Home page Planetmountain.com

arrowNewsarrowCiao, Cesarino Fava

Cesarino Fava
Photo by Giulio Malfer
PORTFOLIO / gallery Portfolio: Ciao, Cesarino Fava

Ciao, Cesarino Fava

23.04.2008 di Vinicio Stefanello

Ieri a Malé (Tn) s’è spento Cesarino Fava, aveva 87 anni ed aveva legato indissolubilmente la sua vita alle montagne della Patagonia, al Cerro Torre e all’alpinismo. Tutti gli alpinisti piangono un amico. I funerali si celebreranno oggi a Malé alle ore 17.00

Sembra impossibile, Cesarino non c’è più. Sembra impossibile, perché Cesarino Fava è un uomo che non si può dimenticare. Per la sua infinita vitalità. E perché gli anni, tutti gli anni della sua vita, non avevano per nulla intaccato quel suo modo di essere, sempre appassionato e coinvolgente. Cesarino Fava amava la vita. E lo si vedeva, anzi lo si sentiva “a pelle”. Amava stare con la gente con il cuore, capire, conoscere, parlare ma anche ascoltare. E sempre, fosse l’incontro con vecchi amici o con sconosciuti, questo suo essere partecipe e “vicino” ti catturava.

Era un amico. Questo ho sentito dire di Cesarino, da tanti, da tutti quelli che l’hanno conosciuto. Era così anche per me. Era proprio così questo eterno giovane alpinista della terra trentina, partito dalla sua Malé per l’Argentina. Era un emigrato dunque, una parola a cui Cesarino aveva dato un valore alto, “combattendo” e inventando sempre la sua vita. Come sempre ha inventato il suo alpinismo. La sua montagna, che amava profondamente e con tutto se stesso. Come amava la sua famiglia, una bella famiglia come ricordava spesso.

Di Cesarino molti ricorderanno la storia indissolubilmente legata al Cerro Torre, e a Cesare Maestri. Ricorderanno che fu lui a chiamare Maestri e gli alpinisti trentini per quella montagna (e quelle montagne patagoniche) da favola. Quella volta nel 1959 fu proprio lui a salvare Maestri dopo la tragica salita del Cerro in cui perse la vita Toni Egger.

Forse in molti meno ricorderanno quella vicenda all’Aconcagua in cui tentò di salvare un alpinista americano abbandonato dalla sua guida caricandoselo in spalla. A Cesarino quell’avventura costò il congelamento di entrambi i piedi, poi amputati in gran parte. Ma non si dette per vinto e continuò a scalare, continuò ad amare la montagna come prima e più di prima. Senza mai recriminare sull’accaduto. Cercando di volare alto su tutto, di elevarsi.

Era speciale Cesarino Fava… forse per questo ieri molti alpinisti si sono sentiti un po’ più smarriti, un po’ più soli.

Vinicio Stefanello

Condividi questo articolo

Planetmountain.com logo
Planetmountain.com è continuamente aggiornato: news, itinerari di trekking, arrampicata, alpinismo, freeride, sci alpinismo, snowboard e arrampicata su ghiaccio su tutte le montagne del mondo. Contiene, inoltre, informazioni tecniche sui materiali, recensioni di libri e video, consigli degli esperti, fotografie, interviste ai protagonisti e report di competizioni.
FORUM
MERCATINO
Ultimi commenti Rock
  • Tovaric
    Via stupenda, gradi stretti e numerosi passaggi obbligatori, ...
    2013-12-16 / MICHELE LUCCHINI
  • Don Quixote
    Che dire di questa stupenda via......quando l'ho ripetuta er ...
    2013-12-01 / moreno rossini
  • Re Artù
    semplicemente fantastica,da divertirsi andate a farla. solo ...
    2013-11-24 / moreno rossini
  • La Salvana
    bella via di media difficoltá con in realtá pochi spit ma ...
    2013-09-28 / Armin Craffonara