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Albert Leichtfried e Markus Bendler - la cascata Skogarfoss
Photo by Hermann Eber
Audrey Gariepy sale Chocolat Chaud M10
Photo by Rainer Eder
Markus Bedler sale Captain Hook M9+, Kaldakinn
Photo by Hermann Eber
"Chocolat Chaud" M10 prima salita Ines Papert & Audrey Gariepy
Photo by Rainer Eder
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Islanda Ice spedizione - il report

28.03.2007 di Planetmountain

A fine febbraio Albert Leichtfried, Markus Bendler, Ines Papert e Audrey Gariepy sono partiti per l'Islanda per scoprire il ghiaccio dell'Isola, in un viaggio intrapreso nel ricordo del loro compagno e amico Harald Berger, tragicamente scomparso lo scorso dicembre.

Ad aspettare i quattro non c'erano soltanto i fiordi e geyser, ma anche un inverno fredissimo. Arrampicando in due team ben distinti i quattro sono riusciti nella salita di un gran numero di nuove cascate.

Ecco i reports che Albert ed Ines ci hanno fatto del loro viaggio-esplorazione...


Ice climbing expedition - Islanda 2007
di Albert Leichtfried
Il nome stesso – “paese del ghiaccio” – suona a noi arrampicatori molto sospetto. In ogni caso abbastanza sospetto da richiedere un’indagine e ottenere alcune informazioni sulla potenzialità dell'ice climbing in questo paese. Così, con la scorta d’innumerevoli e-mail degli arrampicatori locali, Markus Bendler, Herman Erber ed io – il 20 Febbraio 2007 siamo sbarcati a Reykjavik...

I NOSTRI PROGETTI - UNA VOLTA INTORNO ALL'ISOLA.
Mentre la testa di Herman era piena di differenti soggetti per fare delle belle foto e Markus era occupato a spingere al massimo i 183 cavalli del nostro 4x4, il mio unico interesse era il tempo. Essendo un meteorologo conoscevo benissimo il carattere incerto delle aree a bassa pressione dell'Islanda, e altrettanto bene il ritorno periodico di lunghi periodi di disgelo. Paragonato al nostro inverno nelle Alpi, l’inverno dell’Islanda sembrava essere forte e davvero freddo. Grazie a Dio! Quando arrivammo al primo incontro con i locals nella sede dell’ “Iceland Alpine Club” il termometro segnava meno 2° C. I nostri progetti erano più o meno fissati – volevamo viaggiare attorno all’intera isola e poi fare una sosta al festival dell’arrampicata su ghiaccio a Kaldakinn, che era stato posticipato di una settimana per permettere anche a noi di partecipare e presentare una serata di diapositive. Il nostro interesse principale era indirizzato alla non ancora esplorata Eastfjords. Le previsioni del tempo erano dalla nostra parte per farci ben iniziare – le mappe del tempo promettevano freddo nei giorni successivi. Per abituarci abbiamo iniziato dalla parte occidentale dell’Isola con le vie “Alien Muffin” WI4 e “Dordingull” WI5, salite niente meno che da Guy Lacelle. Soprattutto però dovevamo abituarci al clima dell’Islanda e ai suoi veloci cambiamenti: dal sole alla bufera di neve con colpi di vento fino a 120 km/h.

KALDAKINN – 3 TIRI PER CAPTAIN HOOK
Quando siamo arrivati a Kaldakinn la nostra attenzione è stata catturata dalla parete, lunga molti km e con più di 30 vie di tutti i gradi che sembravano essere in perfette condizioni. Come prima cosa abbiamo salito il classico “Stekkjastaur” WI 5/6. Una cosa veramente incredibile e speciale di Kaldakinn è la possibilità di salire direttamente dalla riva del mare - una sensazione fantastica ed un’avventura indimenticabile. Per ridurre il deficit delle vie di misto in Islanda abbiamo deciso di iniziare il nostro lavoro e abbiamo spittato una via di 3 tiri. L'abbiamo chiamata "Captain Hook", con lo speciale soprannome del nostro amico Hari Berger che abbiamo perso lo scorso Dicembre. "Captain Hook", in onore di Hari, ha una grande quantità di ghiaccio, sequenze delicate sul ghiaccio fragile e movimenti di drytooling - una bella linea con difficoltà fino a M9+.
Dopo un bagno rilassante nella calda laguna nelle acque a 44°C del lago Myvatn, ha inizio la nostra vera avventura: abbiamo provato a scoprire il nuovo potenziale al Eastfjords. Nei primi 3 giorni della nostra ricerca abbiamo trovato una breve ma spettacolare cascata - parzialmente ghiacciata con l'acqua che scorreva giù accanto al ghiaccio. Abbiamo nominata la via "Zoe Harisdottir" - questa ci ricordava la figlia Zoe, cosi piccola e graziosa di Hari e Kirsten.

