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Sul 2° tiro di Jedi Master
Photo by Maurizio Oviglia
Adriano Trombetta libera l'attacco dei cloni
Photo by arch. A. Trombetta
Sul 5° tiro di Jedi Master
Photo by Paolo Seimandi
Topo settore destro del Sergent
Photo by arch. M. Oviglia
INFO / links & info:

Valle dell'Orco, nuove vie al Sergent

18.10.2008 di Maurizio Oviglia

Tra settembre e ottobre Maurizio Oviglia, Sara Oviglia, Paolo Seimandi ed Eugenio Pinotti ha aperto due vie di più tiri sulla parete del Sergent in Valle dell'Orco a cui si sono aggiunti due monotiri sempre al Sergent e un terzo sulla parete de Il Dado.

Al richiamo delle proprie origini non si resiste. Così Maurizio Oviglia è ritornato in quella Valle dell'Orco che l'ha tenuto a battesimo per un soggiorno che immancabilmente ha portato i suoi frutti. Così sono nate due vie nuove sulla storica parete del Sergent: 'Jedi Master' (190m, I/S2/6c+ max, 6b obbl.), aperta insieme a Sara Oviglia e Paolo Seimandi, e 'Il lato oscuro' (220m, II/S2+/6c max, 6b+ obbl.) aperta sempre insieme a Seimandi a cui per l'occasione si è aggiunto Eugenio Pinotti. In più sono “arrivati” 3 monotiri nuovi di zecca: 'Le chiacchiere stanno a zero' e 'L'attacco dei cloni' sempre al Sergent e 'Mister Green' su Il Dado, tutti nati per essere protetti a friends. Segno che nella bellissima Valle dell'Orco il campo di gioco è ancora del tutto aperto alla fantasia? Maurizio Oviglia su questo non ha proprio dubbi!


IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO di Maurizio Oviglia

Tre brevi soggiorni in Valle dell'Orco, una delle valli della mia infanzia, sono stati l'occasione per ritornare ad aprire sulle rocce che forse più mi sono care. Nella prima visita ho ripetuto un po' delle ultime vie, alcune delle quali con mia figlia Sara di 13 anni, al suo battesimo delle vie lunghe. Purtroppo, nonostante mi fossi ripromesso solo di ripetere, alle soste non sono riuscito a stare concentrato sulla via che stavo facendo, finendo irrimediabilmente per guardarmi intorno: già, il lupo perde il pelo ma non il vizio!

La Valle dell'Orco non cessa mai di stupire. Dopo anni di letargo ritorna prepotentemente nei tuoi pensieri e nei tuoi sogni, tanto da farti prendere l'aereo una mattina per poter essere alle 9 all'appuntamento con gli amici, attaccando alle 10 il primo tiro di una nuova via. Questa proprio mi mancava! E mi mancava pure una trilogia di vie nuove (questa mia dedicata alla saga di Guerre Stellari)! Che beffa, se penso che un tempo prendevo in giro il mio amico Daniele Caneparo, fissato con le trilogie, con il quale pure ho iniziato ad aprire su queste stesse rocce 25 anni fa! Ma del resto se Valerio Folco ha scritto che sente di avere un “orco dentro di sé”... ho pensato ... figuriamoci io!

Sembra quasi un'esagerazione, ma dal mio punto di vista in Valle dell'Orco ancora tutto è da fare. Occorre solo mutare prospettiva. E forse, aprendo 4 vie nuove al Sergent ed una al Dado, settori ultraconosciuti e frequentatissimi dove molti erano convinti fosse già stato tutto scritto, ho voluto avvalorare questa mia tesi. Due vie lunghe, molto logiche, belle e impegnative, senza essere estreme... e tre monotiri (che si aggiungono ad altri due aperti 2 anni fa), che non farebbero notizia se non fosse che sono quasi totalmente da proteggere con friend. Senza voler fare prediche, penso che la Valle oggi abbia bisogno di questo. E lo dice uno che non è certo un “clean-climber” incensurato, ma che tuttavia ha vissuto molte delle fasi storiche di queste rocce e gli inevitabili corsi e ricorsi etici.

