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IFSC Climbing World Championships - Qinghai (CHN) 2009
Photo by Li Shu
IFSC Climbing World Championships - Qinghai (CHN) 2009
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IFSC Climbing World Championships - Qinghai (CHN) 2009
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IFSC Climbing World Championships - Qinghai (CHN) 2009
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Campionati del mondo di arrampicata - Qinghai (CHN)

07.07.2009 di Vinicio Stefanello

Il 5/07 a Qinghai (CHN) si sono conclusi gli IFSC Climbing World Championships con la vittoria nella specialità Lead di Patxi Usobiaga Lakunza (ESP) e Johanna Ernst AUT. Il titolo mondiale del boulder è andato ai russi Alexey Rubtsov e Yulia Abramchuk mentre il titolo della velocità ai cinesi Qixin Zhong e Cuilian He. Il migliore degli italiani è stato Gabriele Moroni (8° nel Boulder).

La geografia (e l'anagrafe) dell'arrampicata sta cambiando, tra nuovi e vecchi campioni. Forse è questo il verdetto del campionato del mondo appena concluso. Intendiamoci, si tratta solo di una leggera brezza di rinnovamento, un venticello se volete, probabilmente quasi una suggestione visto che arriva dalla lontana provincia di Qinghai, nell'estrema Cina. Ma l'impressione è che qualcosa stia veramente cambiando.

Lead maschile. A dir la verità la vittoria di Patxi Usobiaga nella specialità Lead sembrerebbe subito smentire quest'affermazione. Il “leone” di tante battaglie ha agguantato il titolo di campione del mondo con una zampata da vecchio guerriero conquistando, con l'unico top della finale, quell'oro che ancora gli mancava. Una corsa davvero mondiale la sua. Soprattutto perchè alle sue spalle incombeva l'onda di un fenomeno. Un giovanissimo che di nome fa Adam e di cognome Ondra. Appunto il fenomeno attuale, che non contento di essere il mago che risolve tutto in roccia, alla sua prima gara “senior” con la corda si prende il lusso di chiudere, unico fra tutti, la via di semifinale dei Campionato del mondo, per arrivare poi in finale ad un soffio dal vincitore Usobiaga. E' solo vice-campione del mondo il 16enne della Repubblica Ceca. Ma è chiaro che è già “l'uomo da battere” e il simbolo stesso della nuova era che è già padrona. Non a caso alle sue spalle riappare proprio l'austriaco David Lama, ovvero quello che tra genio e sregolatezza tre anni fa ha dato il via alla nuova generazione. Lama è 3° grazie ad una rimonta in finale da gran lottatore. Una corsa ad handicap che ha visto per protagonista anche il giapponese Sachi Amma che è 4° davanti a un gruppetto di finalisti “novità” come il fortissimo canadese Sean McColl (5°), l'ucraino Valeriy Kryukov (6°) e il giapponese Tatsumi Nitta (8°). Mentre al 7° posto rispunta il pelo da lupo di Cédric Lachat, come dire che lo svizzero ancora una volta è la sopresa che non ti aspetti. Come del resto forse nessuno si aspettava che Ramón Julian Puigblanque, il campione del mondo uscente, finisse solo 16°. Oppure che precipitasse al 18° posto un protagonista assoluto come Tomás Mrázek. O anche che il vincitore della Coppa del mondo 2008, Jorg Verhoeven, si fermasse solo al 25°, e poi che (in controtendenza) all'11 posto saltasse fuori un campione 38enne come Evgeny Ovchinnikov. Ma tant'è forse tutto sta cambiando. Intanto, in mezzo a questo scossone, registriamo il 21° posto di Flavio Crespi (al suo rientro dopo un lunghissimo stop per infortunio eppure ancora il miglior italiano) ma anche il 9° posto di Manuel Romain, primo atleta francese, a conferma della difficoltà, anche dei transalpini, di ritornare ad essere lo squadrone di sempre.

