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Rovereto: vincono Gérome Pouvreau e Juliette Danion

14.05.2006 di

La terza tappa della Bouldering World Cup di Rovereto è stata vinta da Gérome Pouvreau davanti a Jérôme Meyer e da Juliette Danion che supera Olga Bibik. Tomás Mrázek e Angela Eiter. sono terzi.

Rovereto Bouldering World Cup 2006

Alla fine tutto è stato deciso da un soffio. Così come dev'essere nel boulder stellare. Perché a Rovereto s'è visto davvero grande boulder, e soprattutto una delle finali di Coppa del mondo più divertenti ed entusiasmanti che si ricordino. Di un soffio, dunque, per un tentativo in più su una zona, nella terza tappa della Bouldering World Cup di Rovereto ha vinto la caparbietà (e la forza guizzante) di uno scatenato Gérome Pouvreau davanti ad un esplosivo, incontenibile (e irascibile) Jérome Meyer. Mentre, con un percorso perfetto di 4 bouder risolti al primo tentativo, Juliette Danion ha superato di un'incollatura (un tentativo in meno) Olga Bibik, alla quale non è bastato chiudere tutti i blocchi per centrare la sua terza vittoria consecutiva stagionale.

A far da terzi sul podio, poi, tanto per ribadire che nulla è scontato (soprattutto nel boulder) sono saliti Tomas Mrazek e Angela Eiter. Ovvero due mostri della distanza lunga, quella che, fino a poco tempo fa, si diceva incompatibile con la 'corta' e intensa specialità dei blocchi. Ma tant'è, forse è il segno di una trasformazione che supera le canoniche divisioni di specialità. O, più semplicemente, che dà la caratura (immensa) di questi campioni.

Si diceva che è stata una finale divertente. E non a caso: lo può testimoniare l'entusiasmo del pubblico del Palasport di Rovereto letteralmente trascinato dalle invenzioni degli atleti. Delle autentiche prodezze che, occorre dirlo subito, sono state a bella posta provocate da un team di tracciatori (Laurent Laporte, Loris Manzana, Mario Prinoth e Riccardo Scarian) che nelle due giornate di gara hanno messo in primo piano la spettacolarità, senza mai tradire la bellezza e l'essenza del boulder. Così i 'problemi' di Rovereto sono risultati un mix quasi perfetto di placche e strapiombi in cui ogni respiro, ogni millimetro e ogni scelta (di equilibri, potenza ed esplosività) diventavano fondamentali per trovare il ritmo e la soluzione giusta.

A proposito di ritmo e soluzioni, la finale - come negli spettacoli pirotecnici che si rispettino - ha avuto un inizio 'soft', quasi un riscaldamento per annunciare i gran 'botti' successivi. Così la soluzione del boulder n° 1 maschile ha proposto la grande onda strapiombante in versione 'elegante' con un traverso che in poche bracciate ha portato al top tutti i finalisti: Oleksy, Meyer, Mrazek, Pouvreau e Fischhuber con l'eccezione di Matthieu Thomassin che, evidentemente, dava già i primi segni di non aver ben recuperato la sua grande performance in semifinale. Per le donne, invece, la Eiter inaugura con grande sicurezza la sua seconda finale (su due gare) di boulder risolvendo subito lo strapiombo centrale e l'uscita sui grandi crateri del satellite marziano che coronava la colorata struttura di gara. Un ostacolo che anche Bibik e Danion superano con relativa facilità sempre al primo tentativo, mentre la 'rivelazione' Bezhko ha dovuto spendere e spremere tutta la sua costanza e forza per trovare il top in tre tentativi. Una strada che né la Son (che non ama i problemi di potenza), né la Graftiaux (anche lei apparsa subito provata dalla sua perfetta semifinale) sono riuscite ad imboccare.



