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Il 26 e 27 maggio a Gandino (BG) si svolgerà la seconda prova della Coppa Italia di Boulder abbinata alla prima tappa della Coppa Italia di Dry tooling. L’evento è patrocinato dalla Federazione di Arrampicata Sportiva Italiana.
Photo by arch. Koren
Boulder Park Gandino
Photo by arch. Koren
Boulder Park Gandino
Photo by arch. Koren
Boulder Park Gandino
Photo by arch. Koren
INFO / links & info:
    UFFICIALI DI GARA
    Presidente di Giuria: Clara Cristaudo
    Giudici di gara: Stefan Bortoli
    Tracciatori: Enrico Baistrocchi, Loris Manzana
    Direttore di gara: Davide Rottigni. Per info: 3389218530
    Elaboratore dati: Stefan Bortoli
    Organizzazione: ASD Gruppo Koren, info@koren.it

    PROGRAMMA COPPA ITALIA BOULDER
    sabato 26 maggio 2007
    h 12,00 - Drink di benvenuto
    h 12,30 - Apertura iscrizioni,consegna pettorali e pacco gara
    h 13,30 - Chiusura isolamento (maschile e femminile)
    h 14,30 - Inizio qualifiche (maschile e femminile) su 5 blocchi
    h 18,00 - Termine qualifiche
    h 19,45 - Chiusura Isolamento finalisti
    h 20,45 - Inizio finale (maschile e femminile) su 4 blocchi
    h 22,15 - Premiazioni e Festa!

    PROGRAMMA COPPA ITALIA DRY TOOLING
    domenica 27 maggio 2007
    h 09,30 Apertura iscrizioni, consegna pettorali e pacco gara
    h 10,30 Chiusura iscrizioni
    h 11,00 Inizio qualifiche su 4 itinerari
    h 15,30 Finali
    h 17,00 Premiazioni
    Preiscrizioni obbligatorie presso info@koren.it (Costo iscrizione: 15 euro)
    Per informazioni: Marco Servalli - tel 3478784514
    Le vie verranno salite tutte da secondi e con ramponi.


    www.koren.it
    www.icepassion.org
    www.federclimb.it

Coppa Italia Boulder e Dry Tooling a Gandino (BG)

23.05.2007 di Nicola Noè

Il 26 e 27 maggio a Gandino (BG) si svolgerà la seconda prova della Coppa Italia di Boulder abbinata alla seconda tappa della Coppa Italia di Dry tooling. L’evento è patrocinato dalla Federazione di Arrampicata Sportiva Italiana.

Come succede da tre anni a questa parte, sabato prossimo a Gandino torna di scena il grande Boulder tricolore con la seconda tappa della Coppa Italia Boulder in collaborazione con Icepassion. Inoltre domenica si disputerà anche la seconda prova della Coppa Italia di Dry Tooling.

Come sempre, il teatro di gara sarà costituito, ancora una volta, dalle liscissime pareti del Boulder Park, ovvero quelle dell’enorme parcheggio trasformato per l'occasione dal gruppo Koren in un inconsueto palazzetto dello sport.


3 anni di storia di una Coppa Italia inventata in un parcheggio!
di Davide Rottigni

Boulder parking nasce da un'idea,come tante che affollano la mente di un climber, come ad esempio il fantasticare sulla salita di qualche campanile , tracciare linee su pareti lontane o ipotizzare la fattibilità di qualche masso.

La prima edizione del 2004 , ha successo e si dimenticano le centinaia di ore passate a trivellare il cemento, a chiedere permessi e a ricercare sponsor. Le spese finali risulteranno il triplo di quelle previste , ma con la solita fortuna dei principianti , anche le entrate, permettendo una manifestazione bella e soprattutto attenta all'accoglienza dei climber. Ci siamo semplicemente messi nei panni di chi deve compiere centinaia di km per raggiungere … un parcheggio!
Il programma prevedeva la finale femminile il Sabato sera, proprio per dare più importanza alle donne relegate di solito alla Domenica mattina a gareggiare da sole o quasi: ovviamente questa decisione era supportata dai pareri delle dirette interessate, raccolte alle gare amatoriali di boulder durante l'inverno.

Avevamo sottovalutato le previsioni meteo: più che pessime, in effetti quasi un tornado. Magicamente la copertura che avevamo previsto (in effetti il park non è completamente coperto) regge e la gara si svolge regolarmente, tra gli appluasi di un pubblico molto numeroso e attento.
Vince la De Grandi, chiudendo un blocco con varie lolotte al limite dello strappo tendineo. Al secondo posto Giò Pozzoli ora un pò distante dalle gare.

Per i finalisti avevamo previsto il pernottamento in un rifugio , sulle montagne sopra Gandino , con trasporto in fuoristrada. Molto apprezzato per l'originalità del "ritiro", anche se qualcuno è riuscito ad imbucarsi in una festa alcolica che si teneva nei paraggi.
LA domenica vince la finale Caminati, su Lavanna ( che si è sciroppato con Laura Aloi l'intera penisola per venire a Gandino) e Gippo , mai sceso dal podio di Gandino.