MI SPOSI? - UNA GIORNATA STRAORDINARIA
A causa della bufera di neve eravamo seduti in un bar e abbiamo ordinato un paio di caffè. Casualmente abbiamo visto una cartolina che mostrava "Hengifoss", una cascata alta 118m. A quel punto ero quasi sicuro che quell'enorme cascata era abbastanza formata da essere salita. In più non avevamo nessun progetto e così abbiamo deciso di dare un'occhiata. Dopo un'ora e mezza di cammino con tempo brutto abbiamo trovato una formazione di ghiaccio assolutamente strana. E l'arrampicata era cosi folle come sembrava. E' stata la cascata assolutamente più folle che abbia mai salito. Ho battezzato la via "Marry me?" - gradandola un buon WI 6+. E non è un caso che le abbia dato questo nome: quando sono tornato in macchina ho spedito un sms a Vroni, la mia fidanzata... Alla fine abbiamo deciso di celebrare il nostro matrimonio, dopo 10 anni di fidanzamento!

EASTSIDE PARADISE - LA SCOPERTA DI UNA NUOVA AREA.
Il giorno dopo "Marry me" abbiamo viaggiato fino al Fiordo successivo e abbiamo fatto centro! Non potevamo credere ai nostri occhi quando abbiamo scoperto una parete lunga 20 Km con innumerevoli linee di ghiaccio una accanto all’altra. Studiate nuovamente le previsioni e scoperto che un periodo di forte disgelo si stava avvicinando, abbiamo dovuto sfruttare al massimo il giorno seguente. Così abbiamo scelto le tre più impressionanti e meravigliose linee arrampicando tutto il giorno con temperature leggermente sopra lo zero. Il risultato sono state tre belle vie: "Sundlaug" WI 4/5, "Albatros" WI 5 (con 180m la seconda cascata più alta dell’Islanda) e "Superbelly" WI 5.

TURISTI PER CASO
Il giorno dopo le temperature erano molto alte, cosi abbiamo messo gli attrezzi da parte e ci siamo mescolati tra i soliti turisti. Abbiamo dato un'occhiata al "Vatnajokull"- il più grande ghiacciaio d’Europa, all'impressionante cascata "Skogarfoss" e poi ci siamo divertiti arrampicando sugli edifici di Reykjavik. Per rispondere alla domanda più frequente di tutti gli islandesi - Vi piace l’islanda? - possiamo solo dire - "Si, l'amiamo!"


Ice climbing expedition - Islanda 2007
di Ines Papert
Abbiamo viaggiato per l’Islanda come un team di 4 persone. Anche se le signore avevano targets differenti da quelli degli uomini, ci siamo spesso incrociati durante il nostro soggiorno. Questo ha significato che abbiamo esplorato differenti aree dell’isola. Il risultato: numerose prime salite fino a M10 e WI6 e un sacco di divertimento mentre scalavamo.

E’ un paese cosi piccolo, solo 102.000 sq Km! E ci sono cosi tanti contrasti qui, proprio uno vicino all'altro! Da una parte: sorgenti termali, terra fumante, vulcani e geyser... gli elementi caldi. E dall'altra: bufere di neve, ghiacciai, e ghiaccio verticale. Tutto questo riempiva il nostro cuore che, pieno di passione per il freddo ghiacco, batteva sempre più forte.

