorni mi fotografò sulle prime vie classiche di Smith e pochi mesi dopo queste foto furono pubblicate nelle riviste internazionali di arrampicata. Così, nel 1986, hanno iniziato ad arrivare i climbers stranieri, tra cui il francese Jean-Baptiste Tribout. Nel 1987 Smith entrò nella mappa internazionale e per Smith Rock nulla fu più uguale a prima.

In che modo?
Una volta che si cominciò a parlare di Smith, la scena quasi istantaneamente cambiò radicalmente. Nel giro di un paio di anni sembrava che ogni arrampicatore famoso avesse visitato Smith Rock. E' stato emozionante vedere come molti altri arrampicatori iniziassero a liberare nuove vie, e il livello è esploso. Tutti lavoravano sodo ed è stato subito evidente che Smith era al top delle falesie negli USA. E' stato emozionante far parte di tutto questo: per alcuni anni Smith era semplicemente il posto dove arrampicare negli Stati Uniti. Non erano state sviluppate altre falesie sportive e le aree tradizionali (Yosemite, Eldorado, e The Gunks) sembravano irrimediabilmente legate alle vie tradizionali. E' stato incredibile assistere al pellegrinaggio di tutto il mondo dell'arrampicata nella falesia in cui sono cresciuto.

Da tutti i punti di vista?
Al di fuori di Smith Rock c'erano un sacco di sentimenti negativi. In un primo momento, nessuno se n'è accorto quando ho visitato posti come Yosemite per ripetute le vie più dure. Ma quando ho iniziato a fare vie dure che non erano state liberate dalla gente del posto, ho ricevuto molte attenzioni indesiderate (insieme con altri ribelli, come Todd Skinner e Christian Griffith). A quel tempo, ero uno molto bravo a scalare le fessure - bravo quanto gli altri all'epoca. Ero anche bravo a mettere le protezioni veloci e dopo la roccia morbida a Smith, i piccoli nut nello Yosemite sembravano a prova di bomba. nel giro di due giorni ho fatto vie come Stigma in Yosemite con uno stile molto buono, piazzando tutti i nut salendo dal basso (questo era prima dell'aggiunta degli spit). Gli arrampicatori locali mi hanno distrutto per questo. Molti dei miei eroi dell'arrampicata (Ron Kauk, John Bachar, ed altri) erano molto contrari al mio stile (provavo i movimenti ripetutamente prima di una salita rotpunkt). Si era arrivati al punto che non era più divertente andare Yosemite, sia per il timore di essere coinvolto in liti sia di ritrovare la macchina devastata. E con tutto quello che succedeva a Smith, non c'era motivo di lasciare casa.

Così quanto hai investito nella tua scalata in quegli anni?
Nei primi anni della mia carriera di Smith, l'arrampicata è stata praticamente l'unica cosa nella mia vita. E' stata più di una semplice attività per me - è stata letteralmente la mia religione. Tutti i miei contatti sociali li avevo con le persone che conoscevo grazie all'arrampicata. Nella mia mente, praticamente non esisteva nulla al di fuori dell'arrampicata, ma a quel tempo è stata una buona cosa. Penso che se non avessi avuto questo focus, non avrei fatto così tanti itinerari negli anni che hanno fondato l'arrampicata sportiva a Smith.

Gli spit sono ormai la norma in falesia, ma all'inizio degli anni '80 c'era un sentimento sia positivo sia negativo...
Quando ho iniziato ad arrampicare gli spit non erano scontati. Le uniche vie a spit degli Stati Uniti erano state chiodate dal basso e sempre a mano. Alcune di queste vie erano eccezionalmente coraggiose, ma senza eccezioni, dal punto di vista puramente tecnico, non erano molto difficili. Le vie più difficili con gli spit erano vecchie vie di artificiale, dove gli spit erano semplicemente stati lasciati dalla prima salita anni prima.

Smith Rock ha dato una svolta radicale.
Spittare con la corda dall'alto è stato considerato dalla maggior parte dei climbers un peccato imperdonabile. Il parere della vecchia guardia è stato che i mezzi utilizzati a Smith Rock non giustificavano il fine. Personalmente ritenevo che la natura della roccia a Smith giustificasse queste tattiche. Fino al 1987, ogni singola via a Smith era stata spittata a mano. Se ci pensi, questo è stato un lavoro incredibile, che ha anche limitato lo sviluppo.

