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Sulla Cascata dell’inattesa sorpresa alle Rocce della Sueur, Bardonecchia
Photo by arch. M. Giuliberti
La cascata dell’inattesa sorpresa alle Rocce della Sueur, Bardonecchia.
Photo by arch. M. Bazzetta
Sulla Cascata dell’inattesa sorpresa alle Rocce della Sueur, Bardonecchia
Photo by arch. M. Giuliberti

L’inattesa sorpresa, nuova cascata a Bardonecchia

10.01.2008 di Massimo Bazzetta

Il 5/01/2008 Massimo Bazzetta e Massimo Giuliberti hanno salito una nuova colata di ghiaccio, la Cascata dell’inattesa sorpresa (II/4+, 120m) alle Rocce della Sueur, Bardonecchia.

Non senza stupore ci giunge notizia della salita di una cascata ancora " vergine" nei dintorni di Bardonecchia. Sembra incredibile ma questo mondo è ancora capace di riservarci dei bei regali come questo.

Il breve avvicinamento e le difficoltà proposte dai primi salitori, Massimo Bazzetta e Massimo Giuliberti, pongono questa cascata di diritto nel novero delle classiche della zona.

L’inattesa Sorpresa di Massimo Bazzetta

L’ultimo dell’anno l’amico “ripidista” Federico Negri va a scendere il Canale della Grotta alle Rocce della Sueur. Nota con sorpresa un’evidente cascata d’un paio di salti che si innesta all’inizio del canale. Sfoglia mentalmente le guide alpinistiche della zona e proprio non riesce a trovare la relazione della cascata che gli sta di fronte. E’ incredibile, anche perché non si trova poi così fuori dal mondo, ma pare proprio che si tratti d’una linea mai salita prima, inspiegabilmente sfuggita a quel grande esploratore e pioniere del cascatismo che fu Giancarlo Grassi.

La fotografa, la descrive, la battezza e ne dà notizia su un sito internet. Federico segnala dunque al mondo tutto l’esistenza di quest’ulteriore nuova posibilità, generoso e trasparente, anche un po’ “bastard inside”, perché scrive testualmente: “…probabilmente mai toccata da ghiacciatore… D’ora in poi i giochi sono aperti, chi la sale… è sua”. Evidentemente, a lui, già troppo preso dallo sci e dalla falesia e anche un po’ dai tre figlioli, di salirla non frega granché, ma l’operazione equivale a lanciare banconote dalla finestra per poi contemplare con cinico divertimento la plebaglia che si azzuffa per accaparrarsele. Infatti gli amici cascatisti, bonariamente ma neanche troppo, lo maledicono, perché avrebbero ovviamente preferito una discreta informazione sussurrata all’orecchio.

Un altro amico, Paolo, uomo di mondo che ama informarsi e navigare, approda all’appetibile notizia e mi manda la foto via mail, proponendomi di tentare la prima salita. La cascata pare proprio interessante: almeno due tiri, facile e veloce accesso, media difficoltà. Insomma, una potenziale classica, una bella soddisfazione metterci le mani sopra.

Così combiniamo per il primo giorno utile, anche se le proiezioni meteo non sono incoraggianti. In serata telefono a Federico per qualche ragguaglio addizionale su accesso e pericoli oggettivi, così ha il modo di farsi perdonare per non avermi passato la dritta sottobanco con priorità assoluta.
Ma l’indomani trovo un’altra mail di Paolo che mi comunica affranto che non potrà esserci il giorno convenuto, perché ha la febbre. Paolo sa benissimo che ora c’è già troppa gente al corrente di questa nuova cascata: la notizia è su internet e ogni giorno che passa aumentano le probabilità che il nostro sogno sfumi. Mi dà prova di grande sensibilità e amicizia autorizzandomi a colpire anche senza di lui.

E ora chi diavolo trovo per andare domani? Sarà l’Omonimo! L’ho sentito telefonicamente pochi giorni fa e so che dovrebbe essere disponibile questo fine settimana. Alpinista di grande esperienza su tutti i terreni, l’Omonimo è il socio giusto per portare a casa la salita con ragionevole certezza. Lo chiamo immediatamente e gli mando via mail la foto della cascata. Mi risponde laconicamente “uau” e il “combino” è fatto, sempre che… già, la meteo! Continuano a prevedere nevicate abbondanti allertando la protezione civile. La vicenda si complica, bisogna colpire al più presto, ma pure senza farsi sommergere da una valanga di dimensioni epocali. Sono euforico ed eccitato, non riesco a pensare ad altro, ormai mi concentro solamente su siti meteo e webcam. Per fortuna le infauste previsioni non si concretizzano

Sabato 5 gennaio 2008. Una breve corsa da Torino e giungiamo al Pian del Colle. Nonostante i timori della vigilia pare proprio che non ci siano altri pretendenti alla cascata. Poiché non c’è pressione competitiva, ci avviamo con passo tranquillo, ciaspole ai piedi, chiacchierando amabilmente mentre ci godiamo la bellezza di questa serena mattinata invernale in un bucolico cantuccio alpino che non conoscevamo.

Raggiunta la cascata, una veloce vestizione e poi via con la gioia di percorrere una nuova linea. Bellissima la goulotte della seconda lunghezza, che sbuca in un curioso anfiteatro roccioso che pare sbarrare il passo. Scopriamo un passaggio sulla sinistra, un facile tiretto che aggira la balza rocciosa e immette nel canale sovrastante. Continuiamo per un tratto alla ricerca di un’eventuale prosecuzione del flusso ghiacciato. In alto, 200m sopra di noi, notiamo effettivamente ancora un salto, ma pare verosimilmente poco significativo e comunque è bene non tirare troppo la corda: siamo con la neve fin quasi alla cintola e il pendio potrebbe partire sotto i nostri piedi. Torniamo dunque sui nostri passi e poi, con tre doppie, alla base della cascata.

L’Inattesa Sorpresa di Federico ci ha regalato il piacere di un’inattesa esplorazione alle porte di casa.

Massimo Bazzetta

SCHEDA: Inattesa Sorpresa, Bardonecchia

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