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sopra: Boris Lorencic e Marko Prezelj, sotto: Steve House e Vince Anderson (Piolet d'Or 2005 e membri della Giuria Piolet d'or 2006)
Photo by Giulio Malfer
Yuri Koshelenko (Presidente della giuria, e già Piolet d'or 2003 con Valéry Babanov per la loro salita del Nuptse)
Photo by Giulio Malfer
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Il XVII Piolet d'Or non si farà

18.01.2008 di Vinicio Stefanello

La diciassettesima edizione del Piolet d'or prevista per il 15 febbraio in valle d'Aosta non si farà. Ne hanno dato l'annuncio gli organizzatori del prestigioso riconoscimento che doveva premiare le migliori realizzazioni dell'alpinismo nel 2007.

Questo il comunicato trasmesso dalla rivista francese Montagnes Magazine, co-fondatrice insieme al Groupe de Haute Montagne (GHM) del Piolet d’Or, con cui è stata comunicata la sospensione dell’evento: "Gli organizzatori del Piolet d’Or hanno dedicato tutti i loro sforzi per dare a questa celebrazione internazionale del grande alpinismo un’adesione internazionale maggiore possibile. E’ stata presentata una “Carta” che definisce più chiaramente i criteri di selezione e che ha raccolto un ampio consenso e che nel tempo potrà ancora essere migliorata. Poiché non è stato possibile ottenere in tempi utili l’adesione di tutti, gli organizzatori hanno deciso di sospendere il 17esimo Piolet d’Or 2008 relativo alle realizzazioni dell’anno 2007".

Come si ricorderà questo doveva essere il primo anno che il prestigioso Premio alpinistico usciva dai confini francesi per approdare in Valle d’Aosta, organizzato, congiuntamente, dalla Regione e dai co-fondatori del Piolet. Doveva, perchè cosi non sarà. Non ci sarà la serata che, come di consueto, avrebbe presentato e riunito, certo non tutti, ma sicuramente molti dei protagonisti della passata stagione alpinistica. Non ci sarà la salita decretata dalla giuria come la “migliore”, ma nemmeno quella premiata dal pubblico. E non ci saranno, almeno per quest’anno, le discussioni (e anche le polemiche) che sempre accompagnano, non solo nell’alpinismo, questo genere di eventi.

Polemiche a guardar bene inevitabili perché - come abbiamo scritto altre volte su questi “schermi” - in alpinismo è quasi una contraddizione in termini consegnare la palma della migliore ad una sola salita. E' fin quasi banale ripeterlo: tutti gli alpinisti e tutte le salite sono le migliori, soprattutto se si considera il livello altissimo delle liste dei candidati e dei “vincitori” che in questi 16 anni di vita hanno partecipato al Piolet d’Or.

D’altra parte, s’è affermato spesso da più parti, l’alpinismo non è una competizione (o almeno non lo è ufficialmente, aggiungiamo noi). Ma a questo punto si dovrebbe anche dire che non è una competizione nemmeno quella dei film o dei libri che pur tuttavia hanno i loro Premi Oscar, Festiva, Pulitzer, Strega (ecc. ecc.) quasi regolarmente accompagnati (tu quoque?) da “sane” discussioni nonché accese polemiche.

Bisogna aggiungere che l’alpinismo - ed è forse anche per questo che si “distingue” - è sempre parso quasi un mondo a parte, serissimo ed etico fino all’eccesso. Perciò non accetta (apparentemente?) alcun compromesso e confronto? Forse è un po' anche per questo che ad occhi “estranei” può apparire quasi geneticamente privo, se non di un po’ di sana auto ironia, di una qualche “leggerezza”. E' il segno di un’incapacità degli alpinisti, una volta scesi a terra nel mondo orrizzontale, di confrontarsi con i piccoli, e in fin dei conti relativi, problemi come quelli di un Premio?

Ma tralasciando le domande sui massimi sistemi, e andando al "sodo". E’ chiaro che il Piolet non è senz’altro un assoluto. E’ criticabilissimo e si può anche non accettarlo. Ci si può rifutare di andarci per esempio, come hanno fatto Salvaterra, Garibotti e Beltrami nel 2006. Ma non si può negare che sia un’occasione per parlare e far parlare, vedere e far vedere (grande) alpinismo. E, allo stesso tempo, un’occasione per discuterne e magari per cercare di capire dove va quest’alpinismo del terzo millennio.

Dunque, per ritornare alle motivazioni della sospensione. Dopo i dissidi dello scorsa edizione tra Montagnes magazine e il GHM, che per la prima volta non ha partecipato all’evento. Ma forse anche per le affermazioni molto critiche di Marko Prezelj, vincitore dell’ultimo Piolet d’Or con Boris Lorencic. Quest’anno gli organizzatori avevano proposto una “Carta” dei criteri di selezione e dei valori “etici” a cui si rifà il Premio. Ma, “Poiché non è stato possibile ottenere in tempi utili l’adesione di tutti”, il 17° Piolet è sospeso e non ci sarà.

Bene. Non cambia nulla: l’alpinismo, anche senza il Piolet, sarà sempre grandissimo e sarà sempre la stessa imperdibile passione. E nulla perderanno le grandi realizzazioni e i grandi alpinisti che vi avrebbero partecipato. Peccato però. Con tutti i limiti e i difetti dei Premi, anche questa era un’occasione per mostrare la “bellissima ed insana passione” dell’andar per le (sempre altissime e difficilissime) montagne. Ce ne saranno sicuramente altre di occasioni ;-)

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