Le diatribe però non erano tutte attorno allo spit.
Curiosamente, il problema più grande nel 1980 dagli scalatori tradizionali non è stato spittare con la corda dall'alto, ma l' hangdogging, il provare i movimenti ripetutamente prima della rotpunkt. Oggi sembra davvero difficile da credere, ma allora l'atto di tentare una sequenza appeso ad una corda è stata molto controversa. Gli arrampicatori tradizionali ritenevano che l'uso di questa tattica invalidasse l'eventualie salita in libera.

Ma poi le cose sono cambiate
Nel 1990, quando falesie sportive sono spuntate ovunque negli Stati Uniti, ben presto il dibattito non ci fu più. Oggi, quando ragazzi come Chris Sharma visitano le falesie non possono sapere quante polemiche e ribellioni ci siano state per quelle vie che ora trovano ovunque negli Stati Uniti.

Alcune delle vie più famose sono stati pulite e spittate da te, ma poi non liberate. Un atto disinteressato in un gioco egoistico?
Beh, sì e no. Nei primi anni avevo contemporaneamente molti progetti e mi era venuta l'idea che qualsiasi cosa fosse possibile. Così, quando nel 1984 ho investito il mio tempo a pulire e provare in top-rope quello che poi è diventato To Bolt or Not to Be, non lo facevo per altruismo. Pensavo seriamente di essere in grado di liberarla (anche se ho dovuto aspettare fino al 1989 per salirla in libera). La situazione è cambiata con altre linee. Ho pulito e spittato Just Do It nel 1989, e in quel momento mi sono reso conto che era molto improbabile che riuscissi a salirla. Avevo dolori alle dita e i miei giorni a Smith (spingendo al limite) erano contati. Ma in quel momento pensavo che nessuno fosse più bravo a individuare e preparare nuove vie. Ero molto orgoglioso che il livello di Smith fosse così alto, ed ero interessato a chiodare altre vie per mantenere il ritmo dell'evoluzione. Così, alla fine, il tutto è diventato un processo artistico del tutto non egoista.

Come interpreti questo movimento ora?
Più che altro questo è ciò che separa i vecchi tempi a Smith (anni 1980) dai tempi attuali. Quasi tutto ciò che è stato fatto di difficile negli ultimi due decenni è il prodotto delle vie incompiute della mia generazione. Questo processo artistico, originale e creativo di scovare e chiodare nuove vie sembra completamente dimenticato.

Ma c'è ancora un margine per creare qualcosa di nuovo?
Sì. Non mi sono fermato nello sviluppare Smith Rock perché avevo già fatto quello che c'era da fare. Ma perché ho quasi distrutto le mie dita salendo troppe fessure, scalando per mesi senza mai prendere un giorno di riposo. Quando ho smesso avevo ancora un elenco molto lungo di nuove vie di alto livello che volevo preparare. C'erano un paio di dozzine di vie che avevo visto che sarebbero state attorno al 5.13 e 5.14. Per esempio, ci sono due vie ancora da preparare attorno al 5.14 e al 5.15 su entrambi i lati di Just Do It. Ma preparare una via a Smith richiede un sacco di lavoro perché la roccia non sempre è buona. Ci sarebbero voluti giorni di lavoro per ottenere un via abbastanza pulita da salire. Sono stato più che felice di fare questo lavoro, e mi è sempre piaciuto preparare una via quasi quanto salirla. Ma, come si è scoperto, nessun altro ha condiviso il mio interesse. C'erano così tante vie dure e progetti incompiuti che, quando ho smesso, gli arrampicatori potevano essere impegnati per un paio di decenni. Il passo succesivo, le nuove linee ancora più difficili di allora sono ancora lì, intattate, ma sarei molto sorpreso se qualcuno arrivasse con la voglia di investirci tempo ed energia.

Mai dire mai! Che cosa ti viene in mente con il termine "visiting climbers”, cioè arrampicatori in visita
Quando penso ai "visiting climbers" ripenso al 1986, soprattutto quando Tribout e Jean Marc Troussier si sono presentati. Anche se Woodward, Carrigan e Weigand avevano visitato la falesia l'anno prima, avevano semplicemente ripetuto le vie già esistenti. Tribout e Troussier sono stati i primi "visiting climbers" a dare un grande contributo allo sviluppo di Smith Rock. E poi, da un giorno all'altro, sembrava proprio che tutti si fossero messi d'accordo per presentarsi. Molti di questi visitatori (tra cui Scott Franklin e Jim Karn) appena si sono trasferiti qui sono diventati locals. Sono stati i climbers arrivati da fuori che hanno portato Smith Rock al livello di oggi. Io ho semplicemente messo le basi per ciò che gli altri avrebbero fatto in futuro.

