Via Ferrata del Cabirol, Capo Caccia, Sardegna
A Capo Caccia in Sardegna si trova la bellissima via ferrata del Cabirol, la più meridionale d’Italia.
La Via Ferrata del Cabirol è stata realizzata di recente sulle alte scogliere di Capo Caccia, lungo la costa occidentale della Sardegna. Le difficoltà non sono mai elevate perché quasi tutto litinerario si snoda in traverso su esili ed esposte cenge, di tanto in tanto intervallato da brevi salite gradinate.Ambiente e panorama costiero rendono questa ferrata unica nel suo genere. Corrado Conca, l'ideatore del progetto, racconta qui la sua esperienza che ha portato alla creazione di questo aereo percorso unico nel suo genere.
Ferrata del Cabirol Storia di una strana apertura in solitaria
di Corrado Conca
Quando nel 98 mi trasferii da Cagliari a Sassari per lavoro avevo iniziato a passare molte giornate alla ricerca delle più belle falesie della zona. Per me era un po il tentativo di ricostruire altrove il mio giardino di arrampicata vicino alla nuova residenza.
Ho sempre amato le vie sportive di ampio respiro con difficoltà non elevate, pertanto i brevi monotiri violenti della falesia Casarotto la più conosciuta e frequentata in provincia di Sassari non mi davano la soddisfazione che cercavo. Iniziai quindi a esplorare, se così si può dire, tutto ciò che di verticale si trovava ad unora di auto da Sassari e così iniziai a chiodare un po di vie lunghe nelle scogliere di Capo Caccia.
Tutto quel tempo non fu buttato al vento giacché il mio lavoro di documentazione confluì infine nella guida di arrampicata della zona (ndr. Arrampicare ad Alghero, Sassari e dintorni di Corrado Conca, Edizioni Segnavia)
In particolare però dedicai una bella fetta del mio tempo libero a quella porzione di promontorio che guarda ovest e che è compreso tra lIsola Foradada ed il faro: una vasta parete estremamente complessa ed articolata, alta fino a 200 metri, totalmente vergine! Lo stesso Alessandro Gogna, nel 1982, su Mezzogiorno di Pietra descrivendo quelle zone appena osservate dal gommone scrisse: «Sulle pareti ci sono uno sgomento di possibilità».
Nel chiodare le vie sportive, cercare vie di accesso e vie di fuga, lasciavo qua e la delle corde fisse, che riutilizzavo la volta successiva per avviare un nuovo progetto verticale. Pian piano ho iniziato a conoscere ogni metro quadro di quel complesso paretone calcareo a picco sul mare e, giorno dopo giorno, si è insinuata in me lidea di rendere fisse e sicure quelle protezioni per la progressione lungo le cenge.
Senza nemmeno accorgermene avevo dato il via ad un progetto che mi ha tenuto impegnato, a fasi alterne, per quasi dieci anni. La scelta è stata quella di esplorare e chiodare lintera ferrata da solo, infatti tutto il materiale è stato trasportato sul posto ed infisso in solitaria. Ad oggi non saprei più dire quante giornate di lavoro ha richiesto portarla a termine, forse un centinaio, forse più
Oggi quel percorso può finalmente essere definito una Via Ferrata, denominata del Cabirol perché sulle stesse pareti, qualche centinaio di metri più a sud, si trovano le storiche scalinate che con 654 scalini (-110 m) dal 1954 danno accesso terrestre alle Grotte di Nettuno (turistiche). Luso delle protezioni in acciaio è volutamente molto moderato, limpatto visivo è ridotto al minimo per poter percorrere litinerario in sicurezza godendo dellambiente naturale. I materiali utilizzati sono esclusivamente inox aisi 316 ed i gradini sono prodotti appositamente da una azienda italiana; tutto il progetto è stato totalmente autofinanziato.
| VIA FERRATA DEL CABIROL | |









