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Andreas Proft nel Elbsandstein Gebirge, Germania
Photo by archivio Proft
Djamila Proft nel loro furgone al ritorno da Sud America
Photo by archivio Proft
Andreas Proft sale Pferdefuß Xc, con scarpette.
Photo by archivio Proft
I piedi di Andreas Proft...
Photo by archivio Proft

Intervista a Andreas Proft, anima libera

22.09.2009 di Planetmountain

L'intervista a Andreas Proft, il tedesco che arrampica senza scarpette fino al 8b.

Un paio di mesi fa abbiamo riportato la notizia di Andreas Proft, l'arrampicatore tedesco che che è riuscito a salire fino all'incredibile grado di 8b a piedi nudi. Non è una cosa di tutti i giorni diciamo, anzi, e questa scelta – condivisa a volta anche da Erri de Luca - ci ha incuriositi. Abbiamo scoperto che Andreas è nato nella Germania dell'est all'epoca della DDR, e che oltre a fare l'8b “barefoot”, la sua visione della vita l'ha portato a girare il mondo per parecchi anni. Prima di partire per la Spagna dove viaggerà per i prossimi sette mesi, ci ha concesso questa intervista raccontandoci un po' della sua storia. A noi la sua storia è sembrata un'ennesima riprova di quanto bello e variopinto è il mondo dell'arrampicata.

Intervista ad Andreas Proft

Ciao Andreas, sei conosciuto soprattutto per le tue scalate senza scarpette. Ci racconti come sei arrivato a farne senza?
Tutto è cominciato quando volevo rendere le vie di riscaldamento, e quelle che salgo con mia moglie, più difficili. Tutto è partito da lì. Poi spendo meno anche in risolature...

Sei nato nella Germania dell' Est, dove - per esempio nell' Elbsandstein Gebirge - arrampicare senza scarpe fa parte della tradizione...
Sì, abitavo appena a sud di Dresda e quindi vicino all' Elsandstein. Come sapete il muro di Berlino crollò nel 1989 e io ho arrampicato lì negli anni tra il 1995 e il '97, quindi a dire il vero non ho vissuto quegli anni difficili, e inoltre all'epoca utilizzavo le scarpette. E anche adesso a volte uso le scarpette visto che in quelle falesie non si può utilizzare la magnesite, e senza i miei piedi scivolano. Perché usare la magnesite sui piedi è importante quanto sulle mani!

Arrampicare senza scarpette fa ormai parte di te
beh, come dicevo, a volte uso le scarpette ma finché fa abbastanza caldo e ho abbastanza pelle sulle dita dei piedi preferisco arrampicare senza. Se ci pensi bene, le dita dei piedi non sono poi cosi diversi da quelli delle mani, anche loro col tempo diventano più forti e riescono a supportare il dolore.

Parlaci delle tue scalate
La più difficile che ho fatto senza scarpe è una via che si chiama First and last, un 8b nella falesia di Bernia nella Costa Blanca. Ho impiegato circa due settimane per farla e ho quasi provocato una crisi di matrimoniale: i miei progressi erano così lenti che mia moglie si annoiava da morire. La via più difficile che ho fatto con le scarpe invece è un altro 8b, Aromas del Cabezon nella falesia di Cabezon de oro sempre in Costa Blanca. Ma per fortuna l'ho fatto al secondo tentativo! A vista senza scarpe sono riuscito a salire fino all' 8a/8a+.

Che stile preferisci?
Sono alto circa 1.80 e non sono esattamente un peso piuma, quindi preferisco pareti verticali e le placche rispetto agli strapiombi. Detto questo, su alcune vie strapiombanti mettere o non mettere le scarpette non mi cambia niente. Durante gli anni ho sviluppato un buona forza nelle dita dei piedi e una buona resistenza al dolore, ma sono sempre un po' preoccupato quando cado. Di recente ho dovuto smettere per un po' perché cadendo mi sono fatto male al tallone.

Per certi versi sei abbastanza unico nel nostro mondo
In tutta onestà, credo che uno dei motivi per cui arrampico cosi è perché ci sono pochissimi altri che scalano come me, e di conseguenza non mi devo paragonare ad altri. Essendo meno competitivo l'ambiente, mi diverto di più.

E quando non sei immerso nella scalata?
Mi piace leggere, adoro Herman Hesse e se fossi uno scrittore, lui sarebbe il mio idolo. Poi devo impiegare sempre più tempo a sistemare il nostro furgone, che ormai ha 12 anni. Per fortuna non dobbiamo lavorare, riusciamo a stare a galla con gli interessi di quello che avevamo messo da parte.

Si dice che hai girato mezzo mondo
Beh, per quasi un anno ho vissuto in una comunità di hippy in Andalusia, in un tipì. Lì ho imparato lo spagnolo e anche l'inglese e ho avuto il piacere di avere tempo per me stesso, senza impegni o responsabilità. Poi in estate ho lavorato per un paio di mesi in una fattoria in Inghilterra. In autunno sono volato a New York e ho fatto l'autostop fino in Sud America. Raggiungere la Columbia da Panama è stato difficile, non c'era nessuna connessione via terra. Così mi sono fatto dare dei passaggi dai pescatori e dalle grande navi mercantili da un'isola alla successiva. Alcune isole erano grandi quanto un campo da calcio, e a volte trovare un posto da dormire era difficile. Il viaggio in Sud America è stato bellissimo. In Perù poi ho anche sperimentato quella che gli abitanti chiamano "hierba del diablo" . Ancora oggi non so se le cose che ho vissuto nei giorni successivi erano vere o solo un'illusione. Poi un giorno non riuscivo più a prendere soldi dal bancomat, la mia carta di credito era scaduta e il mio secondo conto era in rosso. Con i soldi che avevo in tasca mi sono comperato un biglietto per Madrid. Sul treno per l'Andalusia ho incontrato Djamila, era in Europa per una vacanza-studio. Era il febbraio del 2000. Quell'estate ho nuovamente lavorato in Inghilterra, poi in autunno sono volato in Brasile. Otto mesi più tardi ci siamo sposati... abbiamo viaggiato in Sud America, più tardi in Asia e poi ancora in Sud America. Durante gli scontri politici in Bolivia prima delle elezioni di Evo Moralis abbiamo subito un'aggressione. Così abbiamo deciso di tornare in Europa e comprare un furgone...

Spendete ancora molto tempo all'estero?
I viaggi seri nel mondo sono finiti. Detto ciò, quest'inverno sarà il settimo che trascorreremo nel nostro furgone girando per l'Europa, in questi giorni siamo in partenza per la Spagna.

Cosa ti hanno dato questi viaggi?
Quando ho lasciato la Germania 12 anni fa con soltanto uno zaino è stato uno shock vedere quanto ci si può sentire persi e soli in un paese straniero di cui non si conosce la lingua. Durante il mio primo anno in Spagna qualcuno mi ha rubato il passaporto e i soldi. Non volendo tornare, ho vissuto per strada, chiedendo l'elemonisa per un paio di settimane. Durante quel periodo ho pensato molto sulla vita in generale e anche se non vorrei mai ritrovarmi in quella situazione, quei giorni sono stati tra i più intensi della mia vita.


Andreas Proft senza scarpette in Going Nuts 8a

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