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La parete era molto sostenuta. Qui Steph tenta il tiro numero 5.
La parete era molto sostenuta. Qui Steph tenta il tiro numero 5.
Photo by Nicolas Favresse
Oliver Favresse impegnato sul 6° tiro di the Belgarian.
Oliver Favresse impegnato sul 6° tiro di the Belgarian.
Photo by Sean Villanueva
Tutto il team in cima alla Torre Sud di Mt. Asgard. Da sinistra a destra: Stéphane Hanssens, Nicolas Favresse, Sean Villanueva, Oliver Favresse e Silvia Vidal.
Tutto il team in cima alla Torre Sud di Mt. Asgard. Da sinistra a destra: Stéphane Hanssens, Nicolas Favresse, Sean Villanueva, Oliver Favresse e Silvia Vidal.
Photo by Stephanne Hanssens
Asgard North Tower. A sinstra: Porter route (Charlie Porter, 1975, solo VII, 5.10+ A4). A destra: the Belgarian
Asgard North Tower. A sinstra: Porter route (Charlie Porter, 1975, solo VII, 5.10+ A4). A destra: the Belgarian
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Arrampicata nell'Isola di Baffin: The Belgarian e altre vie per Favresse, Villanueva e Hanssens

16.09.2009 di Nicolas Favresse

Nicolas Favresse, Sean Villanueva, Stèphane Hanssens e Olivier Favresse sono tornati da una spedizione nell'Isola di Baffin dove hanno aperto 3 vie nuove e tentato di liberare la via Bavarian Direct sulla parete sud di Mt. Asgard.

Un paio di settimane fa abbiamo riportato la notizia di una spedizione belga all'isola di Baffin e in particolare al Monte Asgard, composta da Sean Villanueva, Stephane Hanssens, Olivier Favresse e il suo fratello Nicolas, che ora ci ha inviato il suo report. Quello che ci sembra interessante è che i quattro abbiano impostato la spedizione "by fair means", ovvero in maniera leale, camminando 600km con tutto il materiale in spalle. A sentire loro, i 14 giorni in parete erano soltanto una minima parte di un'avventura più grande, condivisa con Silvia Vidal, uno delle più forti "big wallers" al mondo. Il team belga è sicuramente uno dei più forti del momento e dopo spedizioni in Patagonia, Yosemite e Pakistan per nominarne soltanto tre, Nico dice chiaramente di Baffin che "il futuro delle grande libere sulle big wall si trova li!" Ecco il suo racconto.

Big wall free climbing, Baffin Island
di Nicolas Favresse

Sean Villanueva, Stephane Hanssens, mi fratello Olivier ed io siamo appena tornati da una spedizione all'Isola di Baffin. Il viaggio è stato grandioso. Arrampicare in libera a Baffin è incredibile e il potenziale per salire in libera e aprire nuove vie sembra infinito. Il nostro obiettivo principale era arrampicare attorno al Mt. Asgard, una delle montagne più “pazze” che io abbia mai visto - due torri cilindriche e super pareti lunghe e ripide dappertutto.

Oltre all'arrampicata, una delle difficoltà maggiori è venuta dal fatto che quei luoghi sono davvero remoti. Durante i 45 giorni della nostra permanenza abbiamo camminato per un mese intero (circa 600km), portando il nostro materiale (tre settimane per arrivare, una per tornare) per sole due settimane di arrampicata! Sembra ridicolo, ma l'arrampicata è così unica che alla fine ci è sembrato che ne valesse davvero la pena. Per fortuna lungo il cammino verso il Mt Asgard c'erano un sacco di boulder con atterraggi soffici sulla tundra per tenerci in forma. Fare boulder nell'Isola è sicuramente da prendere in considerazione!

La Catalana Silvia Vidal, l'esperta climber che si è specializzata nell'arrampicata artificiale e in solitaria, ha partecipato al nostro viaggio per semplificare le logistiche. Dopo un paio di giorni trascorsi portando materiale alla base del suo obiettivo originale, il Tirokwa Wall, si è resa conto che non si era legata sufficientemente con la parete per investire così tanti sforzi come richiede l'apertura di una nuova via in solitaria. Così ha deciso di fare un po' di trekking. Noi invece abbiamo deciso di invitarla a venire con noi al Monte Asgard. Da arrampicatori che cercano la libera abbiamo pensato che sarebbe stato interessante, che avremmo potuto imparare qualcosa avendo un'esperta di salite in artificiale. In più aveva anche un portaledge, una cosa bella visto che noi, per essere leggeri, avevamo deciso di portare soltanto un portaledge e due amache. In questo modo solo uno di noi poteva dormire nell'amaca...

Non appena abbiamo iniziato il cammino nella Weasel Valley abbiamo visto molte pareti. Ma dopo un paio di giorni di dura camminata non ne potevamo più e dovevamo salire qualcosa: ci siamo divisi in due team e, avendo solo l'imbarazzo della scelta, abbiamo scelto due pareti e ci siamo dati da fare.

Sean e Steph hanno effettuato quella che, con tutta probabilità, è la prima salita dello sperone NNO del Tirokwa aprendo la loro "Chocolate boomerang", 700m, 5.11, tutta in libera. Hanno raggiunto la cima principale e sono tornati al campo base in 24 ore. "Chocolate boomerang" segue una linea tentata in passato da un team australiano. La roccia è eccellente e l'arrampicata a volte molto run-out. Nel frattempo Oliver ed io abbiamo salito una torre vergine accanto al Mt. Odin. Ne abbiamo salito la prua, la conformazione più ovvia, e abbiamo creato "Le bic rouge de Odin", 20 tiri di 5.10. Crediamo che questa sia la prima salita della torre.

