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The sharp end di Peter Mortimer e Nicholas Rosen
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Oltre la parete di Elio Orlandi
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Dolma du bout du monde di Anne, Erik, Veronique Lapied
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57° TrentoFilmfestival
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57° TrentoFilmfestival anteprima

20.04.2009 di PlanetMountain

Dal 21 aprile al 3 maggio si svolgerà a Trento la 57a edizione del TrentoFilmfestival il più antico Festival cinematografico dedicato alla montagna, all'esplorazione e all'avventura. I film, le serate, i protagonisti e gli incontri e qualche pensiero sul pre-Festival...

Quante anime hanno le montagne? Certo sono almeno tante quante gli uomini e le donne che ci vivono, le attraversano e le amano. Tantissime visioni dunque. E molte sicuramente si potranno scoprire nella 57a edizione del TrentoFilmfestival che si annuncia con il solito fittissimo calendario di film, eventi, serate dedicate all'alpinismo e ancora incontri con registi, scrittori, alpinisti e tutto ciò che fa “cultura” e la vita della montagna.

Tutto avrà inizio il 21 aprile con la ormai consueta partenza di MontagnaLibri, la rassegna praticamente completa dell'editoria di montagna, che anche quest'anno anticipa il Festival cinematografico vero e proprio che sarà inaugurato il 25 aprile con una serata dedicata a “Blind Husbands” il bellissimo film muto di Erich von Stroheim musicato per l'occasione dal vivo dall’Orchestra I Filarmonici di Trento. Chi in questi anni ha seguito queste performance che uniscono grande cinema e musica, non avrà dubbi: questo è un evento unico, da non perdere! Ma andiamo con ordine perché le occasioni per assistere a grandi eventi non mancano.

I FILM DELLA 57a EDIZIONE
Come sempre iniziamo con la sezione cinematografica vera colonna storica e portante del Festival. Detto dell'assoluto interesse della serata del 25 aprile con protagonista Blind Husbands e I Filarmonici di Trento, va segnalata tra le 43 opere ammesse al Concorso “Before tomorrow“ di Madeline Piujuq Ivalu e Marie Helene Cousineau. Un film già presentato al Sundance Filmfestival che racconta (splendidamente) la vita e le difficoltà delle popolazioni Inuit. Un tema, quello delle difficoltà delle piccole comunità delle montagne e delle terre selvagge, che riappare anche in altre pellicole come, tra le altre, Dolma du bout du monde di Anne, Erik, Veronique Lapied, Alicia en el paìs del cileno Esteban Larrain, Himalaya terre des femmes di Marianne Chaud oppure Cheyenne, trent'anni di Michele Trentini. Sempre in concorso ma sul fronte dei film di alpinismo e d'azione occorre subito segnalare “Karl” il commovente film di Valeria Allievi dedicato a Karl Unterchircher scomparso la scorsa estate sul Nanga Parbat. Una segnalazione inoltre merita la La voie Terray che Gilles Chappaz ha dedicato al grande alpinista francese Lionel Terray. Ma anche Oltre la parete di Elio Orlandi che racconta con splendide immagini le pareti delle Torri del Paine (Patagonia) ma soprattutto l'esperienza umana vissuta insieme ai suoi compagni di scalata. Non mancano ovviamente il film di “spedizione” a partire da Expedition Manaslu di Carsten Maaz e Lightning strike Arwa Tower di Christine Kopp, Christoph Frutiger, Stephan Siegrist che racconta la storia di due differenti cordate impegnate sulla splendida Arwa Tower (nel Garhwal, Himalaya). I protagonisti sono d'eccezione a partire dal narratore (lo stesso Stephan Siegrist) per continuare con Thomas Senf, Denis Burdet, Anita Kolar e Ines Papert una delle migliori ice climber e alpiniste della nuova generazione. Sul fronte dell'arrampicata in primo piano c'è Training Day di Claire Macleod con la storia, le passioni e gli allenamenti di Dave McLeod per afferrare la sua Echo Wall sul Ben Nevis, ovvero una via top per uno dei climber più forti dell'arrampicata trad e non. Altro titolo da non mancare per gli appassionati del genere hard rock è The sharpen end di Peter Mortimer e Nicholas Rosen: il cast è d'eccezione con Dean Potter, Steph Davis, Tommy Caldwell, Matt Segal, Lisa Rands, Topher Donahue, Adam Ondra a fare da primattori per uno spettacolo di arrampicata al cardiopalma. Da segnalare ancora per la sezione Alp&Ism, Berhault di Gilles Chappaz e Raphaël Lassablière dedicato al grande Patrick dell'arrampicata e dell'alpinismo, SS26 di Valerio Folco con protagonista Alberto Gnerro e alla sua ricerca della difficoltà pura in arrampicata, Aria di Davide Carrari con protagonisti Pietro Dal Prà e Lorenzo Nadali e la Sardegna verticale. Infine, sempre per Alp&Ism, gli amanti del genere “spirito libero + pazzia” ovvero base jumping, snowboard e freeride, non possono mancare Ten a cameraman's tale di Guido Perrini, Try again di Alessandro Miniotti e 20 seconds of joy di Jens Hoffmann. Resta da dire dei film evento, quelli da non perdere insomma. Sono ben 21! Ma tra tutti ci piace segnalarvi Ritratti - Mario Rigoni Stern di Carlo Mazzacurati, L'Agnese va a morire di Giuliano Montaldo (quest'anno presidente della giuria). E ancora: Il tempo si è fermato di Ermanno Olmi, Oceano dentro di Juliane Biasi e Sergio Damiani e In tempo ma rubato di Marco Paolini. Oltre, naturalmente, al film dedicato ai 100 anni di Riccardo Cassin e a quello della Spedizione della Guardia di Finanza nella Miyar Valley.