Chi e che cosa ti ha impressionato di più?
E' impossibile scegliere uno scalatore solo. Ovviamente, JB Tribout mi ha impressionato molto quando è arrivato nel 1986. La sua resistenza ed etica di lavoro andavano ben oltre quelle qualsiasi altro arrampicatore americano del momento. Penso che ci siano stati più arrampicatori dotati di talento naturale (Edlinger, Glowacz e Rabotou, per esempio), ma pochi lavoravano quanto Tribout. Il fatto che lui fosse disposto a volare all'altro capo del mondo, a visitare la mia falesia, mi sembrava davvero notevole. La sua prima salita di o Bolt or Not to Be è stata così difficile che ha quasi obbligato i critici di Smith Rock a prenderne nota. Un altro arrampicatore che mi ha colpito è stato Wolfgang Güllich, lui mi ha impressionato per molte ragioni. Era incredibilmente forte, aveva un'enorme etica di “lavoro”, ed era semplicemente una delle persone più gentili del mondo. Lui era la sintesi di quello che immaginavo potesse diventare l'arrampicata sportiva. Io non ero abbastanza bravo per spingere l'arrampicata così lontano, ma lui sì. Nel lontanto 1991 è arrivato molto vicino a creare il primo 5.15 al mondo (Action Directe 5.14d). Sono sicuro che è difficile per gli arrampicatori di oggi capire il progresso radicale di cui è stato artifice, visto che Punks in the Gym, il primo 5.14a, era stato liberato da Güllich nel 1985. In sei anni, i nuovi livelli massimi erano saliti di un grado pieno. Questo non potrà mai più succedere.

Che dici delle generazioni più giovani?
Negli anni successivi non sono stato molto coinvolto dall'arrampicata. Ma, nell'aprile del 1997, ricordo molto bene la prima visita di Chris Sharma. A quel tempo avevo sentito parlare di questo giovane talento, ma non ero preparato per quello che stavo per vedere. La mia prima impressione era che non era proprio grazioso ed efficiente nella sua scalata. Mi aspettavo che dovesse lottare sulle vie tecniche di Smith. Ma quando l'ho visto ripetere Just Do It, sbagliando tutte le sequenze, mi sono accorto che l'arrampicata si era spostata ad un livello completamente nuovo. Detto in maniera semplice, per lui quella via non è stata molto difficile.

Just Do It è una delle vie cult a Smith, come la East Face of Monkey Face ...
La East Face of Monkey Face è stata la via più difficile di Smith Rock prima dell'arrivo dei climbers internazionali. M per certi versi rimaneva legata ad un epoca diversa: soprattutto era da proteggere con friends e nuts ed era composta di una lunghissima serie di incastri. Piazzare le protezioni durante la salita assumeva un'importanza enorme e quando la gente la ripeteva con le protezioni già piazzate, non era più la stessa via. Personalmente non l'ho mai salita con le protezioni già piazzate, ed è per questo che mi ci è voluto tanto tempo per farla. L'ho scalata in due tiri, visto che inizialmente era stata concepita così. Ho fatto il primo tiro di 5.12c nel 1983. L'anno successivo, dopo un sacco di lavoro, ho liberato la parte alta, piazzando tutte le protezioni durante la salita. Dato che avevo già fatto Grand Illusion, mi è era chiaro che la parte superiore era diventata il tiro più difficile negli Stati Uniti. L'anno successivo sono tornato per salire la via come unico tiro, ancora una volta piazzando le protezioni dal basso. Ma purtroppo, dopo aver piazzato ogni nut più volte (e dopo essere caduto sulla parte finale spittata), il giorno prima della partenza per Yosemite ho scelto di accettare la salita nello stile yo-yo. Per certi versi è stata una via di riferimento, per altri no. Allora era la più difficile delle vie più difficili degli Stati Uniti, come Grand Illusion e Sphinx Crack. Ma il movimento si stava spostando verso l'arrampicata sportiva, e la East Face of Monkey Face non è stata così influente quanto le nuove vie a spit.

