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Marco Farina sull'undicesimo tiro di Monster
Photo by Matteo Giglio
Monster dall'alto del bellissimo quarto tiro
Photo by Marco Farina
alla base della Becca di Verconey
Photo by Matteo Giglio
PORTFOLIO / gallery Slide Show

Valgrisenche, proposte per l’arrampicata

11.10.2007 di Matteo Giglio

Matteo Giglio presenta tre nuove vie multi-pitch e una falesia che sono andate ad impreziosire il “campo di gioco” della Valgrisenche.

Negli ultimi due anni, la Valgrisenche (Valle d’Aosta) è stata interessata da un’interessante ventata di novità per quanto riguarda l’arrampicata. Già conosciuta ed apprezzata per le sue belle falesie (Gare, Miollet, Reverse, Obliquo…), la Valle si impreziosisce ora di tre nuove vie multi-pitch aperte dalla guida alpina Matteo Giglio e di una bella falesia attrezzata da Salvatore Gagliano e soci. Ma andiamo con ordine.

Valgrisenche: le novità per l’arrampicata
di Matteo Giglio

Falesia “Vieux Quartier”
E’ sempre stata lì, a due passi dalla ferrata Bethaz-Bovard e lungo il bellissimo sentiero che da Valgrisenche conduce al nuovo Rifugio degli Angeli (ex Scavarda). Ma nessuno ci aveva mai pensato. Ora, grazie all’impegno di Salvatore Gagliano e dei suoi amici sono nati poco meno di trenta monotiri, attrezzati impeccabilmente con materiale inox Raumer. La roccia è il solito gneiss della Valgrisenche, ben provvisto di tacche nette, che impone una scalata generalmente tecnica. Le difficoltà spaziano dal 5 all’8a, con qualche progetto più impegnativo ancora da liberare.
Lo schizzo allegato (realizzato sulla base di un disegno di Massimo Bal) è provvisorio. Per vedere il topo definitivo, occorrerà aspettare l’uscita dell’aggiornamento della guida “Mani Nude” (Martini Multimedia Edizioni – www.inalto.com).
Accesso: dal capoluogo di Valgrisenche, seguire il comodo sentiero a tornanti che sale verso il nuovo rifugio degli Angeli. Dopo circa una ventina di minuti, si transita sotto la bella barra rocciosa della falesia. Salendo, si incontrano prima cinque monotiri facili, su una placca appoggiata; per raggiungere la falesia principale occorre camminare ancora 5 minuti.

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Planaval – Vie “La fête du village” e “Le sanglier”
La pulce nell’orecchio mi è stata messa dal local Alexis Vallet che aveva intravisto una possibile via di salita lungo la bastionata rocciosa proprio a ridosso di casa sua, a Planaval. Un binocolo e una buona dose di fortuna hanno fatto il resto… Sì, perché vista da sotto la parete non prometteva nulla di buono! Invece la qualità della roccia è stata una vera rivelazione. Di fatto, nel giorno della festa patronale del villaggio di Planaval (20/08/2006), è nata “La fête du village” (200 m, 6a+ max, 5c obbl.). Grazie all’omogeneità della via, allo scenario in cui si colloca e alle difficoltà abbordabili la via è già stata ripetuta ed apprezzata da molte cordate.
Sull’onda del successo della prima via, è stato più che naturale provare a salire sui muri verticali a sinistra… appena di fianco al cascatone di Planaval. E anche questa volta il risultato è stato positivo: “Le sanglier” (170 m, 6b+ max, 6a obbl.). A detta dei ripetitori quest’ultimo itinerario risulta ancora più bello della prima via, sicuramente più continuo nelle difficoltà e di soddisfazione. Per le info tecniche, vedi topo.
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Contrafforte ovest della Becca di Verconey – Via “Monster”
Diversa è la storia per “Monster”, sul contrafforte occidentale della Becca di Verconey. La nascita di questa via è stata piuttosto travagliata, per vari motivi. La complessa conformazione della parete ha senz’altro contribuito a rendere l’apertura dal basso un vero e proprio rebus. Tratti con roccia molto compatta si alternano a zone più fratturate: la sfida è stata quindi quella di riuscire a tracciare una linea di salita che fosse più sana ed elegante possibile. Il risultato è una via di dodici lunghezze con andamento leggermente obliquo che si articola su roccia da buona a ottima, con solo qualche metro fragile: qui la chiodatura risulta ravvicinata, per non compromettere la sicurezza di progressione. Laddove invece si trovano muri compatti, gli spit possono risultare un poco distanziati con un passo obbligatorio piuttosto severo al decimo tiro. Per le info tecniche, vedi topo.
Al di là delle considerazioni tecniche, vale la pena sottolineare come la via si svolga in un angolo molto selvaggio della Valgrisenche, a circa 2600 metri di quota su un versante poco battuto dalle masse. Ideale nei pomeriggi autunnali, quando la parete rimane illuminata dal sole fino a tardi.
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Info
Matteo Giglio, guida alpina
+39 349 8669772
www.matteogiglio.com
Support: Montura, Grivel, Edelweiss, Scarpa

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