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Mezzalama, 2 maggio 2009
Photo by press.areaphoto.it
Mezzalama, 2 maggio 2009
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Mezzalama, 2 maggio 2009
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Mezzalama 2009 – storia di un'emozione

12.05.2009 di Giovanni Capra

XVII Trofeo Mezzalama. Tutta la storia e le emozioni di una gara indimenticabile raccontate da Giovanni (Johnny) Capra.

Il 2/05 si è corso il XVII Trofeo Mezzalama la mitica gara scialpinistica attraverso il Monte Rosa. Un'autentica epopea vinta dal team del Centro Sportivo Esercito con Manfred Reichegger, Matteo Eydallin, Denis Trento: nel tempo record di 4:01'22. Prime tra le donne Francesca Martinelli, Roberta Pedranzini, Laetitia Roux del Team Ski Trab, in 4:43'31".


“Venite al Parravicini?”- “Quand’é?” – “Il 3 maggio” – “ Mah, vediamo, intanto prepariamo il Mezzalama!”. La risposta si sentiva ripetere in giro, nelle gare d’inizio primavera, da gente allenata che continuava ad andare anche quando il cielo scaricava altra neve. La conferma l’abbiamo trovata al buio del Breuil, alle 5.00 del mattino del 19 aprile: nel buio del Breuil, sotto la neve cadente 350 squadre erano pronte a partire e a sfidare le nebbie e le tempeste del Plateau, del Castore, del Lyskamm. Dunque, il richiamo del Mezzalama era stato ancora una volta irresistibile, irrinunciabile; quelli rimasti a casa, loro malgrado, c’erano con la testa perché tutti avevano risposto al richiamo.

Valtournanche, 18 aprile, il giorno prima: aria carica di elettricità sulla straripante folla, al briefing del pomeriggio. Adriano Favre, da guida alpina consumata e rassicurante, riusciva a infondere fiducia ma anche ad accendere gli animi, ad afferrare la passione e l’ansia dei concorrenti, che tendevano l’orecchio, assorti quasi rapiti: di tanto in tanto qualcuno volgeva lo sguardo intorno per vedere se anche gli altri erano preda della medesima suggestione. Aleggiava lo spirito di corpo, “siamo noi, siamo noi, tutti insieme, la gara c’entra poco, conta che siamo qui, oggi, per partire domani!”. Con il meteo inesorabilmente incerto, cresceva nei presenti la sensazione di andare in scena per un’esperienza unica, speciale, del genere,”se c’è una finestra di poche ore di condizioni possibili, noi siamo preparati e pronti a buttare il cuore oltre l’ostacolo”. Una sensazione sorretta da un confortante retropensiero“... al resto ci pensano Adriano Favre e i suoi uomini!”

Le arie di quel briefing erano più sottili di quelle dei 4000 dell’indomani; si respirava il primo vero climax del Mezzalama, l’aria del briefing: gli interventi dal palco fiutavano quella speciale eccitazione che, ogni volta, si rinnovava sui volti, nelle parole, negli sguardi, nei gesti. I mille e passa delle 5.00 del 19 aprile, pronti a salpare in quel mare di neve,  avrebbero accettato fiduciosi e disciplinati, l’ardua e vincolante decisione di Adriano Favre, onerosissima per lui e per tutto il suo staff: “Mezzalama rinviato, ci rivedremo il 1° maggio!” “OK, Adriano, pensaci tu. Noi siamo pronti per un altro briefing!”

