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Nuova via sulla Est del Cerro Torre per Salvaterra, Beltrami e Rossetti

16.11.2004 di

Il 13/11 alle 21 (ora locale) Ermanno Salvaterra, Alessandro Beltrami e Giacomo Rossetti hanno raggiunto la cima del Cerro Torre (Patagonia) con una nuova via (Quinque anni ad paradisum) sulla parete est.

Qui, vetta del Cerro Torre: "Oggi 13 novembre, come avevamo detto... "forse"... e invece ci siamo riusciti! Verso le ore 21 eravamo tutti e tre con i piedi sopra il fungo del Cerro Torre. Siamo arrivati in cima al Cerro Torre. Felici! Molto "sbattuti" perché la giornata è stata molto brutta e comunque ci siamo riusciti. Forse non ci rendiamo ancora conto di quello che siamo riusciti a fare... Purtroppo, la notte è fredda. Tra poco sarà buio e quindi ci fermeremo qui ad aspettare che passi la notte, anche se sarà dura perché la temperatura è di circa meno 12°. Domattina scenderemo. La cosa un po' triste è che non abbiamo niente da bere, e neanche sacchi a pelo..." Chi parla è Ermanno Salvaterra, in diretta dalla cima del Cerro Torre, la cima dell'urlo di ghiaccio che ha appena raggiunto insieme ad Alessandro Beltrami e Giacomo Rossetti, suoi compagni di avventura nell'incredibile viaggio sulla parete Est del Torre.

1200 metri per una nuova (grande!) via che, salendo proprio al centro dell'immensa parete, è, finalmente, la soluzione al "problema" della Est del Torre. Una soluzione, ma sarebbe meglio dire un sogno, che Ermanno inseguiva da tempo, e che l'aveva già visto protagonista nel 2001, con Mauro Giovanazzi, Paolo Calzà e Walter Gobbi, di un tentativo arrestatosi per il mal tempo a 450m dalla vetta. Ora è fatta!
Salvaterra e compagni sono arrivati a El Chalten il 30 ottobre da dove sono subito iniziate le operazioni di trasporto dei materiali, scavo della truna alla base della parete Est e quindi dell'attrezzatura della prima parte. Poi è iniziato il viaggio vero e proprio con le porta-ledge al seguito.

Il viaggio verso cima. Il 7 novembre, Beltrami, Rossetti e naturalmente, Salvaterra, sono in parete. Con loro non c'è Matteo Rivadossi, il 4° uomo della spedizione, che è costretto al rientro in Italia per un problema al ginocchio. Il 9 novembre, i tre, nonostante il tempo bruttissimo, raggiungono la " "LAMA DI ROCCIA" soprannominata da Ermanno il "Dalai Lama". Il 10 viene superato il punto massimo della spedizione del 2001, mancano circa 600m alla fine. Il viaggio continua, con giornate di 18 ore di "lavoro" in parete. Il 12 novembre, i tre, sono a 450m dalla vetta. Il 13 novembre alle ore 21 (l'1 del 14/11 in Italia) sono in vetta. Poi il bivacco penoso e quindi la discesa alle port- ledge raggiunta in un inferno di neve, vento… un vero "far west" degno della migliore Patagonia...

Abbiamo già detto, nella presentazione di questa spedizione, quanto importante sia questa via. Abbiamo già parlato del "furore patagonico" di Ermanno Salvaterra, e del suo amore-dipendenza per queste terre e montagne, per queste avventure. Indubbiamente Ermanno Salvaterra, Alessandro Beltrami e Giacomo Rossetti hanno realizzato una grande via, e un magnifico sogno!

Un sogno che forse si può comprendere appieno nelle parole che Matteo Rivadossi, da casa, dedica ai compagni, e in quelle che Ermanno Salvaterra ha usato per descrivere la sua passione infinita per le pareti della Patagonia:

Matteo Rivadossi: "Oggi imbracciando una scopa ho fatto fare la streghetta a Luna, ho ritirato la macchina dal meccanico e mi sono anche confidato con la segreteria telefonica di un noto ortopedico... Lontano scorgo Giacomo e Ale appesi alla lucida follia arrampicatoria di Ermanno lungo le teorie di fessure che prestissimo si esauriranno nel ghiaccio della vetta in una giornata lunga per tutta la vita. Ragazzi, dirvi che siete grandi è inutile. E non vi chiedo di salire anche per me perchè sarebbe troppo. Aspetto solo una telefonata. Un grosso abbraccio a tutti, Matteo" di Matteo Rivadossi (su www.colmar.it).

Ermanno Salvaterra: "Spesso mi chiedono perché mi piace tanto la Patagonia. Perché mi piacciono tanto quelle montagne. Perché sempre quelle montagne? Se parlo del Cerro Torre o delle sue sorelle è come se parlassi di donne. Se vi piace una ragazza e per voi è la più bella, se più la guardate più vi piace, allora vi chiedo: perché frequentarne altre? Mi piacciono anche le altre ragazze, anche le altre montagne, in genere mi piacciono tutte, ma per me "quelle" sono le più belle, di loro sono innamorato. Mi piace vivere tutti i momenti che mi offrono. Accetto tutte le fatiche e gli sforzi che m'impongono. Nonostante la mia indole impaziente, riesco a far trascorrere le giornate di brutto tempo sempre con ottimismo, pensando che il giorno dopo farà bello. Quando nevica, al solo accenno di una schiarita immagino che il tempo sta migliorando. Quando il vento soffia da far impazzire, penso che la raffica appena passata sia l’ultima. A volte il vento mi ha spaventato molto, ma ogni volta ne sono uscito indenne: penso che una raffica così forte non potrà più ritornare. Tutto questo mi affascina, anche se più di una volta mi sono ritrovato a piangere." di Ermanno Salvaterra


Tutta la storia e i report della spedizione sono su: www.colmar.it e www.intraisass.splinder.com.


presentazione spedizione
www.salvaterra.biz
www.colmar.it
intraisass.splinder.com


Nelle foto, dall'alto: la parete Est con il tracciato della via e i bivacchi; la Est con cerchiato in rosso, il punto dove sono impegnati Alessandro ed Ermanno; ancora la Est del Cerro Torre; da sx, Ermanno Salvaterra e Alessandro Beltrami nella truna alla base della parete.
(ph Colmar Team)
Cerro Torre, Patagonia
Via "QUINQUE ANNI AD PARADISUM"
Parete Est del Cerro Torre - Patagonia
prima salita: Ermanno Salvaterra, Alessandro Beltrami e Giacomo Rossetti; novembre 2004
"Si, cinque anni di pensieri, di attese, di frustate, di tentativi e di delusioni, ma alla fine ho raggiunto il mio piccolo paradiso. L'entusiasmo e la determinazione dei miei compagni d'avventura hanno sicuramente contribuito molto alla realizzazione di questo mio sogno" Ermanno Salvaterra
Cerro Torre, Patagonia
Cerro Torre, Patagonia
Cerro Torre, Patagonia

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