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Life is Lilac - Shipton Spire, Trango, Pakistan.
Photo by Silvia Vidal
Life is Lilac - Shipton Spire, Trango, Pakistan.
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Life is Lilac - Shipton Spire, Trango, Pakistan
Photo by Silvia Vidal
Life is Lilac - Shipton Spire, Trango, Pakistan
Photo by Sílvia Vidal
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Silvia Vidal sullo Shipton Spire, Trango, Pakistan

23.11.2007 di Planetmountain

A luglio Sílvia Vidal ha salito in solitaria "Life is Lilac" (A4+, 6a, 870m) nuova via sul pilastro NE del Shipton Spire, Trango, Pakistan

A luglio inoltrato la 37enne Sílvia Vidal, una delle "big wallers" più famose, ha salito in solitaria la sua nuova "Life is Lilac" sul pilastro NE del Shipton Spire, nelle Torri del Trango, Pakistan. Per creare la sua nuova linea, di 870m che corre vicino a "Prisoners of the Shipton", la catalana è rimasta 21 giorni in parete.

“La vita è lilla” termina non in cima ma ad una sella a circa 5700m dove raggiunge la famosa Ship of Fools (VI 5.11 A2 WI6, 1300 m, Jared Ogden e Mark Synnot) e viene gradata con un impressionante A4+, 6a. Riportiamo il report dell'esperienza che ha segnato la prima volta di Sílvia Vidal nella zona del Trango. Ma segnaliamo anche, per chi non conoscesse la catalana, il suo (“pesante”) curriculum alpinistico.


Life is Lilac - Shipton Spire, Trango, Pakistan
di Sílvia Vidal

"Quando sono arrivata al Campo Base dello Shipton non avevo nessuna idea di che cosa avrei salito. Avevo due opzioni: ripetere "Baltese Falcon" oppure salire una nuova via sul pilastro NE, fino al punto dove "Ship of Fools" affronta la prua. Ho scelto la seconda ipotesi perché, arrampicando in solitaria, mi sembrava più sicura e anche4 migliore per il recupero degli haulbags.

Sono andata in Pakistan con tre amici. Volevano salire qualcosa di nuovo a destra di "Baltese Falcon" ma uno di loro è stato colpito da un sasso e quindi hanno deciso di tornare a casa. Una decisione che ho scoperto solo dopo i miei 21 giorni in parete: solo quando sono scesa al Campo Base dove mi aspetta la mia guida, il cuoco e un bel appunto scritto. Siccome non avevo né una radio né un telefono non avrebbero potuto farmi sapere in altri modi che stavano tornando a casa…

Già dal primo giorno del mio arrivo al Campo Base sono subito partita assieme a 5 portatori verso il ghiacciaio, fino al punto più alto che si poteva raggiungere senza ramponi, a circa 2 ore da Campo Base, dove ho montato la tenda del mio campo base avanzato (4450m). Dopo un giorno al Base, passato guardando la parete e scegliendo la linea di salita, è iniziato il lavoro di trasporto del materiale. Ho impiegato circa 2.30 ad ogni carico e in 8 giorni ho portato tutto il materiale alla base della parete e ho fissato le corde fisse sui primi 200m di via. Poi, dopo un giorno di riposo, la mattina successiva sono ripartita e sono tornata in parete per recuperare due grandi sacchi fino alla terza sosta, dove ho creato il mio primo bivacco.

Durante i 21 giorni in parete ho sofferto per il tempo abbastanza brutto: ha nevicato per 12 giorni in totale. Il risultato è che sono salita ogni giorno finché le miei mani e la mia testa mi costringevano allo stop, tranne un giorno intero sul mio portaledge bloccata dal maltempo. Ho speso così tante ore nei bivacchi durante le tempeste che ad un certo tempo ho tentato di capire di che colore è la vita. E per me, in quel momento, era di color lilla. Ed è così che ho pensato al nome della via: Life is lilac. Perché no?

Le discese in corde doppie sono risultate molto difficili a causa degli haulbags. Il materiale era molto pesante, ma c'erano anche alcuni traversi e non riuscivo a spostare gli haulbag alla sosta successiva. Io peso soltanto 47kg, e forse anche un pò di meno durante la spedizione.

Volevo scendere dalla via il 29 luglio ma non sono riuscita ad arrivare a terra e ho trascorso la notte a metà di una doppia, su una cengia molto brutta, senza portaledge, con poca acqua e senza cibo. Il giorno dopo, per fortuna, sono arrivata a terra. Durante una delle prime doppie si è bloccata la corda è dopo un’ora di tentativi l'ho tagliata. So che è come lasciare spazzatura in parete, ma veramente non potevo fare altrimenti. Mi era già successo in altri occasioni ed ero risalita per recuperare la corda. Ma qui non c'erano altre opzioni, era la mia unica corda dinamica. La discesa in doppia segue la via di salita, e ho lasciato almeno uno spit da 8mm ad ogni sosta, tranne la prima.

Ho vissuto in parete dal 10 al 30 luglio, dopo un paio di giorni impiegati a fissare l'inizio della via. La via termina a circa 5300m, è lunga circa 870m e l’ho gradata A4+, 6a. Ho fatto fatica a liberare i tiri con protezione naturale soprattutto perché avevo troppo peso, per il freddo e perché il Soloist non scivolava bene per salire in libera. Ho tentato un pò ma...

Sulla parte bassa della via non c'è nessuna linea naturale: è solo artificiale difficile. Uno dei tiri è gradato A4+, e forse un è anche un po’ di più, chissà? La via inizia sulla parete NE, nel mezzo alcuni tiri vanno sulla parete NO, per poi ritornare sulla parete NE. L'ultima sosta è in comune con Prisoners of the Shipton.

Dopo la mia cima sono scesa e ho iniziato a portare giù tutto il materiale perché il giorno dopo arrivavano i portatori al campo base avanzato. Quello che avevo portato su in 8 giorni l’ho riportato giù in un solo giorno. Pazzesco!"

Life is Lilac
Shipton Spire, Trango, Pakistan
Prima salita: Silvia Vidal
Grado: A4+, 6a t circa 5000m
Arrivo a Islamabad 21 giugno.
Arrivo a Base Camp 30 giugno.
ABC; portare materiale e fissare la via, dal 2-8 luglio.
In parete: 10-30 luglio (21 giorni).
Portare il materiale giù a CBA: 31 luglio.
Ritorno da CB a Barcelona: 1-8 agosto.

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