Gli amici del Parravicini, storica gara di sci-alpinismo in alta val Brembana giunta alla sua 60° edizione e evento finale di Coppa Italia, in programma il 3 maggio, sono contenti e onorati di cedere il passo al Mezzalama; così siamo al 1° maggio: 798 dei mille, 266 squadre tornano al richiamo. Altra eccitazione, altra adrenalina cui si sovrappone l’euforia di un meteo che migliore non si può. Si allargano i sorrisi a Valtournanche, quel pomeriggio di festa dei lavoratori, altro briefing fatto di amabile attesa e di nitida allegria che Luca Mercalli asseconda, soffermandosi sui venti di confine “che non andranno oltre i 15-20 nodi. ”Per i concorrenti morale alle stelle nella breve notte della vigilia; Adriano e la sua gente non chiudono occhio e li ritroviamo l’indomani alla luce dei fuochi sul grande slargo sotto la funivia di Cervinia: stanno lì ad aspettare che si accendano i colori delle tecnologiche tutine e dei caschi variopinti; in breve una folla enorme che lo speaker, sempre lui, Silvano Gadin, dirige da gran maestro tributandole onore e gloria, perché fra pochi istanti loro andranno a misurarsi nell’ostile ma affascinante circo dei 4000.

Le Grandes Murailles amplificano - quasi un tuono - i nomi dei campioni di prima fila mixate alla voce rauca di Vasco, l’emozione é pari al sereno che avanza e apre una grande giornata. I concorrenti, ordinati e allineati si scambiano gli ultimi gesti, le ultime parole, a fior di labbra perché la tensione emotiva é massima: gli istanti che precedono il via sono l’altro spasmodico climax del Mezzalama. Il via delle 5.30: una carovana sul deserto di neve, un pacifico assalto di un battaglione di soldati,  un branco di caribou che salgono un’erta biancoscura. Partiti, in mezzo a una selva di hurràh; dopo qualche minuto – per noi che li osserviamo dalla funivia – diventano un lungo millepiedi sulla striscia bianca del Ventina.

Al Plateau il millepiedi si è allungato; al Colle del Breithorn arrivano il Pedrini Daniele di Bormio con Damiano Lenzi e Jean Pelissier, veterano del Mezzalama con i tratti freschi dell’eterno ragazzo. Dietro di loro le tute giallo ocra dell’Esercito, l’esperto Manni Reichegger con i giovani Trento e Eydallin: loro tre quest’anno hanno vinto tutto quello che c’era da vincere e vanno via sul ghiacciaio di Verra a inseguire. Passano Seletto con i due francesi e i vecchi campioni Boscacci e Murada con il giovane Lanfranchi; arrivano anche le due bormine Martinelli e Pedranzini insieme alla Roux rossocrociata: sfilano elegantissime sul ghiacciaio. I tempi sono da record, lo dicono gli addetti ai controlli, gli spettatori con le borracce, i giornalisti che se vanno avanti con l’elicottero. Solo cinque squadre restano fuori dal cancello, si annunciano grandi risultati.

Anche in cima al Castore il vento è leggero; giù al controllo del Felik le squadre sono legate ma arrivano in velocità, un sorso di té caldo, su le pelli e via verso il Naso; un lungo traverso con un paio di dietro front ed eccoli scollinare sul Naso del Lyskamm e da lassù è solo una interminabile discesa. Musica e gran festa al sole e alla neve del parterre d’arrivo: incredibili i primi, i tre alpini dell’Esercito -  4 h 1’ 22”, nuovo record - che hanno superato il Jean e la sua squadra; strabiliante il tempo della squadra femminile: per loro, fresche e sorridenti, 4h 43’ 31”, avete letto bene, quello é il tempo delle signore, record abbassato di mezz’ora...

Arrivano una dopo l’altra le squadre, e i concorrenti si abbracciano, ridono, salutano gli amici che li fotografano e poi come cormorani gonfi di pesce, cominciano a estrarre dalle tute pelli di foca e borracce, guanti e berretti perché a Gressoney fa caldo ed è approdata l’estate. Musica a palla, folla festante e La Trinité é accesa di colori; loro, quelli del Mezzalama continuano ad arrivare e Silvano, lo speaker non si stanca di raccontare e ripetere come é grande e lunga questa giornata. L’incanto e l’eccitazione si stemperano al sole, come la neve del parterre.

Giovanni (Johnny) Capra

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