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Jean Pellissier (in coppia con Guido Giacomelli) terzo al traguardo, sulla Cresta del Flambeau.
Photo by Riccardo Selvatico, , Areaphoto.it
Discesa dalla Punta Flambeau
Photo by Marco Spataro
Dal Rutor 2007
Photo by Riccardo Selvatico, Areaphoto.it
Gloriana Pellissier (a capo chino) e Laetitia Roux, vincitrici nella categoria femminile
Photo by Marco Spataro
PORTFOLIO / gallery Slide Show
INFO / links & info:
    CLASSIFICA

    Senior Maschile
    1)
    Brunod Dennis - Reichegger Manfred (CS Esercito) 2.27.35
    2) Gachet Gregory - Perrier Florent (FRA) 2.30.02
    3) Giacomelli Guido - Pellissier Jean (SC Alta Valtellina - SC Cervino Valtournenche) 2.33.30
    4) Sbalby Tony - Trento Denis (FRA - CS Esercito) 2.36.05
    5) Boscacci Graziano - Murada ivan (Pol. Albosaggia) 2.39.09
    6) Bon Mardion William - Meilleur Vincent (FRA) 2.40.36
    7) Piccoli Alessandro - Scanu Mario (US Aldo Moro) 2.46.21
    8) Moriondo Paolo - Mottini Bruno (GS Valtartano - SC Alta Valtellina) 2.46.46
    9) Fazio Alberto - Fazio Fulvio (SC Garessio) 2.49.43
    10) Blanc Philippe - Bonnet Nicolas (FRA) 2.49.50

    Senior Femminile
    1) Pellissier Gloriana - Roux Laetitia (CS Esercito - FRA) 2.51.00
    2) Martinelli Francesca - Pedranzini Roberta (CS Alta Valtellina) 3.11.25
    3) Bourillon Nathalie - Favre Corinne (FRA) 3.18.01
    4) Fabre Valentine - Lathuraz Véronique (FRA) 3.27.14
    5) Besseghini Laura - Nex Christiane (SC Sondalo - SC Corrado Gex) 3.29.37
    6) Clos Corinne - Locatelli Tatiana (SC Saint Nicolas - SC Cervino) 3.39.04
    7) Cuminetti Silvia - Murachelli Micol (GA Altitude - SC Valdigne) 3.49.36
    8) Ferrandoz Marina - Martinale Paola (SC Saint Nicolas - SC Busca) 3.53.22
    9) Gianatti Alessandra - Jeffries Tara (Pol. Albosaggia - SC Cervino) 4.02.25
    10) Meyer Lyndsay - Silitch Nina (USA) 4.08.30


    Vai alle classiche complete


    arch. news Tour Rutor
    www.tourdurutor.com

XIII Tour du Rutor: sci alpinismo da grande corsa

10.04.2007 di Lorenzo Scandroglio

9/04/2007 Arvier, Val d’Aosta: il podio del XIII Tour du Rutor va agli atleti dell’esercito della Scuola Militare Alpina che confermano la loro grande tradizione nella classica gara dello sci alpinismo valdostano.

Fra gli uomini vincono Dennis Brunod e Manfred Reichegger davanti ai francesi, “conquistatori” dell’ultima Pierra Menta, Perrier e Gachet. In campo femminile esce finalmente allo scoperto, dopo una stagione di assenza dalle gare a coppie (per mancanza di una compagna all’altezza), la valdostana Gloriana Pellissier che, con l’emergente transalpina Laetitia Roux, stravince il Routor spiazzando le pur fortissime valtellinesi campionesse del mondo, Roberta Pedranzini e Francesca Martinelli.

Un bilancio molto positivo per gli atleti dell’Esercito Italiano evidenziato dal fatto che i due azzurri e la Pellissier fanno tutti parte del Centro di Addestramento Alpino di Courmayeur. E un segnale in vista del Trofeo Mezzalama che si svolgerà il 29 aprile: tutti i pretendenti al podio sono avvertiti!

