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Opus Pocus (8a max, 7b+/7b obblig, 200m) Piz Seràuta, Marmolada, Dolomiti
Photo by archivio Vergoni
Opus Pocus (8a max, 7b+/7b obblig, 200m) Piz Seràuta, Marmolada, Dolomiti
Photo by archivio Vergoni
INFO / links & info:
    Opus Pocus
    Piz Seràuta, Marmolada, Dolomiti
    Primi salitori: Tiziano Buccella, Geremia Vergoni, 07/2007. Prima libera: 23/07/2009
    Difficoltà: 8a max
    Difficoltà obbligatoria: 7b/7b+
    Versante: Sud
    Lunghezza: 200m

    Links Planetmountain
    VIA OPUS POCUS
    Vie in Dolomiti

Opus Pocus, nuova via di arrampicata in Marmolada

29.07.2009 di Planetmountain

Il 23/07/2009 Geremia Vergoni e Tiziano Buccella hanno effettuato la prima libera della loro Opus Pocus, sulla remota parete sud del Piz Seràuta in Marmolada, Dolomiti.

A fine luglio Geremia Vergoni e Tiziano Buccella hanno liberato Opus Pocus, una nuova via che gli stessi Vergoni e Bucella avevano aperto a fine 2008 sulla remota parete sud del Piz Seràuta in Marmolada. La via in questione è alta 200m e con difficoltà 8a max (7b/7b+ obbl) sale il Pilastro del Seràuta, a sinistra della Pisoni - Castiglioni del 1942. Viene descritta dagli autori come "un'ibrido, coesistono infatti tiri completamente differenti fra loro. Come il primo tiro che si può considerare una classica lunghezza di montagna su roccia bella e da proteggere, completamente differente dal terzo spittato perché altrimenti improteggibile, anche se di una difficoltà totalmente diversa."

Geremia Vergoni, originario di Perugia ma da anni residente a Trento, e il trentino Tiziano Buccella avevano fatto la prima perlustrazione della linea già nell'estate 2007. La prima libera invece è arrivata il 23 luglio scorso quando Geremia Vergoni l'ha percorsa tutta da capocordata e in stile redpoint. Da notare che Vergoni ha più di dieci anni di esperienza di chiodatura, ed entrambi hanno al loro attivo sia un ottimo livello in falesia (8b lavorato e 7c a vista), sia svariate classiche proprio sulla sud della Marmolada. Di seguito pubblichiamo il loro report della via.

OPUS POCUS di Geremia Vergoni

Credo che arrampicare sia, per chi ha il cervello tarato, il modo più diretto per vivere sensazioni molto forti e indelebili. Mi viene spesso da pensare che questa volontà nel voler vivere ed in qualche modo archiviare il più possibile queste immagini sia un naturale bisogno. Quasi un voler mettere da parte qualcosa da poter poi tirare fuori, in termine di ricordi, più o meno quando si vuole. Il problema subentra poi se si inizia a vivere di soli ricordi, credo.
Ricordo di aver notato sin dalla mia prima visita in Marmolada l’imponente pilastro del Piz Serauta. Proprio li, passando nei pressi di Malga Ombretta... mi ero subito prefigurato una bella avventura.

07.07.’07
Dopo una prima ricognizione per capire come e dove, mi organizzo per un “tranquillo” week end, in cui in breve saremmo dovuti arrivare in cima al monolite. La cosa che mi ha subito colpito del posto è l’ambiente in cui ci si trova e la sensazione di isolamento che ti trasmette. Questo rende l’arrampicata su questo splendido pilastro ancora più emozionante ed essenziale.

04.08.’07
Il mio ottimo compagno d’avventura è Tiziano Buccella, quello daile braccia grosse, per capirci. L’idea è quella di chiodare una nuova via. Considerando il contesto in cui ci troviamo e la “vocazione” della linea, come anche appare evidente a prima vista, decidiamo di utilizzare e integrare con protezioni veloci l’arrampicata lungo i tiri. La cosa invece che fino al momento in cui non ci siamo trovati sopra è risultata meno evidente è che la linea offriva difficoltà ben più alte di quelle valutate ad occhio! ma si sa la prospettiva a volte inganna.

28.06.’08
Il progetto si è di conseguenza prolungato ed al posto del week end di apertura previsto ci siamo trovati di fronte alla possibilità di abbandonarlo anche. Devo dire che è stata una bella prova, superata solamente con la volontà e lo sforzo comune, tra un "no basta non ce la faccio più" e un "ma magari si passa un po’ più in là" siamo riusciti a superare il tiro più difficile e quindi ad arrivare in cima. Poi in apertura tutto si amplifica specie in placca, i buchi sono sporchi, spesso chiusi e pieni di terra, gli appoggi si sbriciolano sotto i piedi. In poche parole sembra tutto un po’ più estremo.

23.07.’09
Accompagnato dal buon Tiziano ci godiamo fino in fondo il nostro bel bloccone di roccia. La giornata è una di quelle che, devo dire, ho trovato spesso qui. Aderenza totale! Al sole in sosta si sta bene col piumino, pur essendo fine luglio. C’è vento, a momenti anche troppo. La roccia sotto le dita è viva e rugosa, non si suda e come per magia, mi sembra che cadere non sia proprio possibile. Praticamente arrampico.

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