La Valle dell'Orco, ne sono conscio, non potrà essere mai la Yosemite Valley e tanto meno l'Inghilterra. Semplicemente - e banalmente - per il fatto che si trova lì, a pochi passi dalla Francia, paese da cui, dagli anni ottanta in poi, abbiamo quasi totalmente mutuato nel bene e nel male la cultura della scalata (almeno a nord-ovest). Però nessuno può negare che Orco è diventata oggi una specie di riserva indiana, una sorta di parco, uno dei pochi posti dove è ancora possibile (in Italia), arrampicare con i nut e friend, anche su un monotiro. Salvare questa possibilità, che ai miei occhi è più che mai una ricchezza, è quindi un dovere di tutti.

Non banalizziamo tutto spittando ogni cosa, non spittiamo ri-tracciando con il gusto odierno le classiche (come è stato più volte fatto), manteniamo almeno le fessure pulite... anche sui monotiri! Ognuno ha certo il diritto di esprimersi come vuole, ma non può esimersi dal contesto in cui lo fa e dal riflettere almeno un attimo, prima di agire. Mi piace pensare che l'intelligenza, e non la forza, sia la qualità principe di un apritore.

Un ringraziamento va a mia moglie e mia figlia, con le quali in questa fine estate ho passato giornate indimenticabili. Agli amici, quelli di una vita come Eugenio e Valerio... e a Paolo, che si è aggiunto ultimamente con entusiasmo ai miei compagni di strada.
Voglio ricordare inoltre Adriano Trombetta, che con fervore ha raccolto il mio invito e la mia sfida, lanciandosi sulla imprescindibile prima libera de “L'attacco dei cloni”, un fessurino estremo ora interamente da proteggere: abbiamo bisogno di giovani come lui!

E infine grazie a quanti si sono prodigati per ripulire il Sergent da cavi e tiranti metallici, scatolette e ferraglia varia lasciati sulle rocce dall'impresa che ha costruito la galleria. “Le chiacchiere stanno a zero” è dedicata a loro, che lasciando da parte le chiacchiere sono passati direttamente all'azione, dedicando il loro tempo libero al bene comune, affinché il Sergent tornasse a splendere come un tempo.

Maurizio Oviglia


SERGENT

- “Jedi Master”, 190 m, I/S2/6c+ max (6b obbligatorio) - Maurizio Oviglia, Sara Oviglia e Paolo Seimandi, settembre 2008 - Magnifica arrampicata che alterna tratti impegnativi in placca a magnifiche fessure. Camalot sino al 4, doppi dall'1 al 3 - vai alla scheda completa

- “Il lato oscuro”, 220 m, II/S2+/6c max (6b+ obbligatorio) - Maurizio Oviglia, Eugenio Pinotti e Paolo Seimandi, 6/7 ottobre 2008 - Arrampicata varia con alcuni tiri molto belli. 4 metri in comune con la vecchia via di Ulisse. Camalot sino al 4, doppi dall'1 al 3 - vai alla scheda completa

- “Le chiacchiere stanno a zero”, 30m, RS1/6c max - Maurizio Oviglia 7 ottobre 2008 - bel monotiro prima in fessura a incastro da proteggere, poi in opposizione su spigolo liscio. Camalot sino al 3

- “L'attacco dei cloni”, 15m, R2/7b+/c max - Maurizio Oviglia 7 ottobre 2008 - bel fessurino strapiombante appena a sinistra dell'attacco de “L'ultima follia di Sir Bis”. Camalot sino al 3 e stopper. La via è stata liberata nei giorni successivi all'apertura da Adriano Trombetta che l'ha salita prima in Pinkpoint e poi in RP

Altri monotiri inediti a pochi passi dalla fessura di Elisir d'incastro
- “L'avventuriero”, 6c+, M. Oviglia e A. Giorda 2006, friend sino al 3
- “Occhi nuovi”, da liberare, probabile 8a+, M. Oviglia 2006, spit
- “Il caciùn”, 8a, Rolando Larcher 2006, spit, RP Larcher

IL DADO
- “Mister Green”, 30m, RI/6a max - Maurizio Oviglia e Paolo Seimandi 8 ottobre 2008 - bellissimo camino di fattezze americane, interamente proteggibile. Sosta a spit

Si ringrazia La Sportiva, Petzl, E9. Si ringrazia la Kong per la fornitura delle placchette.

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