Un plauso va anche all’organizzazione impeccabile del Rutor, ai tanti volontari che, dalle cucine del fondovalle ai check point di assistenza in vetta, stanno contribuendo a costruire una vera e propria grande classica: lo testimoniano anche i numeri di una partecipazione sempre più vasta e sempre più internazionale.


LA CORSA DEL RUTOR
tra romanticismo e il lampo del futurismo
di Lorenzo Scandroglio

Il clima a Planaval (1554 m), località di partenza e di arrivo del Tour du Rutor, era da picnic di Pasquetta, con i prati verdi e accoglienti, il cielo blu e un sole caldo da far pensare al mare più che alla neve e agli sport invernali. Così non poteva essere altrimenti: partenza a piedi per i 400 concorrenti, sci calzati dopo una breve sgroppata sui prati e, da lì in poi, grandi salite (per un totale di 2300 metri di dislivello positivo), creste, couloir, e discesone finale di oltre 1800 metri di dilsivello. Ultimo tratto sempre da percorrere a piedi per tagliare il traguardo con gli sci in spalla e la lingua a penzoloni.

Sono stati questi gli ingredienti del 13^ Tour du Rutor, competizione che ormai può a buon diritto essere considerata una delle quattro grandi prove dello scialpinismo mondiale insieme alla francese Pierra Menta (con cui, non a caso, costituisce il Trophée des Alpes), all’elvetica Patrouille des Glaciers e all’altra italiana, il Trofeo Mezzalama.

Partenze scaglionate per le varie categorie, prima i giovani, poi le 15 coppie femminili, infine i senior maschili. Vi lasciamo solo immaginare cosa significhi vedere partire oltre 300 persone con gli sci in spalla e gli scarponi pesanti (per quanto leggeri) ai piedi, vederli inerpicarsi dritti sul prato, sulla massima pendenza, fra i cespugli, con lo scalpiccio sordo delle mandrie e il rintocco caotico causato dall’urto di bastoncini e sci. Più in alto poi, una volta calzati gli sci, quando l’ammasso dei concorrenti si è fluidificato in un lungo serpentone, al presentarsi delle prime inversioni, la fila andava a disegnare una greca zigzagante e formicolante. Uno spettacolo con una sua innegabile estetica, un’immagine a suo modo nuova della montagna, piramide bianca sormontata da una folgore nera di esseri umani.

Roba da scomodare certe categorie dell’arte, non fosse che ai più apparirebbero chiamate in causa a sproposito. Eppure siamo certi di non sbagliare se affermiamo che questa montagna, teatro di un agone tutto sommato nuovo, non ha ancora avuto una rielaborazione culturale e, tanto meno, una sua adeguata rappresentazione. Il romanticismo del Viandante sul mare di nebbia di Kaspar Friedrich (il quadro che rappresenta simbolicamente, nella storia dell’arte, il romanticismo e, in particolare, l’idea romantica della montagna, con il senso della solitudine, del silenzio e di un’indefinita nostalgia) è qui superato e tradito, ma anche l’inno alla velocità dei futuristi (con il suo eccessivo, e limitante, accento apologetico sulla macchina) non coglie l’essenza di questa nuova sintesi tra uomo e natura che è in atto ben al di là delle gare di scialpinismo.

Ma torniamo al Rutor. Una giornata come quella di Pasquetta permetteva finalmente, dopo alcune edizioni a tracciato ridimensionato per motivi metereologici, di proporre il percorso completo, quello duro e puro in cui la componente alpinistica poteva dire la sua culle creste affilate e su certi passaggi delicati e attrezzati con le corde fisse.