Il blocco 2 è quello della prima 'esplosione' che è tutta per la gara femminile. Si parte sotto il tetto di sinistra e con un gran lancio a due mani se ne piglia il bordo poi, rimontata la placca, viene il bello: due appoggi stretti, un verticale per la mano sinistra e le due prese del top... lontanissime. Eiter, dopo aver sprecato un tentativo per una partenza sbagliata, fa un capolavoro: raggiungere la posizione di lancio e, usando tutta la sua mobilità di anche, si molleggia e poi stende la 'molla' ed il gioco è fatto. Il pubblico, grato, non lesina applausi da standing ovation. Ovazioni che poi tributa anche alla Son che non spreca tentativi e va subito a risolvere il quesito da vera specialista del balletto e degli equilibri, davvero brava! Come sono state super, anche per eleganza, la Bibik e la Danion che in due tentativi, nonostante siano più alte della Eiter e della Son, hanno trovato il 'loro' equilibrio con un bilanciamento del braccio degno del Bolshoi. Cosa che non è riuscita alla Graftiaux e tanto meno alla Bezhko che però si è prodotta in uno spettacolare (quanto improbabile) lancio con conseguente 'volo libero' da record: davvero un 'coraggio' e una cosa mai visti. Da non ripetere!

In gara maschile invece la stazione due è stata proprio quella delle ripetizioni. Il menù prevedeva uno spigolo e quindi l'uscita su un volume verde (un enorme peperone) tanto viscido e intenibile da sembrare impossibile... Anche se in realtà (confidano i tracciatori) c'è una schiffezzuola di appiglio persa in quel limaccioso mare verde che consente, come per magia, di trovare il bandolo della matassa. Fatto sta che tutti, tenta e ritenta, si perdono in quel mare che è l'esatta copia del 'Magistrato' uno dei boulder di granito del Melloblocco 2006. Ma anche l'impossibile deve avere la sua parte. E il pubblico ha apprezzato e partecipato anche a questo gioco al 'ciapa no' che, per ultimo, ha colpito anche Fischhuber che pure sembrava aver trovato la chiave del problema ma che poi è stato costretto a rinunciare.

Non rinuncia invece a stupire la banda Bibik, Son e Danion che, alla grande, risale al primo tentativo il 3¡ blocco che in realtà è lo stesso 'Magistrato' dei maschi, ma rivisto e abbondantemente corretto con generosi appoggi. Anche la Eiter con una grande performance centra il top, però al secondo tentativo. Mentre non c'è nulla da fare per la Graftiaux e la Bezhko. Per i maschi, invece, il terzo piatto del menù riserva una bella (e velenosa) placca con partenza in un 'diedro' e poi una traversata dagli equilibri davvero al millimetro. Ci prova per primo ma senza costrutto Oleksy. Poi, il Mrazek che non ti aspetteresti mai, dopo due tentativi a vuoto, piglia la fuga (incredibile) per il top. Imitato, subito dopo, da uno straordinario Pouvreau che, senza errori, risolve al primo giro quella che (si saprà dopo) è la sua ipoteca sulla vittoria. Sì, perché sia Meyer (che, al solito, va in tranche agonistica scalciando la struttura e gettando per aria il sacchetto del magnesio beccandosi l'ammonizione dell'arbitro) sia lo specialista e tecnicissimo Fischhuber su quella, malefica, placca vanno a vuoto.

Centrano perfettamente il bersaglio, invece, sull'ultima stazione, la n° 4, la Eiter, la Son, la Bezhko e naturalmente, anche se con qualche tentennamento, la Bibik che in realtà soffre un po' la pressione del momento. Questa per lei è l'ultima occasione e deve sfruttarla fino in fondo: è indietro di un tentativo rispetto alla Danion, quindi deve arrivare al top senza errori per poi sperare in qualche passo falso della francese. Ma la Danion di Rovereto e davvero bionica e risolve il suo problema passeggiando. In realtà si tratta di un boulder un po' facile, come ammettono anche i tracciatori: succede, ma questo non toglie nulla al fantastico lavoro che hanno fatto. Morale: la vittoria è della francese Juliette Danion con il percorso netto di 4 top in 4 tentativi. Seconda è la russa Olga Bibik (4 top in 5 tentativi). Terza l'austriaca Angela Eiter (4 top in 5 tentativi). Quarta la francese Melanie Son (3 top in 3 tentativi). Quinta l'ucraina Olga Bezhko (2 top in 4 tentativi). Mentre sesta è la belga Chloé Graftiaux che resta a secco di top ma che dalla sua torna a casa con il ricordo di una semifinale davvero da ricordare.