Ho viaggiato con Audrey Gariepy, una ventiseienne canadese, che ho scoperto essere la compagna dei miei sogni. Di lei mi ha colpito non solo la tecnica d'arrampicata ma anche il suo buon umore e i modi irrefrenabili. Non abbiamo mai smesso d divertirci mentre arrampicavamo e anche quando il vento e le condizioni estremamente umide ci mettevano continuamente a dura prova.

Nuove vie fino a WI6+
La nostra avventura è iniziata a Nord nella regione di Kaldakinn, che offre molte linee impegnative d'arrampicata su ghiaccio. Vie molto interessanti sono allineate una vicina all'altra, ed è stata dura per noi scegliere quale salire per prima. Eravamo però attirati soltanto dalle vie più difficili, quelle lasciate intatte dai circa 40 arrampicatori dell’isola.

Questo significava avere a disposizione delle prime salite di un gran numero di vie nuove. La nostra prima via passava attraverso una parete strapiombante con molte candele. Abbiamo dedicato il piacevole risultato, "Wish you were here" WI6+ al nostro amico Hari Berger recentemente scomparso. Il giorno seguente abbiamo fatto altre due (presumibili) prime salite con "Coconut" WI5+ 100m e "Thule" WI5+ 120m; e la sera stessa abbiamo deciso che avevamo bisogno di un progetto serio e rispettabile.

1000m: Il primo tentativo -
Ce la faremo?
Ho sempre avuto una vecchia idea: creare una cascata immaginaria di 1000m, nella quale devi arrampicare cosi tante vie fino a quando si è raggiunta l'altezza di questa cascata solo immaginata. Ho venduto quest’idea ad Audrey senza indugio: immediatamente lei è stata entusiasta di questa linea. Quella sera abbiamo scelto una serie di vie (ognuna tra 80 - 100 metri) che volevamo cominciare a salire già al nascere del giorno. Sfortunatamente, sebbene le nostre intenzioni fossero buone, il nostro piano di lavoro fallì: all'imbrunire avevamo salito una "mere" 550m. Le condizioni difficili di una via, fino a WI6, ci avevano fatto perdere del tempo prezioso, alcune delle cascate erano lontane l'una dall'altra e, in aggiunta, abbiamo anche fatto un po' di errori logistici...
Ma nel fare cosi, casualmente abbiamo effettuato la prima salita di una colona di ghiaccio di WI6. L’abbiamo chiamata "Akkulaar", dato che alla fine della giornata le nostre batterie erano esaurite. Comunque, sebbene il nostro progetto originale rimanesse incompiuto... le nostre ambizioni sono rimaste intatte.

La prima salita M10
Siamo andate verso est, verso i fiordi frastagliati, però dopo una lunga giornata di guida non siamo riuscite a trovare le lunghe cascate che ci aspettavamo. Ma la giornata non è finita in una delusione. Proprio prima del tramonto abbiamo scoperto un anfiteatro di roccia vicino a Breidalsvik – le uscite di tutte le vie erano coperte da candele di ghiaccio. Potevamo finalmente utilizzare il nostro Hilti e creare una via di misto. Il giorno seguente sono partita un po' timorosa perché il basalto non era del tutto solido. Poi abbiamo lavorato i movimenti duri e nello stesso giorno ho salito la via rotpunkt. Il giorno dopo anche Audrey ha liberato la linea, "Chocolat chaud" 40m, mentre il nostro fotografo Rainer Eder saliva la corda statica per immortalare l’azione... il risultato sono delle foto fantastiche.