All’uscita del couloir che immette sul ghiacciaio del Château Blanc (dopo i primi 1300 metri di salita, a quota 2850 m) le prime tre posizioni erano già appannaggio di coloro che avrebbero poi deciso le sorti di questa edizione del Rutor: i francesi Gachet e Perrier, vincitori della Pierra Menta di quest’anno, i due atleti dell’esercito italiano Dennis Brunod e Manfred Reichegger, gli italiani Guido Giacomelli e Jean Pellissier. Fra le donne Gloriana Pellissier e Laetitia Roux imponevano già il loro ritmo insostenibile per le avversarie. Alla punta Flambeau, archiviata anche la seconda salita di 770 metri, si consumavano gli ultimi tentativi dei francesi di resistere alla falcata di Brunod e Reichegger.

Così al traguardo i due italiani passavano con ben 2’:27” sui trionfatori della Pierra 2007 (che comunque si aggiudicavano il Trophée des Alpes, riconoscimento internazionale che incrocia i risultati della grand epréuve de skialpinisme francese con quelli del Tour du Rutor italiano) e 5’:55” su Giacomelli e Pellissier, probabili compagni al Mezzalama (insieme all’ancora acciaccato Hansjorg Lunger, fermo “ai box” per curare la mano ferita durante una rovinosa caduta alla Pierra Menta). Al quarto posto transitavano sul traguardo di Planaval il transalpino Tony Sbalbi e l’altro azzurro atleta dell’esercito Denis Trento che, a quel che pare, andrà a costituire la cordata di punta al Mezzalama con i due colleghi dell’esercito, i vincitori Brunod e Reichegger.

Anche fra le donne, come fra gli uomini dunque, il Rutor andava a una coppia che non aveva partecipato alla Pierra Menta 2007: la valdostana Gloriana Pellissier e la francese Laetitia Roux che mettevano ben 20 minuti fra loro e le valtellinesi, le campionesse iridate Francesca Martinelli e Roberta Pedranzini. Se però per Brunod e Reichegger si era trattato di una scelta funzionale ai campionati Europei di Morzine che si sarebbero tenuti solo una settimana dopo la Pierra (che, come si sa, consiste in 4 giorni consecutivi di gara e 10.000 metri di dislivello positivo recuperabili a fatica in pochi giorni), per Gloriana è stata la mancanza di una compagna con il suo passo a tenerla lontana, almeno quest’anno, dalle competizioni a coppie.

Poi, finalmente, la rivelazione della francesina Laetitia che, mettendosi in luce agli Europei, consentiva alla Pellissier di giocare la sua carta anche in questo genere di competizioni. Peccato che, al momento, la soluzione non possa arrivare dai vivai nazionali: l’altra coppia italiana di Laura Chiara Besseghini e Christiane Nex, pure meritevole di un plauso, giungeva infatti al quinto posto (terze e quarte chiudevano le coppie francesi Nathalie Bourillon-Corinne Favre e Valentine Fabre-Véronique Lathuraz) con 38’:37” di ritardo sulle prime.
“Da che sono entrata nel Centro di Addestramento Alpino – ci ha confidato la Pellissier – posso allenarmi meglio e con più costanza, il che ha fatto sì che migliorassi anche le mie prestazioni e i miei tempi” con inevitabili effetti collaterali, aggiungiamo noi.

Dimenticavamo: a correre il Rutor c’eravamo anche noi, per Planetmountain. Dietro, ovviamente, per poter controllare meglio quello che succedeva nelle posizioni di testa, osservate all’inizio a vista, poi col binocolo. Che dire? Un tracciato e un ambiente straordinari, l’atmosfera piacevole, l’organizzazione impeccabile, da Marco Camandona a Mauro Lucianaz (rispettivamente “tecnico” di montagna il primo e di apparati informatici il secondo) a Mario Ruggeri, presidente di un grande Sci Club, il Corrado Gex che conta quasi un centinaio di iscritti e che, nel panorama dello scialpinismo da gara, dice sempre la sua. Per non dire di tutte le volontarie e i volontari che fanno girare la macchina e star bene chi viene ad Arvier per vedere o partecipare alla gara.

Lorenzo Scandroglio
lorenzo.scandroglio@tin.it

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