Così, dopo un po' di arrampicata, ci sentivamo meglio a trasportare il materiale per 60km fino alla base del nostro obiettivo principale: il Mt. Asgard. Dopo aver perlustrato due vie di artificiale, Inukshuk sulla Torre Nord e la via Bavarian Direct sulla Torre Sud, abbiamo scelto di tentare di liberare la via dei bavaresi. L'arrampicata è stata di ottima qualità e molto sostenuta con un sacco di tiri attorno al 5.12/5.13. Dopo 11 giorni in parete, dividendo i tiri difficili tra tutti noi, siamo quasi riusciti a salire la via in libera.

Dato che il ghiacciaio si è ritirato da quando la via è stata salita nel 1996, abbiamo scoperto che la prima protezione era 15m sopra il ghiaccio. Adesso quindi la via ha un nuovo tiro che sale un pezzo di roccia completamente liscio. Dopo un paio di tentativi, andati a vuoto, di salire il tiro dal basso, abbiamo mandato avanti Silvia (la nostra esperta d'artificiale) con i suoi “bambini” (copperheads, hooks ed altri attrezzi funky) per risolvere quello che si è rivelato come "un bellissimo A4+". A noi la potenziale caduta a terra da un copperhead #1 sembrava davvero bruttina! Così abbiamo dovuto salire il tiro headpoint, ma poi alla fine l'abbiamo liberato gradandolo 5.12-X o E8. Abbiamo dovuto salire rotpunkt la maggior parte degli altri tiri e altri abbiamo dovuto anche provarli dall'alto prima di liberarli, il tutto per evitare di piantare spit. La qualità dell'arrampicata e la roccia è eccellente - la maggior parte dei tiri salgono bellissime fessure combinate con difficili placche che uniscono una fessura all'altra.

Per salire la via in libera abbiamo scelto di apportare un sacco di variazioni della linea originale, così quasi metà della via esplora terreno nuovo. Abbiamo chiamato la nostra variante "The Belgarian" per sottolineare lo sforzo comune dei bavaresi e dei belgi. A questo punto però ci sentiamo di dire che la prima salita non è stata fatto nel migliori degli stili: abbiamo trovato numerosi buchi per l'artificiale, scale di spit e alcuni spit accanto a fessure perfette...

Sfortunatamente non sono stato capace di salire in continuità una sezione di 1 metro all'inizio di un tiro, ma siccome sono stato capace di fare tutti i movimenti non c'è nessun dubbio che la via possa essere salita in libera. Era semplicemente un po' troppo duro per noi, specialmente dopo l'avvicinamento a piedi durato un mese. Quel tiro sarà almeno 5.13+. Così, invece di liberare tutto, abbiamo usato un punto di artificiale. Dobbiamo anche precisare che alcune dei tiri sono stati saliti in rotpunkt dopo aver raggiunto la cima.

Dopo un paio di giorni di riposo, suonando con la fisarmonica, il mandolino, il fischio, l'armonica e la batteria, siamo partiti per la Torre nord in stile alpino. Sean e Stephane hanno ripetuto la via di Porter in 24 ore di arrampicata non-stop. Hanno fatto tutti i tiri a-vista tranne il terzo che credono possa essere liberato dopo un po' di lavoro.

Olivier ed io invece abbiamo salito la parete NE della Torre Nord, lungo quello che crediamo sia una nuova via che segue fessure stile Yosemite, tipo la famosa Serenity Crack. Crediamo però che la parte alta abbia in comune alcuni tiri della linea nuova, salita questa stagione dai Canadesi Jon Walsh and Chris Brazeau. La qualità dell'arrampicata è incredibile ed entrambi siamo saliti in libera, a vista in circa 24 ore. L'arrampicata è sostenuta, attorno al 5.10/5.11, e a volte è delicata con protezioni distanti sulle placche che collegano una fessura all'altra.

Nel complesso abbiamo vissuto una spedizione incredibile a Baffin. Il tempo era molto buono con temperature piacevoli e la pioggia e stata quasi assente. Non diventa mai buio; l'estate quindi è perfetta per salite lunghe in stile alpino: non abbiamo mai dovuto ricorrere alle nostre lampadine frontali per tutto il nostro soggiorno. Sicuramente dovremo tornare, il futuro delle grande libere sulle big wall si trova li!

Vogliamo ringraziare i nostri sponsor per il loro fondamentale aiuto: Club Alpino Belga, Black Diamond, Patagonia, Sterling ropes, Milo, Five Ten, Boreal, Petzl, Seeonee, Crux, Julbo, belclimb.net, climb.be, UPMM.

Nico Favresse


Le vie:
"Le bic rouge de Odin"
prima salita, 5.10, 800m, parete vergine salita a vista ed in giornata
"Chocolate boomerang" prima salita, 5.11, 700m, Tirokwa wall salita a vista ed in giornata
"The Belgarian" 5.13 A1, 850m parete ovest della Torre Sud di Monte Asgard, salito in 11 giorni, stile big wall. I movimenti di artificiale. Una variazione alla via Bavarian Direct (08/1996, Christian Schlesener, Mani Reichelt, Toni Grad, Luck Guscelli e Markus Bruckbauer)
"Whisky Gonzales" prima salita, 5.11, 1200m parete NE della Torre Nord di Monte Asgard, salito a vista ed in giornata
"Porter route" 5.12 /A4 Torre Nord di Monte Asgard, salita in giornata, tre tiri non sono stati liberati


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