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Emanuele Ciullo su Leben ist jetzt, valle di Tures (Bz)
Photo by arch. K.Astner
Emanuele Ciullo su Leben ist jetzt, valle di Tures (Bz)
Photo by arch. K.Astner
Valle di Tures (Bz)
Photo by arch. K.Astner
Valle di Tures (Bz)
Photo by arch. K.Astner
INFO / links & info:

Leben ist jetzt, alias la vita è ora, per Astner e Ciullo

13.02.2009 di PlanetMountain

Lo scorso gennaio Kurt Astner ed Emanuele Ciulli hanno aperto Leben ist jetzt (200m, IV/M7+/ghiaccio 80/90°) una nuova via di misto moderno di 5 lunghezze in Val di Tures (Riva di Tures, Bolzano). Tutte le 5 lunghezze sono state liberate dallo stesso Astner.

Leben ist jetzt (La vita è ora) si aggiunge ad altre due vie aperte da Kurt Astner e Christoph Hainz, solo con chiodi normali e protezioni veloci, sotto la parete del Rastental Nock” (2558m) vicino a Riva di Tures. Sono passati 9 anni da quelle due vie e Pustertaler Halbgefrorenes (230m/IV/8-/ghiaccio 90°) e Zapfenlos 190m/IV/M8+/ghiaccio 90° aspettano ancora una ripetizione. Forse anche per questo Kurt Astner con Emanuele Ciullo è ritornato per aprire questa nuova via che offre 200 metri per 5 lunghezze di IV/M7+/ghiaccio 80/90° nello stesso stile “clean”. O forse è tornato perché la vita... è ora e come dice lui questa via è davvero “un diamante da collezione”.

LEBEN IST JETZT – LA VITA È ORA
di Kurt Astner

Riva di Tures, una valle conosciuta per le cascate di ghiaccio e per le feste dopo le vie! Qualche inverno fa c'era anche la struttura di ghiaccio in mezzo al paese di Riva, un villaggio di sole 350 anime. Quattro volte alla settimana andavamo lì, per scalare, per incontrarci, per parlare delle ultime salite. E' stato un periodo fantastico e tranquillo…

Poi, nel 2000, un posto “tranquillo” l'abbiamo trovato sotto la parete del “Rastental Nock” (2558m). Insieme con Christoph Hainz ho aperto due vie multi-picht fino a sette tiri. Le vie sono attrezzate con chiodi normali e protezioni veloci, forse anche per questo manca fino ad oggi la prima ripetizione in libera! O forse sarà perché queste vie sono ancora poche conosciute…

Non siamo stati i primi però a mettere mano su quella parete. Nell'estate del 2000, due scalatori della valle avevano già piantato i primi spit sullo strapiombo giallo! Noi non lo sapevamo, così siamo saliti a sinistra, dove era possibile proseguire con il nostro stile di salita. Chiodi normali e protezioni veloci, finché era possibile. E' un peccato però che il progetto con partenza diretta sia rimasto lì, incompleto...

Estate 2009: con Emanuele Ciullo ho conosciuto un altro amico molto simpatico e soprattutto sempre motivato! Lui è un altro dei giovani scalatori del gruppo di Brunico cresciuti alla scuola di Christoph Hainz... L'estate scorsa Emanuele è stato il mio compagno di cordata, quando abbiamo salito una lunga lista di vie in Dolomiti. Poi, dopo l'avventura estiva, abbiamo proseguito con le cascate! Quest'anno del resto le condizioni sono veramente eccezionali: dove vien giù una goccia d'acqua è tutto ghiacciato, tutto “formato”.

E' bastato che raccontassi a Ciullo qualche storia delle prime salite su quel muro che si vede in alto all'entrata della valle, e nei suoi occhi è subito comparsa la scintilla, la voglia di provarci… Così siamo andati a vedere se la linea tutta a sinistra era ancora da fare. Intanto sono passati nove anni, dalla prima salita delle altre due vie.

