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Pelli di foca - Consigli per l'uso
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   Introduzione
     Consigli sull'uso
Nelle salite di scialpinismo, si applicano sotto gli sci le cosidette “pelli di foca”, delle strisce di tela con un lato adesivo e l’altro con un pelo sintetico (per buona pace dei simpatici animali) che consente di scivolare solo in avanti, mentre il “contropelo” arresta la scivolata indietro.

Queste pelli di foca sono indispensabili, ma sono anche l’attrezzo più odiato dagli scialpinisti: chi non ha avuto problemi con la colla, non riuscendo più a riapplicare le pelli agli sci dopo una discesa, con temperature particolarmente rigide?
E il fastidioso “zoccolo” di neve che si forma con certe condizioni e che attaccandosi alle pelli ne impedisce lo scivolamento costringendoci ad un passo alquanto buffo, ma soprattutto faticoso? E quando sulla cima, le togliamo dagli sci e lottiamo per ripiegarle ordinatamente, mentre un vento patagonico riesce a farle roteare incollandole ad ogni cosa?

Tutte queste situazioni, oltre ad essere frustranti, possono compromettere l’esito di un itinerario, rovinandoci magari una bella giornata di sci.

Lab vi propone una breve analisi su questi attrezzi, con qualche utile consiglio per evitare questi problemi, prendendosi cura delle proprie pelli e soprattutto imparando qualche astuzia acquisita con l’esperienza.


Sci alpinismo, utilizzo delle pelli di foca
Tipi di pelli
Esistono vari tipi di pelli, prodotte da varie aziende del settore, con “pelo”, misure e sistemi di aggancio agli sci diversi.
- il pelo può essere più o meno lungo ed è di norma in materiale sintetico o in mohair. La scelta del materiale influisce sui costi e sulle prestazioni: i materiali sintetici sono in genere più economici, ma anche meno performanti. Ad una discreta efficacia sulle nevi ghiacciate, bisogna infatti contrapporre una scorrevolezza inferiore, cosa che rende più faticosa la marcia.

Dettaglio pelle di foca in punta
Oltre alla qualità del pelo è molto importante lo stato di usura: nelle gare di scialpinismo per esempio, gli atleti scelgono le pelli in funzione della neve sul percorso. Una pelle “consumata”, e magari molto stretta sarà veloce sui piani perchè provoca poco atrito nella scivolata degli sci; su percorsi ripidi e ghiacciati sarà meglio montare delle pelli più nuove e anche più larghe.

Nell’acquistare una pelle è molto importante guardarne le misure non solo in lunghezza, ma soprattutto in larghezza. Nel normale uso scialpinistico la pelle dovrebbe essere appena più stretta dello sci, arrivando a coprirne la soletta, lasciando però scoperte le lamine, soprattutto nel tratto centrale dello sci, sotto lo scarpone. Questo è un problema con gli sci molto sciancrati di oggi; le misure di un carving, per esempio, portano ad una differenza tra larghezza in punta, centro e coda di alcuni centimetri; in questo caso è importante scegliere una pelle appena più stretta del centro dello sci. Per i più esigenti le ditte del settore si stanno comunque muovendo proponendo pelli “sciancrate” e perfino da “tagliare” sulla misura del proprio sci.

Per quanto riguarda la lunghezza, la pelle dovrebbe essere tagliata in modo da risultare circa 15 cm più corta dello sci, in quanto la rimanente coda, inutile per la prestazione in salita, non produrrebbe altro effetto che aumentare l’atrito e il peso dello sci. Nelle competizioni gli atleti usano infatti misure estremamente corte, con pelli tagliate addirittura poco dopo lo scarpone. Si sfrutta così la parte più importante per la progressione in salita, con il minimo atrito e peso; naturalmente il ritmo dei passi è sempre elevato e questo compensa la minor tenuta della pelle.

Alcuni scialpinisti invece di tagliare la pelle come descritto, preferiscono tenerla lunga esattamente quanto lo sci e dotarla di un gancio posteriore che aiuta la pelle a non staccarsi (sistema top-fix).
In questo caso un aggancio ad elastico collega la pelle alla punta dello sci mantenendola in tensione.
Questo sistema ha lo svantaggio di produrre atrito durante la scivolata (è facile riconoscere sulle tracce di salita il segno prodotto dal gancio posteriore) e di aumentare il peso dell’attrezzatura.

Ogni pelle è dotata di un apposito aggancio per essere collegata alla punta dello sci.
In passato sono stati inventati molti sistemi, la maggior parte scomodi, poco robusti e pesanti, cosicchè il più utilizzato e diffuso è ancora il normale gancetto di ferro (vedi foto). Discorso a parte va fatto per le gare di scialpinismo, dove gli atleti utilizzano agganci artigianali leggerissimi ed elastici per consentire la rimozione della pelle “in corsa”, a partire dalla punta.


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