Lead femminile. A proposito di “squadroni”, la premiata scuola austriaca invece non ha certo di questi problemi. Così nulla arresta la marcia trionfale verso il suo primo titolo iridato Lead dell'incredibile Johanna Ernst. Anche se bisogna dire che è stata una vittoria sul filo di lana. Infatti, a rendere la vita durissima alla stella austriaca ci ha pensato la 20enne coreana Jain Kim, che dopo le belle prove in Coppa del mondo boulder di quest'anno, a Qinghai ha centrato il top della finale Lead insieme alla Ernst. Morale: l'austriaca vince il titolo iridato grazie al miglior risultato in semifinale e (a neanche 17 anni!) conquista l'unico Trofeo che ancora le mancava, mentre la coreana deve accontentarsi dell'argento, unitamente al “titolo” di grande sopresa dei Campionati. Alle loro spalle la slovena Maja Vidmar è terza confermando ancora una volta di essere sempre al vertice. Mentre certo non può essere pienamente soddisfatta Angela Eiter, l'altra regina austriaca, che perde il titolo arrivando solo 5a, superata al 4° posto anche dalla 21enne giapponese Yuka Kobayashi. La francese Caroline Ciavaldini invece è 6a. Ancora un'austriaca, ovvero l'intramontabile Barbara Bacher, è 7a mentre un'altra giapponese chiude la lista delle finaliste all'8° posto. Da segnalare anche il bel, e forse insperato, 9° posto della campionessa del boulder Olga Bibik e il 15° di Jenny Lavarda che ancora una volta è scesa in trincea per difendere, da sola, i colori italiani. Sul versante delle “delusioni”, invece, c'è quella per il 21° e 18° posto delle slovene Natalija Gros e Mina Markovic ma anche il 24° della veterana campionessa belga Muriel Sarkany, argento due fa ai Campionati di Aviles. Anche questo è il segnale che il cambiamento c'è, anche se il Campionato del mondo è sempre una gara imprevedibile...

Boulder maschile. Imprevedibile come il Boulder. Nel toto campionati la vittoria del titolo boulder del 20enne russo Alexey Rubtsov non era certo gettonatissima, anzi già il suo ingresso in finale poteva essere uno scoop. Invece, era del tutto prevedibile l'argento del suo quotatissimo connazionale Rustam Gelmanov, del resto uno dei canditati alla vittoria. Ma forse ciò che stupisce maggiormente è il 5° posto di re Kilian Fischhuber che dopo la vittoria della Coppa Boulder 2009 ancora una volta resta fuori dal podio iridato. Un podio che, ancora a sorpresa, ha visto al 3° posto David Barrans, 27enne britannico al suo primo risultato importante in una competizione mondiale. Insomma, un po' di stupore c'è. Poi però se vai a vedere i numeri qualcosa capisci. Infatti, tutti e tre gli atleti del podio hanno fatto una gara strepitosa chiudendo tutti i 4 problemi e spareggiandosi sul filo di lana dei tentativi. Così Rubtsov vince l'oro con una gara quasi perfetta in 4 top e 5 tentativi, solo uno in meno di Gelmanov che a sua volta dà due tentativi di distacco a Barrans. Mentre il francese Guillaume Glairon Mondet è 4° con 3 top, separato solo per i tentativi da Fischhuber e dal canadese Sean McColl che accoppia il 6° posto nel boulder con il 5° nella difficoltà (una vera impresa!). Davvero buono anche l'8° posto di Gabriele Moroni che non centra il 3° top per la finale ma che si conferma il miglior italiano davanti ad un grande Christian Core che, nonostante la lunga assenza dalle gare, ha dimostrato con il 10° posto tutta la sua indimenticata classe di campione del mondo. Lucas Preti, invece, dopo un'ottima partenza, deve accontentarsi del 18° posto. Ma alla fine quello che risalta è lo strapotere russo che, nonostante l'assenza del campione uscente Dmitry Sharafutdinov, riesce a centrare non solo il titolo ma anche l'argento.

