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Neil Dickson durante la prima ripetizione di 'Margins of the Mind' E8 6c, l'opera d'arte di John Redhead salito ancora prima che nascesse Dickson! Per la cronaca, Nick Dixon aveva salito la via in stile headpoint e con la corda passata nel primo chiodo, ma non ha mai valutato la sua salita una degna ripetizione. the route with the first peg pre-clipped but didn't claim the ascent.
Photo by Alastair Lee, Posing Productions
James McHaffie durante la seconda salita, e prima a-vista, di Unrideable Donkey, E7 6c, Wen Zawn, Gogarth. La via è stata salita per la prima volta da Paul Pritchard e Nick Dixon nel 1987.
Photo by Alastair Lee, Posing Productions
Ricky Bell sull'incredibile passaggio chiave della nuova via a Fairhead, Irlanda del nord. Un salto di quasi 2m verso sinstra!
Photo by Alastair Lee, Posing Productions
Alastair Lee filmando Ricky Bell durante il lungo volo sulla sua nuova via.
Photo by Photo by Craig Hiller
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On sight di Alastair Lee

03.11.2008 di Nicholas Hobley

Il regista inglese Alastair Lee ci regala un esclusivo punto di vista sul suo ultimo film, On sight, che esamina l'eccitante, difficilmente prevedibile, e a volte pericoloso gioco delle salite a vista delle vie trad

L'arrampicata in Gran Bretagna ha molte sfumature, ma può essere divisa in due grandi categorie: arrampicata sportiva e arrampicata trad. Nonostante l'arrampicata sportiva vada molto di moda è proprio l'arrampicata trad che la maggior parte della gente aspira a praticare durante i giorni di sole, caldo, vento, freddo e persino pioggia. Questa forma di arrampicata sembra non aver perso niente del suo "appeal" originale: la gente si delizia a salire vie di tutti i gradi, piazzando le protezioni, sentendo le paure, cercando la conquista della cima e lottando per non cadere. Questo fattore psicologico, e l'adrenalina che l'accompagna, rendono l'arrampicata trad così particolare ed ogni salita così memorabile. Le vie incutono timore reverenziale, hanno la loro storia, vengono salite con grande rispetto, e poi discusse nei pub alla sera.

L'ultimo film di Alastair Lee, "On sight", esplora proprio questo gioco sottolineando il valore psicologico e storico di questa forma di arrampicata, che il 99% degli arrampicatori nel UK praticano regolarmente. Il documentario promette di essere uno di quei film che segnano un'epoca (per questo abbiamo voluto esaminarlo bene) e mette in evidenza quanto sia difficile, intenso e memorabile questo bel gioco, a prescindere dal grado finale della via.



Guarda il trailer in alta risoluzione

On Sight di Alastair Lee
"L'idea di fare un film sull'arrampicata a-vista è stata ispirata dal fatto che quasi ogni film era centrato sull'headpoint, ovvero sulle salite difficilissime di vie già provate con la corda dall'alto. Ci sono buoni motivi alla base di quest'idea: quasi sempre il grado è elevato quindi automaticamente interessa alla gente; è una cosa calcolata ed organizzata, dove è possibile far intervenire fotografi e registri per un preciso giorno. Non voglio criticare il pericolo o i meriti atletici che sono elevati, ma la noia derivante dalla prevedibilità della salita finale. Questo è il punto del headpoint: quando arriva il momento di salire la via dal basso, il tutto fila liscio, almeno, quasi sempre.

C'è anche da dire che il 99% dei climbers nel Regno Unito arrampicano a vista, ovvero arrivano alla base della via con niente altro che il loro materiale e la descrizione della guida, e la tentano. Quindi sono successe un paio di cose in contemporanea che hanno reso il film possibile. Avevo deciso che volevo una nuova sfida, ma poi molti dei climbers ai quali avevo inizialmente espresso l'idea l'hanno giudicata impossibile, oppure hanno risposto in maniera scettica, dicendo che sarebbe stato davvero molto difficile. Al contrario dell'headpoint, una onsight difficile è molto più spontanea. Magari ti trovi in falesia e ti senti bene, quindi decidi di provare qualcosa che non avevi neanche preso in considerazione prima. Ma puoi fermarti ad aspettare l'arrivo di un cameraman prima di partire sulla via? Poi bisogna anche chiedersi, quali sono le persone che salgono a vista al livello massimo? Vediamo sempre liste infinite di persone che salgono vie di altissimo livello avendole già provate, ma quando cominci a chiederti chi siano quelli capaci di salire un E7 a vista (o almeno chi lo sta tentando), allora la lista si riduce rapidamente. Ci sono più persone che hanno salito un E9 headpoint di quelle con più di 20 E7 a vista.

Un altro fattore importante è stato Jack Gerald, che vive nel Galles del Nord, centro di un fortissimo movimento per l'a-vista. Mi ha contattato per un viaggio in Madagascar, gli ho descritto la mia idea e lui si è subito entusiasmato, raccontandomi di alcuni suoi amici molto impegnati nell'etica onsight e per niente contenti della preponderanza del headpoint e dell'inflazione dei gradi ai livelli massimi. Alcuni dei migliori interpreti dell'a-vista; nomi illustri tra i quali Pete Robins, James McHaffie e Neil Dickson. Il commento di Pete, “Headpointing è bello, ma è soltanto l'arrampicata sportiva”, descrive bene quale sia la loro interpretazione attuale.

Anche se il film si basa sull'arrampicata sportiva, in realtà tratta l'avventura nel senso largo, ovvero cos'è esattamente un'avventura e l'importanza del dubbio prima di salire verso lo sconosciuto. Un vera sfida tra la via e l'arrampicatore, dove il risultato finale è completamente incerto.

Salire a vista è ovviamente una cosa molto lenta; poco tempo fa El Capitan è stato salito in poco più di 2 ore, mentre io ci ho messo 4 ore a filmare uno che saliva 35m di roccia, centimetro per centimetro, valutando sempre la posizione, le possibilità, guardando le protezioni, cercando di capire i movimenti. Va ben oltre l'attività fisica, è una vera sfida mentale. "Il non-plus ultra dell'arrampicata" come dice Leo Houlding durante il film.

Realizzare un film su uno sport così lento è sempre stato difficile, ma quando il gioco entra nel vivo diventa una delle cose più eccitantì e crude che si possano vedere. Il mio approccio, per farlo funzionare, è stato quello di investire tanto tempo nelle riprese, dovevo diventare uno di loro! Ho filmato circa 150 ore per questo progetto, la maggior parte delle volte tornavo a casa dopo il lungo viaggio in Galles con materiale video inutilizzabile. A volte sono stato anche incredibilmente fortunato: sono andato in Islandia da solo per incontrare Ian Parnell e Neil Gresham sulla costa nord, in una settimana abbiamo avuto soltanto un giorno di bel tempo, ma come vedrete nel film, siamo stati perfetti! Ho anche catturato sulla pellicola la cosa più pazzesca che possiate mai vedere sulla falesia di Fairhead in Irlanda del Nord, grazie al superbo Ricky Bell. Credo che uno dei motivi per cui il film ha ricevuto cosi tanta attenzione è che gli arrampicatori di tutti i livelli sono in grado di comprenderlo.

Poi se sono riuscito nel mio progetto potete giudicarlo solo voi."

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