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Yuji Hirayama sale Cobra Crack, Squamish, Canada
Photo by Shogo Murooka
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Yuji Hirayama, Cobra Crack e il ritorno alle origini dell'arrampicata

07.10.2009 di Planetmountain

Intervista al giapponese Yuji Hirayama, chi il 15/09/2009 è riuscito nella sesta salita di Cobra Crack a Squamish, Canada.

Tre settimane fa Yuji Hirayama ha effetuato la sesta salita di Cobra Crack, la fessura strapiombante lunga 30m liberata da Sonnie Trotter nel giugno 2006 nel Cirque of the Uncrackables, Squamish, Canada. Dopo la sua salita Yuji ci aveva scritto dicendo "niente male per un vecchio arrampicatore trad." Questo commento potrebbe sorprendere quelli che associano l'asso giapponese più con vie sportive e le gare che il 'trad', ma in verità le radici di Yuji sono saldamente ancorate alla sua attrezzatura 'trad'. Nel 1986 e a soli 17 anni aveva fatto parlare di sé con salite come Phoenix e Cosmic Debris, due vie di 5.13a nello Yosemite, mentre un decennio dopo ha alzato il livello ulteriormente con la famosa prima a-vista di The Sphinx Crack (5.13b/c) in Colorado. Poi ovviamente è stata la volta di quello storico tentativo, fallito per un soffio, di salire la Salathe a-vista su El Capitan in Yosemite. E' per questo motivo che le parole usate da Yuji non potevano essere ignorate.


Ciao Yuji, la prima domanda è semplice: spiegaci meglio perché ti definisci un vecchio arrampicatore trad
Perché sto invecchiando... No, seriamente, rispondo spiegando che ho sempre osservato come quanto sia diversa la gente in base alla sua provenienza, come sono cresciuti ecc. Per me questa diversità è sempre stata un aspetto molto interessante, la provenienza di un climber è fondamentale nella formazione della sua identità arrampicatoria. Nel mio caso il mio background è l'arrampicata tradizionale, vecchio stile. Ho iniziato ad arrampicare 25 anni fa, usando nuts e friends, e il mio unico obiettivo all'epoca era salire fessure difficili. Ero motivato da vie come Sphinx Crack o Grand Illusion, e per due anni non ho fatto nient'altro. Credo quindi che le mie radici siano nell'arrampicata trad, soltanto più tardi ho iniziato a concentrami sull'arrampicata sportiva, poi le gare, poi la falesia.

Hai menzionato la via Sphinx - la reputi una delle tue on sight trad più importanti?
Si, però il mio tentativo di salire la Salathe a-vista è senza dubbio ancora più importante. Il mio tentativo è fallito, ma tutta l'esperienza che ha preceduta la salita è stata la cosa più importante. Salire Sphinx a-vista è ovviamente stato un momento interessante, per riuscire ho dovuto attingere a tutta la mia esperienza trad, abbinata a quelle accumulate sulle vie sportive ed in gara. Era questa salita che mi ha aperto gli occhi a nuove possibilità: mi ha dato l'idea di tentare la Salathe due anni dopo. Questo accadeva nel 1995. Non so se Sphinx sia stata salita a-vista un'altra volta, sarebbe interessante saperlo.

In effetti... Ma tornando ad oggi: cosa bisogna avere per salire il Cobra?
Hai bisogno di un sacco di qualità - devi saper piazzare le protezioni velocemente, essere bravo negli incastri e, soprattutto, essere bravo a sopportare il dolore! La via è molto dura per la pelle delle mani, non potevo provarla molto, soltanto due volte al giorno, ma ogni volta con la massima concentrazione. Nella mia mente era come tentare una via sportiva di 9a.

Massima concentrazione nel mezzo della bellissima foresta di Squamish...
Canda è bellissima. Questa era la mia prima visita, il paesaggio è mozzafiato e ho incontrato un sacco di belle persone. Squamish poi è interessante perché c'è una diversità enorme di arrampicata: trad, boulder, sport e vie di più tiri. La roccia è costituita un granito molto solido e fa così fresco nella foresta selvaggia... A parte la via Cobra Crack sono anche riuscito nelle prime a-vista delle vie trad Zombie roof 5.13a e Flight of challenger 5.12c. E quando il tempo era cattivo siamo andati a Vancouver Island, dove ho salito a vista le vie sportive Dinosaur Highway 5.14a, Globe trotters 5.13c e Moment of silence 5.13c.

Parlando di difficile vie sportive a vista: un paio di anni fa hai fatto il primo 8c a-vista mondiale. Ora stiamo testimoniando come vie di 9a vengono salite ad una velocità supersonica. Come la vedi tu?
E' incredibile. Questi ragazzi sono capaci di fare boulder difficili e insieme hanno una resistenza enorme. Credo che loro possano immaginare di salire un 9a a-vista. Se io fossi in loro... penserei seriamente a questo obbiettivo. Quello che è importante però è che continuino a spingere finché si divertino. Quello che però è altrettanto importante è che, a volte, bisogna concentrarsi meno sul grado e più sulla via stessa - non dimenticate che ci sono così tanti vie lì fuori che non sono necessariamente 9a!

Un Yuji Hirayama, come fa a paragonare vie e salite?
Beh, domanda seria! Innanzitutto credo sia importante comprendere quello che ho appena detto, che i numeri sono importanti, ma neanche così importanti! Sono semplicemente un aspetto dell'arrampicata. Ci sono così tanti altri fattori in questo sport e quello che è interessante è come un arrampicatore li sa cogliere ed esprimere. A volte i numeri nascondono fatti importanti ed interessanti, non bisognerebbe quindi concentrarsi troppo sul grado o il numero dei tentativi. Quello che mi piace personalmente è quello che immagini in una via, il processo che intraprendi per salirla, le tue motivazioni.
Quello che è veramente importante da capire è che i gradi servono come indicazione, ma in realtà possono significare poco. Per esempio, Flight of challenger è una via trad di 7b+ a Squamish. Sono sicuro che salirla a vista è molto più difficile che salire molti 8a+ sportivi. So che non bisognerebbe paragonare troppo vie tradizionali e sportive, ma quello che sto cercando di dire è che l'arrampicata non è soltanto un numero, c'è così tanto d'altro attorno a questo sport che dà profonda gioia.

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