Passano alcuni mesi e già si pensa al futuro: visto il positivo esordio e l'entusiasmo ancora presente si pensa di organizzare qualcosa in più , tra cui alcune serate, tra le quali il mitico Manolo e l'ingresso del dry Tooling, che riscuote un grande successo soprattutto nel pubblico, "perso " nel guardare ramponi, incastri , picche e Janiro. Debutta il nuovo servizio di" catering" o quasi , grazie ad un gruppo che ci aiuta nell'accoglienza atleti e di conseguenza dvd in area isolamento, caffè espresso e nutrito buffet.
Venendo alla gara, vince Lisa Benetti nel femminile, l'unica a risolvere uno strano blocco verticale nel mare di cemento oltre i 45gradi. Resta irrisolto un difficile passaggio molto fisico del "cappello della strega". Infatti si doveva in qualche modo tenere questo sfuggente volume creato dal tracciatore-costruttore Loris Manzana. Stavolta la meteo è clemente e ci permette di svolgere tutto in serenità, anche la domenica, dove emerge nella finale maschile Lucas Preti , l'unico a risolvere un
pannellone inclinato "solo" 20 gradi. Sul podio ancora Caminati e Giupponi.
Bene anche il turno del dry tooling, novità assoluta nel 2005, con una bella e fantasiosa tracciatura di Mario Prinoth.

Dopo due edizioni e un pò di materiale gara accumulato nel magazzino, ci sentiamo dolcemente condannati a Boulder parking 3, ed è per questo che prepariamo durante l'inverno alcuni volumi giganti in vetroresina per cercare di variare al massimo le geometrie standard. Il risultato: 11
blocchi in linea, praticamente saturato la spazio del park. Questa idea era anche in relazione alle nuove regole che prevedevano una finale in contemporanea maschi e femmine...come nei mondiali. Peccato che anche in coppa del mondo, le strutture sono quasi sempre da 6 blocchi e la finale è quasi sempre spezzettata.
Anche questa edizione funziona bene, con ancora più pubblico, richiamato anche dai servizi sui media locali che ci dedicano sempre più spazio, dai siti web che pubblicano sempre i nostri comunicati, ma anche dagli striscioni (abusivi ovviamente) in concorrenza con i classici auguri
matrinoniali scritti a bomboletta o alle feste di paese.
Variazione nel team di tracciatura non più la premiata ditta Manzarocchi (Manzana e Baistrocchi) ma la Nardirocchi che fa il suo lavoro egregiamente. Molto positiva la nuova finale in contemporanea, con magliette apposite con scritto a caratteroni "Finale " tipo la tramissione di "Amici ". Per il pubblico è molto più immediato capire chi sale più alto , se poi chiude
l'ultimo blocco fino ad ora irrisolto all'ultimo minuto , come Stefania De Grandi che va a bissare il piazzamento del 2004 … allora è un boato!
Da sottolineare l'entrata delle giovanissime triestine dell'Olympic Rock e della tensione nella gara Maschile che decide all'ultimo il vincitore: Lucas Preti ,che precede di un soffio Moroni ed il mitico Gippo , sempre sul podio. Il nostro Albertaccia MIlani , buonquinto posto.


Intervista al tracciatore Enrico Baistrocchi
di Nicola Noè

Quante volte hai tracciato a Gandino e con chi?
Ho avuto la fortuna, grazie all’interessamento di Davide Rottigni, di tracciare tutte le tappe di Coppa Italia a Gandino. Dopo un primo sopralluogo nell’inverno 2004 in cui diedi un parere più che positivo su questo “anomalo” ma estremamente affascinante campo di gara, ho tracciato le tre precedenti edizioni in compagnia di 2 riferimenti assoluti come Loris ( Manzana, ndr ) e Mar-Zio ( Nardi, ndr ).

Cosa comporta tracciare una gara di Coppa Italia in un Boulderpark?
Il campo di gara è anomalo dal punto di vista della location ma in assoluto penso che pochi luoghi all’aperto possano consentire un così regolare svolgimento di gara: infatti la meteo è assolutamente ininfluente dato che la pioggia ed il sole non arrivano mai sulle pareti di gara ed inoltre la presenza del pubblico è garantita, oltre che dallo spettacolo, dal punto di passaggio in cui si trova il parcheggio.

Che stile di gara propongono i profili di Gandino?
Il profilo originale è sostanzialmente una “tabella” a 60° che parte a circa 2 metri da terra e raggiunge circa i 5 metri dopo un cambio di inclinazione a 45°.
In realtà nel corso degli anni grazie all’ottima capacità organizzativa dei Koren i profili sono sempre stati assolutamente diversi e variegati con sicuramente un denominatore comune: la tenenza.

La prestazione che più ti ha impressionato nelle precedenti edizioni
In questi anni in assoluto Lucas Preti ha mostrato grandissimo feeling con le inclinazioni della struttura come d’altronde il vecchio “leone” Gippo ( Luca Giupponi, ndr), sempre sul podio!
Senza dimenticare qualche prestazione da “angelo senza peso” di Gabri Moroni….

Hai avuto la percezione che qualcosa stia cambiando nel corso delle edizioni?
Diciamo che ormai gli atleti che si presentano a Gandino sanno a che tipo di gara vanno incontro,quindi tendenzialmente arrivano preparati anche se, con le invenzioni dei koren dietro l’angolo, i tracciatori riservano sempre qualche sorpresa.

Il pubblico, gli organizzatori, gli sponsor, l'ospitalità. Cosa c'è di diverso a Gandino?
Penso in assoluto che tutto il merito di questo successo sia l’enorme entusiasmo e capacità organizzativa di Davide ( Rottigni, ndr ); capacità che inoltre trasmette alla grande anche a tutti i suoi ragazzi, i Koren, e alla comunità di Gandino che risponde sempre presente a questa grande festa dell’arrampicata.
Tutto il resto viene di conseguenza: campo gara ed isolamento sempre perfetti, accoglienza e professionalità da parte di tutti coloro che ruotano attorno all’evento e grandi festa sempre e comunque grazie ai vari enti e sponsors.

Per maggiori informazioni www.koren.it
Per contatti:
Ufficio Stampa FASI Lombardia
simonariv@yahoo.com

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