Come è da incorniciare anche il 4° blocco maschile (uno dei più belli in assoluto) che ad una partenza 'dinamica' in strapiombo faceva seguire l'arrivo ad un volume (naturalmente liscio) che, rimontato, permetteva di scalare il top della grande luna rossa. Un programma (difficilissimo) per un finale di partita davvero spettacolare. Il clou inizia con Gérome Pouvreau che dopo una battaglia epica arriva ad un pelo dall'uscita, infiammando il pubblico. Giusto una premessa per l'exploit di Jérome Meyer che, in due straordinari tentativi, trova il grimaldello giusto per la cima di Marte e per il tripudio dello stadio. Ma non è ancora finita perché manca ancora Fischhuber, l'ultimo a scendere in campo: se il leader della classifica di Coppa, ce la fa a chiudere il blocco al primo tentativo la gara è sua. Il miracolo sembra proprio che possa succedere quando l'austriaco cade... 1, 2, 3 volte. Ora è fuori dal podio, ma il pubblico reclama la sua parte e Fischhuber lo ripaga: un altro tentativo a vuoto e poi al 5° giro il fantastico top. Grande! E il pubblico lo ringrazia da par suo.

Finisce così una grande gara con il francese Gérome Pouvreau che con 2 top in 3 tentativi precede il connazionale Jérome Meyer per un tentativo di zona in meno. Il ceco Tomas Mrazek è 3° (con due top in 4 tentativi) mentre l'austriaco Kilian Fischhuber è 4¡ (con due top in 6 tentativi). Chiudono la classifica della finale il polacco Tomasz Oleksy con il 5° posto e il francese Matthieu Thomassin al 5¡.

In questa specie di telecronaca non si può, infine, non citare anche la coda tradizionale di Rovereto: quella dell'Extra Bloc. Ovvero un supplemento di gara aperto a tutti sul boulder 'non risolto' che, in questo caso, ricorderete è stato il n° 2 della gara maschile, ovvero il 'Magistrato'. Bene, in questo caso non c'è stata storia perché Gerome Meyer, ritornato in campo, ha salito il 'blocco impossibile' con una facilità impressionante lasciando di 'sale' tutti i presenti. E' il caso di dire, come sempre, che anche in questo caso in 'misteri del boulder' sono infiniti. Oppure che l'incentivo dei 1000 euro in palio ha fatto un vero 'miracolo'... Comunque sia, un piccolo miracolo Rovereto l'ha fatto: ha regalato una grande serata a tutti gli appassionati. E, se vi state chiedendo il perché di questa eterna telecronaca che non potrà mai dare conto di una finale davvero piacevole ed entusiasmante, avete già trovato la risposta: gare come queste bisogna andarle a vedere! All'anno prossimo allora!

Classifica finale maschile
1 Pouvreau Gérome FRA
2 Meyer Jérome FRA
3 Mrazek Tomas CZE
4 Fischhuber Kilian AUT
5 Oleksy Tomasz POL
6 Thomassin Matthieu FRA
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Classifica finale femminile
1 Danion Juliette FRA
2 Bibik Olga RUS
3 Eiter Angela AUT
4 Son Mélanie FRA
5 Bezhko Olga UKR
6 Graftiaux Chloé BEL
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foto di Giulio Malfer

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