Nel 2004 però il canadese Sonnie Trotter ha ripreso in mano la via, salendola con protezioni tutte dal basso ed evitando gli spit finali. È stato il pezzo del puzzle che mancava? Come hai interpretato questo revival?
La salita di Sonnie è stata grande. La cosa che mi ha colpito di più è stato che lui abbia compreso il valore di piazzare le protezioni durante la salita. E' l'unica maniera in cui che io abbia mai pensato di farla, ma ero arrivato alla conclusione che nessuno avrebbe mai più condiviso il mio modo di vedere le cose. Mi ha sorpreso che un giovane della nuova generazione facesse lo sforzo extra per salire la via con tutti i nuts e friends necessari, invece che armato di solo un mazzo di rinvii. C'è un equivoco nella storia che io avrei piantato gli spit sulla parete est prima della mia salita. La realtà è che ho semplicemente sostituito i vecchi spit, messi per la prima salita in artificiale del 1964, perché sulla morbida roccia di Smith erano pericolosi. Non ho aggiunto neanche uno spit, e non mi è nemmeno venuto in mente di toglierli del tutto per salire la via senza. Sono sicuro che la salita, anche nel 1985, si sarebbe potuta fare con protezioni tradizionali, dato che c'erano soltanto due spit sulla parte alta. A quei tempi non eravamo contrari a lunghi run-out sui dadi, era più o meno la norma prima dell'arrivo dell'arrampicata sportiva. Per questo ben presto ho capito che il fatto che Sonnie avesse evitato gli spit non aveva alcun riflesso negativo sulla mia salita. In un'epoca in cui l'arrampicata sportiva domina, è stato piacevole vedere qualcuno trovare una nicchia creativa. Le teste originali sono sempre state (e sempre saranno) una rarità nel nostro sport. E il valore di Sonnie si qualifica per questo.

Poi cosa è successo alla tua arrampicata?
Intorno al 1985 ho iniziato ad interessarmi anche ad altre cose. Sono tornato ad Eugene per due anni, arrampicando soltanto sporadicamente fino alla mia laurea nel 1987. Nel 1988 mi sono sposato, e sono stato uno dei soci fondatori di Entre Prises USA. Ho di nuovo investito un sacco di energie nell'arrampicata ho fatto un paio di nuove vie di 5.14. Allo stesso tempo però ho avuto seri problemi con le articolazioni delle dita. Arrivato al 1991, non potevo più arrampicare senza forti dolori alle articolazioni. Ho pubblicato la guida di Smith Rock nel 1992 e ho lasciato l'arrampicata.

E oggi?
Praticamente non scalo più. Frequento una palestra di arrampicata con i miei figli, ma sono così lontano daall'essere in forma che mi è difficile immaginare un serio ritorno allo sport. Quando sono nati i miei figli (1993 e 1997), sono diventati il centro della mia vita. Ho lasciato l' Entre Prises USA nel 1997 e sono tornato all'università per seguire un Masters. Mio figlio, Ben, già da giovane era molto bravo nello snowboard e la maggior parte del mio tempo e denaro l'ho impiegato per sostenere questo suo sport. Adesso ha sedici anni, e uno snowboarder professionista dello Snowboard Team degli Stati Uniti. In inverno viaggio con lui e gestisco i suoi affari.

Presumibilmente sarebbe sbagliato pensare a Smith Rock soltanto come ad una falesia di arrampicata sportiva.
Sì, questo sarebbe totalmente sbagliato. Le pareti più alte non sono enormi, ma raggiungono 200 metri e offrono molte eccellenti vie di più tiri. Alcune delle vie sulla Monkey Face sono paragonabili alle migliori vie di più tiri degli Stati Uniti, come per esempio Northwest Passage, the Backbone e Astro Monkey. E penso che molte persone non si rendano conto che per moltissimo tempo prima dell'arrivo dell'arrampicata sportiva, Smith Rock era una falesia di fessure da salire in stile trad. Infatti se conti il numero delle vie, ci sono più vie trad che vie sportive.

Ultima domanda: quale sono le vie assolutamente da salire?
Chi viene a Smith dovrebbe fare un po' di queste prime vie sportive, per capire gli inizi di questo sport negli Stati Uniti. Ma ci sono anche alcune bellissime vie tradizionali, e poi ci sono anche le vie lunghe... Chi viene a Smith soltanto per fare le vie a spit nel settore Aggro si perde davvero qualcosa!

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