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Cristina Castagna, Makalu 2008
Photo by arch. C. Castagna
Cristina Castagna, Makalu 2008
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Cristina Castagna, Makalu 2008
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Cristina Castagna, tra vecchi e nuovi 8000

08.06.2009 di Vinicio Stefanello

Il 10 giugno Cristina Castagna, insieme a Giampaolo Casarotto, parte per il Broad Peak per tentare il suo 5° Ottomila. I due alpinisti vicentini progettano di proseguire poi per il Gasherbrum I.

Era il 2007 quando alla Fiera dell'Outdoor di Friedrichshaffen incontrai Cristina Castagna. Strano, pensai, credevo di aver incontrato già tutti i 'tipi e le varianti' che riguardano gli alpinisti degli 8000. Evidentemente mi sbagliavo. El Grio de Valdagno (Il grillo di Valdagno), come si era presentata Cristina, con un bel sorriso tra l'ironico e il candido che le sprizzava dai grandi occhi, ancora mi mancava.

Difficile pensare a quella donna, con lo spirito e il sorriso di una ragazzina, lottare nell'aria sottile dell'Himalaya. E ancora più difficile immaginarla, lei che appare così minuta, con uno di quegli enormi zaini da Himalaya sulle spalle. Aveva già salito tre 8000 (Shisha Pangma, GII e il Dhaulagiri) e altri due ne aveva tentati (Everest e Lhotse), ma quasi subito l'Himalaya uscì dai nostri discorsi: Cristina mi parlò del suo lavoro di infermiera del Pronto Soccorso come di una cosa molto più importante dei suoi Ottomila. Quelli, mi disse, sono “la mia fuga, il mio divertimento”. Solo dopo un po' mi accennò al suo nuovo progetto di viaggio, il Manaslu. Con chi ci vai? le domandai. “Non lo so ancora; ma vado anche da sola, magari lì trovo qualcuno...”.

La cosa mi aveva decisamente incuriosito. Così le chiesi di scrivermi qualcosa. Una sorta di pagina di diario. Mi sembrava la cosa più rapida ma soprattutto pensavo che ne venisse fuori un bel ritratto di come può essere (e com'è) la passione per gli Ottomila. In effetti Cristina mi scrisse questa sua sorta di identikit... Bello, pensai. Poi colpevolmente, forse per il troppo lavoro, ma più precisamente anche per troppa poca intelligenza, lo lasciai lì sospeso tra le mie email. Intanto nel 2008, Cristina ha salito il suo 4° Ottomila, il Makalu. Un'esperienza forte che le ha lasciato anche il ricordo di un congelamento ai piedi.

Tra pochi giorni, esattamente il 10 giugno, Cristina Castagna riparte insieme a Giampaolo Casarotto. La loro meta è il Broad Peak, ma può essere che il “tour” continui anche al GI... E' per questo che le ho chiesto di continuare la “pagina di diario” che avevo lasciato nel cassetto. Ve le proponiamo entrambe, una di seguito all'altra. Sicuri che, anche voi, seguirete il prossimo viaggio di Cristina capendo di più del suo spirito. Lo spirito felice ed intenso de El Grio degli Ottomila.


Un po’ di me, un po’ di El Grio...
22 luglio 2007

Eccola qui sono Cristina Castagna detta El Grio (il grillo). Ci siamo incontrati alla fiera in Germania proprio ieri e gia’ oggi mi son subito messa a scrivere… che prontezza!! Diciamo che più che altro ho paura che ci si dimentichi di me… è anche possibile perché sono alta un metro e sessanta, così non è che mi si nota molto. Sono infermiera in Pronto Soccorso a Vicenza e come passione ho la malattia chiamata Himalaya! Ho 29 anni e quest’anno ne faccio 30, ma finché non scatta l’ora X preferisco tenere davanti il 20 anche se ormai sta attaccato con le unghie!
Ho conosciuto il mondo dell’alta quota nel 2003 scalando l’Aconcagua e lo stesso anno ho fatto un tentativo all’Everest dal versante nord fallito a 7800m. Nel 2004, sempre con un gruppo di amici italiani, invece sono andata a prendermi la mia piccola felicità arrivando in vetta alla cima centrale dello Shisha Pangma 8013m. Poi, nel 2005 mi faccio conquistare dal Gasherbrum II arrivando in vetta con Gerlinde e Vielmo.
Come in tutte le favole ci dev’essere anche una strega cattiva e per me lo è stato il Lhotse. Siamo partiti io e Gianpaolo Casarotto con una spedizione capitanata da Mario Merelli. Io, come tutte le donne, credo di avere quel famoso sesto senso che preannuncia che le cose non andranno per il verso giusto... - e dire che tutte le mattine quando mi guardo allo specchio la prima cosa che mi chiedo è “perché le cose non devono andare come dico io!”. Il mio sesto senso non ha fallito: ero troppo triste alla partenza e così causa di un gran freddo ai piedi, mi son fermata a 8100m.
La Vita è un altalena: si sale verso il cielo per poi tornar giù fino a terra… Così dopo il Lhotse ero decisamente a terra. Ma arriva il 2007 e sono decisamente felice alla mia partenza per il Dhaulagiri! Una montagna bellissima anche se difficile che mi ha regalato insieme a tanti sorrisi anche delle tristezze ma che indubbiamente mi ha conquistato. Sono arrivata in vetta con Gianpaolo, Gianni, Josep, Roger!
Ora ho un altro Sogno un po’ ardito il Manaslu in autonomia a Marzo (del 2008 ndr) … Chissà se sarò felice alla mia partenza… “Per inseguire bisogna sempre rincorrersi”


El Grio rimane sempre la stessa...
3 giugno 2009

Ho riletto quello che avevo scritto... è passato un po' di tempo, sono arrivate nuove montagne, nuovi sorrisi, nuove lacrime, ma alla fine El Grio rimane sempre lo stesso.
La mia frase storica del mattino "Perché le cose non vanno come dico io?" rimane il mio baluardo di salvezza e infatti ogni giorno cerco di far filare liscia la giornata secondo i miei programmi, ma raramente mi va bene.
Continuo a lavorare in Pronto Soccorso dove ho dei colleghi che stoicamente sopportano le mie partenze e anche i miei ritorni... Sì perché nel 2008 anziché il Manaslu ho dirottato il mio viaggio sul Makalu, in compagnia di Giampaolo Casarotto, e sono tornata sì con la cima ma anche con un congelamento ai piedi. Così il pronto soccorso ha avuto una paziente in più.
Il Makalu per me è stata una grande esperienza, non ero sicura di riuscire a superare gli 8100 metri ed invece non mi sono delusa ed è andata bene sono tornata a casa.
Ora è arrivato il momento di un altro viaggio verso l'alto, stavolta proviamo il Broad Peak e se va bene il Gasherbrum I perchè lo dice anche non so quale publicità: "two è meglio che one!". La coppia rimane la stessa Casarotto e Castagna ossia Gandalf il saggio ed El Grio.
A presto sperando che il tempo sia felice e le montagne ben disposte, il resto lo metteremo noi.

Ciao, El Grio

Un indispensabile ringraziamento a SALEWA principalmente e a ZAMBERLAN. Senza di loro dovrei fermarmi a cima Carega.

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