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Photo by arch. M. Sanguineti

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Kandersteg, l’ice festival, le cascate di ghiaccio, le gare

09.01.2008 di Marcello Sanguineti

Marcello Sanguineti e l’ottava edizione dell’Ice Climbing Festival di Kandersteg (Alpi Bernesi).

Dal 4 al 06 gennaio 2008 nella svizzera Kandersteg si è svolta l’VIII edizione del tradizionale Ice Climbing Festival. Un momento d’incontro che ha visto la partecipazione di 500 ghiacciatori provenienti non solo da tutta Europa ma anche dagli Stati Uniti, dal Canada e dall'Australia.

Come sempre oltre alle salite sulle (splendide) cascate di questa mecca dell’ice climbing, il meeting prevedeva anche vari incontri con gli alpinisti (si sono potuti vedere audiovisi proposti da Marko Prezelje e Robert Steiner) e workshop di grandi ice climbers come i fratelli Anthamatten, Markus Bendler, Albert Leichtfried, Ines Papert, Dale Remsberg, Rich Marshall, Petra e Jack Müller.

Inoltre, s’è tenuta una competizione di dry tooling che, sui tracciati proposti da Thomas Steinbrugger e Kurt Aster, ha visto 85 atleti in gara e la vittoria dell'austriaco Markus Bendler e della svizzera Petra Müller, davanti rispettivamente all’austriaco Patrik Aufdenblatten e alla tedesca Ines Papert (2° posto) e all'altro austriaco Albert Leichtfried all'altra svizzera Felicitas Feller (3° posto).

Ecco come il “nostro inviato” Marcello Sanguinati tra una cascata e l’altra ha vissuto queste giornate svizzere all’insegna di tutto ciò che fa ice climbing.


Kandersteg ice, non c’è che l’imbarazzo della scelta
di Marcello Sanguineti

Il vento caldo proveniente dal versante Sud delle Alpi, previsto per i primi giorni di gennaio nella regione del Trient e nella Val de Bagnes, mi convince a lasciare all'inizio dell'anno il Vallese, dove avevo trascorso gli ultimi giorni di dicembre, per cercar fortuna e ghiaccio migliore nella più fredda Kandersteg. Eccomi quindi "imbarcato" con l'auto, insieme a Battista, Maurizio e Luca, appena arrivati dalla Val Varaita, sull'ultimo trenino che da Goppenstein si fa strada nel cuore della Svizzera, fino alle Alpi Bernesi...

Arriviamo a Kandersteg poco prima delle 11 di sera, il che ci lascia solo immaginare i mostri di ghiaccio che circondano quello stupendo villaggio di montagna. A differenza di quanto accade nella maggior parte delle località turistiche "di grido" del versante italiano delle Alpi, nelle quali è difficile trovare sistemazioni economiche, Kandersteg offre ai cascatisti varie possibilità di alloggio a prezzi più che accessibili, molto confortevoli ed ottimamente organizzate (servizio pasti, internet, lavanderia, locale deposito materiale,...)

La mattina del 3 gennaio ci vede spalancare gli occhi increduli di fronte alla successione di muri e candele di Oeschiwald, il classico settore che si affaccia su Kandersteg. Non c'è che l'imbarazzo della scelta! Iniziamo su Arborium, un 5- fatto apposta per scaldare le braccia, per passare poi sulla seconda parte di Pingu, un 5+ che offre un paio di atletici passaggi su strutture molto lavorate.

Soddisfatti di questa prima giornata, la sera pensiamo alle cascate degli altri settori: Breitwandflue, Mitholz, Oeschinensee, Staubbach, Almenalpfälle, Stock, Ueshinen, Gasterntal... una vera orgia di ghiaccio ci attende per i prossimi giorni.

L'indomani mattina, purtroppo, le temperature sono aumentate sensibilmente: anche a Kandersteg è arrivato il vento caldo, seppure con effetti più blandi che nel Vallese. Quanto basta, comunque, per farci abbandonare i progetti che avevamo fatto osservando le esteticissime e fragili strutture di grado "water ice 6", sulle quali il giorno prima avevamo disegnato con lo sguardo le linee di salita.

Il simpaticissimo Markus Zurbrügg, anima dell' "Alpine Center", ci mette volentieri a disposizione la sua miniera di informazioni e si merita la bottiglia di buon vino italiano che gli posiamo vicino alla cassa. Ci suggerisce il settore di Blausee, di solito caratterizzato da temperature più basse. Un paio d'ore più tardi, eccoci allora su un'esteticissima candela di 5+ di quella zona, una struttura tanto ardita da stupirci per il fatto che non abbia un nome: è infatti recensita come "Namelos": senza nome, appunto. Mentre scaliamo, lo sguardo corre spesso sulle lunghe colate della Breitwandflue e, in particolare, sull'incredibile Crack Baby.

Durante i due giorni successivi, le temperature piuttosto elevate ci fanno rinunciare ad alcune linee molto accattivanti del settore Staubbach, ma non ci impediscono di darci da fare sui muri e le candele degli angoli di Oeschiwald più freddi e al riparo dalla caduta di ghiaccio dalle frange soprastanti (una per tutte, l'ardita Rattenpissoir/Groll).

Le serate trascorrono fra le gare dell'ottava edizione dell'Ice Climbing Festival di Kandersteg (http://www.ready2climb.com) e gli audiovisivi di Marko Prezelje e Robert Steiner.

Il festival ha riunito circa 500 ghiacciatori dall'Europa, dagli Stati Uniti, dal Canada e dall'Australia. Ha visto la partecipazione alle gare da parte di 85 atleti, con workshop tenuti da top climbers del calibro di Simon e Samuel Anthamatten, Markus Bendler, Albert Leichtfried, Petra e Jack Müller, Ines Papert, Dale Remsberg e Rich Marshall.

La competizione di drytooling, sui quattro itinerari tracciati da Thomas Steinbrugger e Kurt Astner, è culminata con le finali del sabato sera: quella maschile, vinta dall'austriaco Markus Bendler, davanti allo svizzero Patrik Aufdenblatten e all'altro austriaco Albert Leichtfried, e quella femminile, che ha visto sul podio la svizzera Petra Müller, davanti alla tedesca Ines Papert e all'altra svizzera Felicitas Feller.

Marcello Sanguineti

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