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Sir Edmund Hillary all'epoca della prima salita dell'Everest
Photo by arch. E. Hillary
29 maggio 1953 Tenzing Norgay in vetta all'Everest ripreso da Sir Edmund Hillary.
Photo by arch. E. Hillary
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Sir Edmund Hillary

11.01.2008 di Vinicio Stefanello

L'11/01/2007 si è spento ad Auckland (NZ) Sir Edmund Hillary, l’alpinista che insieme a Tenzing Norgay giunse per primo in vetta all’Everest

Sir Edmund Hillary non c'è più. L'alpinista neozelandese che insieme a Tenzing Norgay scalò per primo l'Everest, si è spento oggi ad Auckland (NZ). Se n'è andato ad 88 anni Sir Edmund, lasciando dietro si sé una vita irripetibile ma che non riuscì a cambiare quel suo carattere semplice, ironico ed acuto di "neozelandese qualsiasi", come era solito definirsi. Era il 29 maggio 1953 quando con il suo fraterno amico sherpa Tenzing Norgay raggiunse gli 8848 metri della cima più alta del mondo. Un'impresa immensa, che per l'epoca rappresentava una sorta di sbarco sulla luna. "L'abbiamo battuto questo bastardo!" disse ironicamente a Tenzing in vetta...

Le cronache di quella storica spedizione inglese guidata dal colonnello John Hunt raccontano di un Hillary dalla resistenza e dalla forza infinita (sempre insieme a Norgay strabiliò tutti per i tempi incredibili delle sue salite e discese dai campi alti della montagna). Ma ciò che lo distinse fu anche la capacità di condividere alla pari l'avventura con gli sherpa (quegli uomini che i primi alpinisti britannici dell'Himalaya definivano "le tigri delle nevi"). Forse è questo lato umano, questa grande sensibilità, al di là delle doti di alpinista, che più di ogni altra cosa definiscono il mito Hillary.

Da subito s'interessò concretamente alla condizione delle popolazioni nepalesi istituendo una Fondazione (l'Himalayan Trust) che in tutti questi anni ha realizzato nei villaggi delle alti valli nepalesi 26 scuole, 2 ospedali e 12 cliniche mediche, ma anche ponti, strade e acquedotti. In questo Hillary fu assolutamente all'avanguardia su tutti gli alpinisti. Soprattutto perché intuì immediatamente la necessità che i cambiamenti, apportati dall'alpinismo occidentale in Himalaya e dal conseguente turismo d'alta quota, dovevano essere di aiuto a quelle popolazioni locali ma non dovevano snaturare la loro natura e cultura e quella del territorio. In questa sua visione fu assolutamente un esploratore, e un esempio per molti altri alpinisti che (occorre dire moltissimo tempo dopo) lo seguirono su questa strada. Non a caso Hillary è stato il primo straniero a ricevere nel 2003 la cittadinanza onoraria dal governo del Nepal, recependo così il sentimento di fratellanza che le popolazioni delle alte valli gli hanno sempre tributato.

Hillary è stato un esempio di come la passione per l'avventura e per la montagna possa rappresentare un'apertura verso il mondo. La sua è stata una passione disinteressata, al di là della grandissima fama che la salita dell'Everest gli ha donato. la sua scoperta della montagna e dell'alpinismo avvenne a 16 anni, sulle sue montagne della Nuova Zelanda. Nel 1948, con Harry Ayres, compì la prima salita della cresta sud del Mount Cook, la montagna più alta della Nuova Zelanda. Scalò nelle Alpi e, prima della salita dell'Everest, partecipò a due spedizioni di esplorazione in Himalaya (Everest e Cho Oyu) che probabilmente gli regalarono la partecipazione alla spedizione vincente del 1953.

E' stato scritto che la sua inclusione nella spedizione del '53 all'Everest fu dettata anche da ragioni "politiche": il neozelandese Hillary rappresentava i cittadini dell'impero. Certo è che sulla carta non era sicuramente uno degli alpinisti di punta. Ma anche questa è una circostanza che ha fatto ancora più grande la sua impresa. Dopo la prima salita dell'Everest, tra il '56 e il '65 Hillary partecipò a molte altre spedizioni himalayane, ma soprattutto s'impegnò nell'esplorazione dell'Antartide e il 4 gennaio 1958 dopo Admunsen e Scott fu il terzo uomo a raggiungere il Polo Sud.

Di Sir Edmund Hillary sarà sempre ricordata la capacità di essere un uomo più che un eroe. Un uomo felice della sua vita al di là del mito. Famosa è la sua frase in risposta a chi gli faceva notare che forse George Mallory e Andrew Irvine potevano averlo preceduto in vetta all'Everest: 'È da 45 anni che sono considerato come il primo scalatore che ha raggiunto la cima. Non credo che sarei troppo deluso se si scoprisse che Mallory lo aveva fatto prima di me'. Un esempio per tutti!

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