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A 5900m durante il primo giorno di apertura.
Photo by Arch. Francesco Fazzi
Misto a 6600m durante il second giorno di apertura.
Photo by Arch. Francesco Fazzi
Santiago Padros in cima a Free Tibet 2065 1500m/V+/80°/M5, Ama Dablam, Nepal.
Photo by Arch. Francesco Fazzi
Free Tibet 2065 1500m/V+/80°/M5, Ama Dablam, Nepal.
Photo by Arch. Francesco Fazzi
INFO / links & info:

Free Tibet 2065 sull’Ama Dablam

18.06.2008 di Planetmountain

Il bellunese Francesco Fazzi e lo spagnolo Santiago Padros aprono Free Tibet 2065 1500m/V+/80°/M5 (sull'Ama Dablam, Nepal).

A fine Aprile la guida alpina bellunese Francesco Fazzi e lo spagnolo Santiago Padros hanno aperto "Free Tibet 2065" sull'Ama Dablam, 6852m, Nepal. La via, gradata 1500m/V+/80°/M5, sale inizialmente vicino alla "Giapponese dell'85" sulla parete ovest, poi, a circa metà parete, devia verso sinistra per salire il bastione sommitale che conduce direttamente in cima.

I due alpinisti, come si legge nel report di Francesco Fazzi che pubblichiamo interamente, ritengono che si tratti di un nuovo itinerario in quanto non hanno: “informazioni sulla ripetizione della via “Giapponese dell'85” sulla parete ovest, e secondo le nostre informazioni non ci risulta che ci sia nessun'altra via che percorre il bastione sommitale della parete ovest dell'Ama Dablam, giusto sopra il campo base".

Nuova via sull'Ama Dablam
di Francesco Fazzi

Partiti dall'Italia l'11 aprile (io e il mio compagno Santiago Padros) arriviamo in Nepal il 12, giusto con la fine del vecchio anno nepalese 2064 e l'inizio il giorno seguente del nuovo 2065. La sera a Kathmandù è una gran festa…!

In un paio di giorni sbrighiamo le ultime pratiche in città e aspettiamo l'arrivo del terzo componente della spedizione, la ragazza Ashild Tomassen (Norvegia). Pronti per la partenza arriviamo all'adrenalinico aeroporto di Lukla, da dove incominciami il trekking.

In quattro giorni siamo al campo base dell'Ama Dablam a 4600m… inizia la vera avventura! In un paio di giorni saliamo l'inizio della cresta della via normale per acclimatarci alla quota. Dormiamo una notte a 5200m ed un'altra a 5500m. Lasciamo materiale e tenda e torniamo al base per una breve sosta. Nel frattempo mi becco anche una fastidiosa diarrea e sono costretto ad una “gita” ulteriore di un giorno all'ospedale di Periche. Per fortuna le medicine funzionano…

Partenza immediata per la via normale. Prima notte a 5500m e seconda al fantastico nido d'aquila del campo 2 a 5900m. Il giorno seguente Santi, con un nuovo compagno Slovacco, Peter Tomko, incontrato sulla montagna, salgono rapidamente la via normale e ridiscendono in serata. Per me e Ashild giorno di riposo. Il giorno seguente tocca a noi, ma purtroppo manchiamo la cima per un centinaio di metri, e torniamo in dietro. Ritorno al base per tutti ed un paio di giorni di riposo.

Dopo aver studiato tutti i versanti della montagna, io e Santi decidiamo di tentare la salita di una nuova via sulla parete ovest. Sembra che tra le due vie “Giapponese dell'80” e “Giapponese dell'85” ci sia una bella linea libera che porta diretta in cima per l'inviolato bastione superiore della parete ovest.

Il 30 aprile lasciamo il campo base con tendina, sacchi a pelo, cibo per quattro giorni e materiale per la scalata. Dopo aver salito la morena e scalato lo zoccolo roccioso che porta al ghiacciaio della parete, poniamo il primo campo al riparo di un roccione a 5350m.

Il 1° maggio scaliamo la prima parte della parete per una linea che corre a sinistra della via “Giapponese dell'85”, per poi deviare a sinistra sotto una serie di seracchi e arrivare ad una cresta di ghiaccio a 6200m che raggiungiamo in 11 ore di scalata e dove piantiamo il secondo campo. Fin qui quasi tutta neve e ghiaccio con qualche tratto di misto.

2 maggio. Partenza col buio (tanto per cambiare…) per la parte alta della parete. Temperatura per tutto il giorno attorno ai -15°. I primi 300 metri sono prevalentemente di neve e ghiaccio lungo canali ed insidiose creste di neve. I secondi 300m presentano le maggiori difficoltà di misto e portano agli ultimi pendii ripidi verso la cima, che affrontiamo col brutto tempo e molto stanchi per la quota. In 12 ore di arrampicata alle 5 del pomeriggio raggiungiamo la cima!

Ci accoglie una insperata schiarita che ci permette di ammirare lo stupendo panorama circostante. Stanchi morti piantiamo la tenda e passiamo la nottata sulla cima della montagna a 6852m. Il giorno seguente sotto una forte nevicata, che durerà per due giorni, ridiscendiamo per le pericolose corde fisse della via normale. Non ci resta che tornare indietro…

Non abbiamo informazioni sulla ripetizione della via “Giapponese dell'85” sulla parete ovest, e secondo le nostre informazioni non ci risulta che ci sia nessun'altra via che percorre il bastione sommitale della parete ovest dell'Ama Dablam, giusto sopra il campo base. Per cui proponiamo questa via come: “Free Tibet 2065” 1500m/V+/80°/M5+

Guida Alpina Francesco Fazzi - Val di Zoldo - Belluno

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