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Herbert Klammer in Fly in the Wind M10 (Grotta di Landro)
Photo by Florian Riegler
Barbara Zwerger in Mix isch Fix M10+ (Grotta di Landro)
Photo by Florian Riegler
Herbert Klammer in Fly in the Wind M10 (Grotta di Landro)
Photo by arch. Florian Riegler
Angelika in Stille Erinnerungen M8+ (Grotta di Landro)
Photo by Florian Riegler

Un week-end tra dry e misto

08.01.2008 di Barbara Zwerger

Tra Veneto e Val Pusteria, Angelika Rainer, Florian Riegler, Barbara Zwerger ed Herbert Klammer in un classico fine settimana di scalata con picche e ramponi, pensando anche all’imminente Coppa del mondo di ghiaccio. Il tutto presentato da Barbara Zwerger, autrice nel tour del suo primo M10+ flash su Mix isch fix a Landro.

Tre giorni di Dry e Misto
con Angelika Rainer, Florian Riegler ed Herbert Klammer
di Barbara Zwerger

Mercoledì vado a scalare con Florian (Riegler) a Campitello nella Grotta a Pian. Andando a casa pianifichiamo il weekend. Facciamo presto a buttare giù il piano di battaglia… e della partita è anche Angelica Rainer… Partenza venerdì mattina, prima tappa il Veneto, dove andiamo a visitare una Grotta (molto strapiombante ed allenante), allestita da un nostro amico. Herbert (Klammer) ci raggiunge direttamente sul posto, dove incontriamo anche l’instancabile Bubu. Ci diamo dentro tutto il giorno e all’imbrunire torniamo al furgone di Florian. Dopo ci concediamo una varietà di ottime paste nella pasticceria del posto dividendocele per assaggiarle tutte. Siamo troppo golosi!

Da lì Florian, Angelika ed io ci spostiamo a Landro, mentre Herbert rientra a casa sua a Luttago in Val Pusteria. Rimaniamo d’accordo per il giorno dopo. La serata scorre piacevole al calore del riscaldamento autonomo del furgone, tra una pasta (ottimamente condita) e i discorsi sull’imminente Coppa del mondo di ghiaccio conditi a loro volta dagli aneddoti dell’anno precedente in cui spesso ricorrono le spiegazioni dei giudici: “this is allowed, this is not allowed, with this you are out, with this you are in…” (Questo è consentito, ciò non è consentito, con questo si è fuori, con questo siete in...).

La mattina ci alziamo e tutto è avvolto di bianco. Ci prepariamo una consistente colazione ma ci accorgiamo che il pane non basta. Così ordiniamo per sms a Herbert la spesa… A mattina inoltrata arriva Hebbo (Herbert) e dopo il cappuccino d’ordinanza ci avviamo verso la grotta. Il canale finale è ghiacciato e ci vuole un po’ di prudenza per arrivarci sani e salvi. Appena il tempo di preparare il materiale e già il nostro insider Herbert parte sul tiro più facile della grotta, Stille Erinnerungen M8+. Seguono Florian, poi Angelika.

La temperatura è abbastanza mite, ma stando ferma così a lungo sento un po’ di freddo e non vedo l’ora di partire su questa via che sembra molto bella. Mentre Angelika termina la sua salita, mi preparo. Hebbo mi fa sicura e mi aiuta con consigli utili a risolvere la via che segue una lunga fessura, parzialmente ghiacciata e termina nella volta dopo un breve traverso nel tetto. Nel frattempo arrivano in grotta anche Mox (Massimo da Pozzo), Helmut di Sesto, Christoph Hainz e Roger Schäli: mica male come gruppo!

Hebbo “fa un giro” su Mix isch fix e dopo di lui parte Florian che la risolve in stile Flash. Anche Angelika fa un tentativo, ma in una sequenza leggermente friabile non riesce a trovare la soluzione giusta per risolvere il tiro. E’ il mio turno. Sinceramente non so neanche che grado sia, ma parto con Herbert che mi fa di sicura e mi suggerisce le prese che devo andare a cercare. La prima parte va via abbastanza tranquilla. Poi ci sono alcuni allunghi e non sempre riesco a capire bene cosa andare a prendere, alcune prese che tengo sono un po’ a rischio, ma oggi è il mio giorno fortunato: una volta rimango appesa ad una sola picca, le gambe nel vuoto, ma riesco a riprendere il controllo.

Arrivo all’ultimo spit, dopo il lungo traverso nella volta, ed Herbert cerca di spiegarmi dove andare. Prendo una grande lista, poi faccio un “Yaniro” per arrivare ad una lista lontana, riposo e cerco di recuperare un po’ di forze, poi ancora una lista buona, non vedo più l’ultimo ancoraggio sotto di me e gli avambracci sono d’acciaio. Herbert da sotto mi spiega che più sopra c’è un ultimo buco buono, ma quello che prendo è una cosa abbastanza precaria… prudentemente mi tiro su e vedo il buco consigliato, ci metto l’altra picca, cambio mano e con le ultime forze giungo alla catena, che moschetto a fatica. Mi sento soddisfatta per essere riuscita a dare il massimo. Herbert mi cala, i “ragazzi” e Angelika mi fanno i complimenti. Dopo essermi ripresa chiedo il grado e rimango sorpresa: ho appena fatto il mio primo M10+ Flash.

Poi, Herbert e Florian si spostano nella parte destra della Grotta, dove si trova Fly in the Wind M10. Herbert parte per primo, poi segue Florian che scala ancora una volta egregiamente e “flasha” anche questo tiro. E’ proprio in gran forma! Angelika ed io facciamo ancora qualche giro su Stille Erinnerungen, poi inizia a far buio e mentre alcuni tornano giù a piedi, Angelika, Hebbo ed io ci caliamo in doppia dalla grotta. A Dobbiacco ci troviamo con Hebbo, Roger e Hainz per festeggiare insieme la giornata di ieri e di oggi. Dopodiché Angelika, Florian ed io ci spostiamo verso Monguelfo, dove vogliamo scalare il giorno seguente sulla struttura artificiale.

Ultimo giorno, sinceramente mi sento un po’ piegata dopo due giorni di fatica, ma scalo ugualmente. Iniziamo sui panelli di dry in leggero strapiombo. Florian parte per primo e mette le coppie. Scaliamo tre volte su quella parte della struttura in alternanza, cercando di cambiare la sequenze delle prese e facendo movimenti sempre più lunghi. Poi, sempre in vista delle gare, passiamo ad un tronco perché vogliamo esercitarci anche a battere le picche nel legno. Faccio un giro da due, non sono più tanto concentrata e mi esce un picca dal tronco. In gara un errore così potrebbe costare caro…

Continuo, ma dopo questo tiro decido di ritornare alla macchina, ho troppa fame e sono stanca. L’età si fa sentire… ;-) I “giovani”, invece, rimangono e si allenano ancora un po’, poi mi raggiungono. Ormai è tempo di tornare a casa, siamo stanchi ma felici di aver “semplicemente” arrampicato assieme.

Barbara Zwerger

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