SERATE ALPINISMO: DA SHARMA ALLA VALLE DEL SARCA PASSANDO PER IL CERRO TORRE
Da sempre sono grandi interpreti dell'andare per montagne e pareti quelli che si alternano sul palco dell'Auditorium Santa Chiara. E anche quest'anno la “musica” non cambia. Basti dire che mercoledì 29 aprile è in programma la serata con il californiano Chris Sharma, il climber mito degli ultimi 10 anni che, come forse nessun altro, ha fatto sognare gli arrampicatori di tutto il mondo. Sharma sul palco è un evento unico, non solo per l'Italia, e la curiosità per quello che racconterà ma anche per ciò che farà vedere Chris 'The King' è molta. Non inferiore comunque alle attese per Sarca (R)evolution, ovvero la serata di venerdì 1 maggio dedicata alla rivoluzione che ha avuto per protagonisti assoluti Manolo, Heinz Mariacher, Luisa Iovane e l'indimenticabile Roberto Bassi sulle pareti della Valle del Sarca. Si era agli inizi degli anni '80 e quei 4 vagabondi della roccia stavano “inventando” la nuova arrampicata... una grande storia che ha avuto un prima e un dopo e che ancora continua. Una storia che oltre a Manolo, Mariacher e Iovane ha avuto molti interpreti: loro, “gli inventori”, e altri grandi protagonisti saranno al Santa Chiara per ripercorrerla con l'aiuto di Kay Rush - ormai una habitué del Festival - che sarà anche la conduttrice della serata di Chris Sharma. Inutile dire che c'è molta attesa anche per il terzo appuntamento serale, quello di giovedì 30 aprile. E non potrebbe essere altrimenti visto che il protagonista è il Cerro Torre alias Il grido di pietra. Per gli alpinisti di qualsiasi latitudine ed epoca il Cerro Torre rappresenta l'essenza stessa del mito. D'altra parte è la montagna che forse più di ogni altra ha segnato la storia dell'alpinismo italiano e in particolare dell'alpinismo trentino e lecchese. “A noi interessa raccontare la storia umana che si è sviluppata attorno al Torre intrecciandola con la storia di quegli anni che vanno dal dopoguerra ai nostri giorni.”, ha spiegato il direttore artistico del FilmFestival, Maurizio Nichetti. “Una storia” ha aggiunto “che è anche una storia di emigrazione italiana in Argentina, di rivoluzioni tecnologiche, di battaglie ambientali, una contrapposizione di generazioni, che da sempre, in tutti i campi, si sono giustamente combattute, messe in discussione”. Il Festival, dunque, nel cinquantenario di quella ultra discussa prima salita di Maestri e Egger al Torre, sceglie la sua strada per raccontare il Grido di Pietra. Una via che gli è propria e che non entra nello specifico né delle polemiche e né del fattore strettamente tecnico ma piuttosto vuole far risaltare le grandi e appassionanti storie umane che si sono succedute tra le pieghe di quelle straordinarie pareti. E' un percorso, verrebbe da aggiungere, che accomuna tutti quelli che hanno dedicato gran parte della loro vita e dei loro sogni al mito e alla bellezza aspra e contraddittoria di una delle più belle montagne del mondo. La serata s'intitola “Il grido di carta”... e speriamo che strappi anche qualche sorriso per allontanare quella cupezza che ha volte assale (anche) l'alpinismo e i suoi protagonisti.

DI TUTTO UN PO'
Naturalmente il Festival è molto altro ancora. Sul versante dei grandi appuntamenti con i protagonisti dell'alpinismo e dell'arrampicata a Trento ricordiamo l'omaggio ai cento anni di Riccardo Cassin (4 le mostre a lui dedicate) ma anche l'incontro con Patrick Edlinger che presenterà “Berhault” il film in ricordo del suo grande amico e compagno di tante scalate. Ci sarà anche Reinhold Messner, che presenterà Grido di Pietra, il suo ultimo libro non a caso dedicato ovviamente al Cerro Torre. E non mancherà naturalmente Kurt Diemberger con “Danzare sulla corda” sua ultima sua fatica letteraria. Come non mancherà l'appuntamento ormai classico con la Coppa del mondo Speed di arrampicata che si giocherà sabato 25 aprile in Piazza Fiera. Come ogni anno poi ci saranno anche gli incontri con protagonisti e con gli autori non strettamente legati al mondo dell'alpinismo, ma molto a quello della montagna, della natura e degli uomini. Noi tra gli altri vi segnaliamo quello con Sylvie Coyaud e il suo libro La scomparsa delle api. Quello con gli “inviati speciali” Gian Antonio Stella e Lorenzo Cremonesi e, infine, quello con Piergiorgio Odifreddi che proprio domani inaugurerà le serate del Festival 2009 presentando In principio era Darwin... insomma la partenza sarà proprio con una grande storia, quella che stava all'inizio di tutto, molto ma molto prima che l'uomo pensasse di scalare le montagne...

Non resta che augurare a tutti un buon Festival! Noi, come l'anno scorso, vi racconteremo il Festival e i suoi protagonisti sugli schermi della WebTv di TrentoFestival.it

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