1000m - il secondo tentativo - la seconda volta fortunata!
Ma la nostra idea del progetto di 1000m ci disturbava perfino il sonno..."Ce la faremo?" (eh, Audrey?)... Questo ci ha motivato a dirigerci verso nord, nuovamente verso Kaldakinn. Là ci siamo incontrati con il cameraman Jochen Schmoll, che era stato mandato in Islanda per il programma televisivo tedesco Pro 7. Lui era intenzionato a riprenderci per la serie "Galileo". Dovevamo pianificare e ripensare tutto per risparmiare tempo prezioso, ma non volevamo tralasciare la nostra sicurezza. A volte il secondo avrebbe dovuto arrampicare molto velocemente, ed eravamo sicuri che le soste, e le manovre di corda potevano essere organizzate meglio. Abbiamo cambiato la scelta di alcune vie e abbiamo deciso di arrampicare in conserva nelle sezioni più facili. Siamo partite il 7 Marzo alle 7 di mattino di fronte alla telecamera che correva - era ancora l'alba. Abbiamo iniziato con delle vie relativamente difficili (WI5+), e dopo 400m ci siamo spostati su "Steep Gullies", che si sono rivelate più lunghe e più difficili di quello che ci aspettavamo da sotto:la difficoltà era sempre attorno al WI4 e al 5. L’intero giorno e passato velocemente. Finalmente, alla luce delle nostre lampade frontali e dopo 13 ore "d'arrampicata non stop", abbiamo festeggiato l’ultimo dei 1000 metri. Ci siamo abbracciate, felici ma esauste. E' stata un’esperienza molto interessante, sia l'impegno fisico che mentale sono stati molto impegnativi. Ma il nostro sogno era diventato realtà.

Abbiamo salutato l’Islanda dopo due settimane d'arrampicata, riempite fino all'orlo d'impressioni ed emozioni. Appena prima della nostra partenza per il continente abbiamo già cominciato a progettare la nostra prossima gita insieme. Audrey mi ha arricchito con la sua vera amicizia che va di là delle nostre ambizioni per l'arrampicata. Mi piacerebbe anche esprimere la mia gratitudine agli arrampicatori del posto. Le loro informazioni ci hanno permesso di passare un periodo indimenticabile in Islanda.


ICELAND INFO



Prime salite – Albert Leichtfried & Markus Bendler:
"Captain Hook" M9+, 100m (Kaldakinn)
"Marry me?" WI 6+, 120m (Hengifoss)
"Albatros" WI 5, 180m (Eastside Paradise)
"Superbelly" WI 5, 60m (Eastside Paradise)
"Fingerfood" WI 5, 70m (Eastside Paradise)
"Sundlaug" WI 4+, 70m (Eastside Paradise)
"Zoe Harisdottir" WI 4, 20m (Seydisfjördur)

Prime salite - Ines Pappert & Audrey Gariepy:
"Chocolat chaud" M10, 40m (Breidalsvik)
"Wish you were here" WI 6+, 100m (Kaldakinn)
"Akkulaar" WI 6, 100m (Kaldakinn)
"Coconut" WI 5+, 100m (Kaldakinn)
"Thule" WI 5+, 120m (Kaldakinn)


Zona Accesso Vie Gradi Da consigliare
Mulafjall 20 min 30 WI 2 - 6 Toy Land
Glymsgil 30 min 20 WI 3 - 6 Glymur
Haukadalur 15 min 35 WI 3 - M 9 Brennivin, Helgi’s Thumb
Grundarfjördur 20 min 5 WI 4 - 5 Alien Muffin, Dordingull, Nozzle
Westfjords var. 10 WI 3 - 5 Potenziale per vie nuove
Kaldakinn 15 min 30 WI 2 - M 9+ Stekkjastaur, Captain Hook, Seacliff
Hengifoss 1.5 h 1 (5) WI 6+ Marry me?, potenziale
Breidalsvik 20 min 1 (5) M 10 Chocolat chaud, potenziale
Eastside Paradise 20 min 3 (20) WI 4 - 5 Albatros, solo 3 di circa 20 vie salite
Öraefi var. 20 WI 3 - 6 Nupsstadur
Eyjafjöll 15 min 10 WI 4 - 6 Brightside


Indirizzi utili:
www.isalp.is - Iceland Mountaineering Club (Topos in inglese)
www.hofsnes.com - Einar Sigurdsson (Öraefi Topos)
www.outdoors.is/ice-climbing - Info ice climbing in Iceland
hp.bjorg@simnet.is - Fattoria in Kaldakinn (Quartier)

 

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