Con gli sci ai piedi partiamo dal parcheggio e saliamo il ripido pendio che ci porta direttamente all'attacco del nostro progetto. Guardandoci un po' attorno vediamo solo una corda fissa sulla via “Pustertaler Halbgefrohrenes”: chissà a cosa serve... Con una serie di “camalots” e chiodi normali parto per il primo tiro. La roccia è migliore a destra e riesco a mettere delle protezioni, tutto sommato buone. Dopo dieci metri mi aspetta una colonna di ghiaccio che mi porta a sinistra del tetto: metto un chiodo e lo supero. Finora è tutto molto bello…

Il resto del tiro è un mix tra roccia, terra e, alla fine, anche cespugli! Preparo la sosta e scendo.  Ciullo sta quasi morendo di freddo. Dopo un tè caldo, riparto di nuovo con la corda dall'alto e cerco di mettere un po' a posto il tiro. A sera il risultato è una lunghezza nuova neanche male, però manca la grande “soddisfazione”… Basta per oggi. Scappiamo via con gli sci, e dopo poco tempo siamo già alla macchina, mezzi congelati dal freddo.

Nei giorni successivi ci troviamo all'AlpStation di Brunico per discutere su come proseguire! Mi serve una giornata con una super motivazione per chiodare il secondo tiro: lì la roccia sembra veramente marcia!

Ci troviamo nuovamente in sosta in mezzo ai cespugli: un posto comodo per dividere il materiale e per fare sicura quasi da seduti. Però quando parto per il secondo tiro, mi sembra quasi di essere un albero di natale tanto sono pieno di materiale attaccato all'imbrago. Poi per tutta la prima sezione, mi sembra di essere più un boscaiolo che una Guida Alpina! Ma più vado su e migliore diventa anche la roccia. Dopo venti metri riesco a piantare la prima piccozza nel ghiaccio: ho fatto un pezzo importante. Nei prossimi venti metri mi aspetta un mix di ghiaccio e neve. Sotto uno strapiombo, riesco a fare la sosta a destra. Prima di scendere guardo come proseguire per il terzo tiro: devo salire sotto un gran bel tetto che poi ci porterà alla colonna finale.

Scendo in doppia alla prima sosta, dove Ciullo mi attende con un sorriso. Bel lavoro oggi, anche la temperatura ci ha aiutato! Non come l'altra volta, a meno quindici… Prima di finire la giornata faccio ancora un giro da secondo. Porto il resto del nostro materiale alla seconda sosta, così la prossima volta la finiamo questa via.

Terzo giorno di parete. Oggi voglio anche liberare tutti i tiri da primo, in stile Rotpunkt, quello che interessa a noi! Perché anche sulle cascate, come in estate sulla roccia, lo stile per noi deve essere lo stesso. La difficoltà non è alta, ma la roccia non è mai sicura. È molto facile che ti salti fuori una picca. Così, con l'esperienza del boscaiolo e la patente di Guida, arrivo alla seconda sosta... senza cadere!

Parto per il terzo tiro, dove ad attendermi c'è un ghiaccio bellissimo. Pochi metri sotto il tetto preparo la sosta. Il ghiaccio era finito un po' prima così l'ultimo pezzo l'ho scalato con le mani e le picche sulle spalle. Pianto tre chiodi da roccia in una fessura. “Sosta, vieni pure!”, grido a Ciullo. Siamo quasi arrivati alla fine del nostro progetto, ancora un'ultima colonna di ghiaccio e poi siamo sul facile!

Faccio un breve traverso verso destra e poi esco fuori per una “finestra”. Perfetto! Restano ancora cinque o sei metri di ghiaccio verticale da salire... Sopra la colonna attrezzo la sosta e preparo tutto per il tiro finale: cinquanta metri di ghiaccio a settanta gradi, che bella questa via. Veramente un diamante da collezione!

Arrivati in cima, un po' stanchi ma felici, iniziamo ad attrezzare la discesa. Con quattro doppie siamo alla base della parete. È diventato buio, prepariamo gli zaini e scendiamo alla macchina. I chiodi utilizzati li abbiamo lasciati in parete per chi avrà voglia di seguirci...

Kurt Astner

Scheda LEBEN IST JETZT

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