Boulder femminile. Stessa storia, targata Russia, anche nei blocchi al femminile. Qui è Yulia Abramchuk che sale in cima al mondo. E anche questa una sorpresa. Una bella sorpresa. La 26enne Yulia Abramchuk è senz'altro una veterana delle gare, fisicamente forse una delle più forti in assoluto. Però, da sempre è un'abbonata alle finali e al podio ma quasi mai al gradino più alto. Lo fa adesso cogliendo un titolo mondiale che la ripaga e che non può che far felici tutti perché se lo merita. In una finale strana e difficilisima è stata l'unica a chiudere 2 blocchi. Mentre la già campionessa del mondo, l'ucraina Olga Shalagina, con un solo blocco chiuso è argento, seguita al 3° posto, sempre con un top ma con più tentativi per la zona, dalla campionessa uscente l'austriaca Anna Stöhr che, a sua volta, precede la slovena Mina Markovic ancora per i tentativi di zona ma... della semifinale. La sorpresa più grande però è il 5° posto, con nessun boulder risolto, della grande favorita e già vincitrice della Coppa del mondo 2009 la giapponese Akiyo Noguchi che a sua volta sopravanza, per il numero di tentativi di zona, la russa Anna Galliamova ovvero l'atleta che comandava la classifica dopo la semifinale... Non c'è dubbio dunque che sia stata una gara ben strana anche se chi segue il boulder ormai è abituato a sorprese di ogni tipo.

Speed. Quasi nessuna sopresa invece dalla velocità. Sono ormai un paio d'anni che nella specialità degli sprinter non esiste più il monopolio assoluto degli atleti dell'est Europa. Così, sul terreno di casa, la Cina ha voluto dimostrare quanto ormai sia forte la sua scuola conquistando il titoIo maschile per poi fare un autentico “cappotto” in gara femminile. Il festival cinese comincia con Qixin Zhong che ha bissato il titolo di campione del mondo, già vinto ad Aviles, davanti al kazako Alexandr Nigmatulin (2°) e ai russi Ivan Novikov (3°) e Sergey Abdrakhmanov (4°). E poi contiinua con l'oro femminile conquistato da Cuilian He con il record mondiale (9.04 sec) davanti alle connazionali Cuifang He e Chunhua Li. Lasciando solo il 4° posto alla fuoriclasse polacca Edyta Ropek. Insomma, la Cina ama l'arrampicata in velocità... ma aldilà di questo una cosa è sempre più sicura: l'asse geografico dell'arrampicata mondiale si sta spostando verso nuove frontiere e (speriamo) verso il futuro!

Un futuro che sarà già realtà nei prossimi Campionati Mondiali di Arco! L'appuntamento è per il 2011 proprio nello stadio del Rock Master che ha visto nascere le gare di arrampicata. Da non mancare!

Lead maschile
1 Patxi Usobiaga Lakunza ESP
2 Adam Ondra CZE
3 David Lama AUT
4 Sachi Amma JPN
5 Sean McColl CAN
6 Valeriy Kryukov UKR
7 Cédric Lachat SUI
8 Tatsumi Nitta JPN

Lead femminile
1 Johanna Ernst AUT
2 Jain Kim KOR
3 Maja Vidmar SLO
4 Yuka Kobayashi JPN
5 Angela Eiter AUT
6 Caroline Ciavaldini FRA
7 Barbara Bacher AUT
8 Akiyo Noguchi JPN

Boulder maschile
1 Alexey Rubtsov RUS
2 Rustam Gelmanov RUS
3 David Barrans GBR
4 Guillaume Glairon Mondet FRA
5 Kilian Fischhuber AUT
6 Sean McColl CAN
7 Victor Kozlov RUS
8 Gabriele Moroni ITA

Boulder femminile
1 Yulia Abramchuk RUS
2 Olga Shalagina UKR
3 Anna Stöhr AUT
4 Mina Markovic SLO
5 Akiyo Noguchi JPN
6 Anna Galliamova RUS

Speed maschile
1 Qixin Zhong CHN
2 Alexandr Nigmatulin KAZ
3 Ivan Novikov RUS
4 Sergey Abdrakhmanov RUS

Speed femminile
1 Cuilian He CHN
2 Cuifang He CHN
3 Chunhua Li CHN
4 Edyta Ropek POL

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