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I NUOVI ARVA

Maurizio Gallo ci presenta tre nuovi apparecchi "direzionali" fornendoci prima però alcune interessanti considerazioni sullo sviluppo della tecnica di ricerca ARVA e sull’usura degli apparecchi nel tempo. Considerazioni che sono parte di un progetto di lavoro, con test svolti a livello internazionale sugli apparecchi, al quale Maurizio Gallo sta partecipando.

 
Diffusione dell'utilizzo degli Arva
Una maggiore informazione e diffusione di utilizzo degli Arva ha portato a un sensibile miglioramento della percentuale degli interventi di autosoccorso coronati da successo: da una sostanziale parità fra decessi e salvati nei 13 anni fino al 95, è seguito nel 96/97 un rapporto di 7 salvati su 3 decessi, mentre nel 97/98 tale rapporto è passato a 6 salvati su 1 decesso (dati riferiti alla Svizzera).

    -L’ARVA sta diventando nell’opinione di tutti indispensabile e migliora la capacità nel suo utilizzo.

    -Nuove fascie di potenziali utilizzatori si stanno affacciando sul mercato (Snowboarders, sciatori fuoripista, escursionisti con racchette da neve e altri).

Usura degli apparecchi
Gli apparecchi Arva si usurano e sono in parte da sostituire. I traumi subiti, la mancanza di manutenzione portano a una riduzione sensibile della portata massima: dai valori dichiarati si ha una riduzione anche superiore al 50 % ( da 100 metri si passa spesso a meno di 50 !), e ancor maggiore è la riduzione della portata se si utilizzano due apparecchi diversi fra loro con combinazioni che portano la portata massima anche al di sotto dei 20 metri: e stiamo ancora parlando della portata massima!

La portata utile viene definita dalle normative Europee sugli ARVA pari al 40 % della portata massima (Portata massima divisa per 5 e moltiplicata per 2). Sulla base della portata utile si andranno poi a distanziare le linee di ricerca (distanza doppia della portata utile).

Per ridurre i tempi di ricerca a valori compatibili con la probabilità di successo risulta necessario:

    -eliminare apparecchi bifrequenza (Pieps 3, Ortovox F2, altri)

    -sostituire progressivamente apparecchi monofrequenza prima generazione
    (Pieps 457, Ortovox F1 plus senza led, Fitre snow bip 2)
    Se si eliminano gli apparecchi meno efficenti, si può adottare nella prima fase della ricerca in valanga una distanza di 30 metri fra linee di ricerca, nel caso si continuino ad usare gli apparecchi su elencati questa distanza va ridotta a 10 metri: si passa così da un tempo medio per la prima fase di 2-3 minuti a un tempo superiore ai 6 minuti (siamo solo alla prima fase!).

La ricerca in valanga
Si distinguono quattro fasi di ricerca:

    -"Fase preliminare: predisposizione della ricerca", osservazione, divisione dei ruoli, passaggio in ricezione, scelta di comportamento;

    -"Seconda fase: ricerca del primo segnale", con il metodo tradizionale delle linee "a greca" distanziate due volte la portata utile dello strumento meno valido (minor portata utile), fino al bordo della valanga e sotto il piede della valanga stessa; ricezione massima e velocità di progressione più elevata possibile;

    -"Terza fase: avvicinamento ", con il metodo per linee di induzione (ricerca direzionale), procedendo ad andatura più lenta con verifica ogni 5 passi della direzione e dell’intensità

    -"Quarta fase: ricerca del punto", con il metodo a croce, utilizzando correttamente il volume per eliminare zone esterne (dove potrebbe interferire un eventuale altro segnale), strumento vicino al terreno e successivo sondaggio e disseppellimento.

La ricerca direzionale o "per linee di induzione" rappresenta una nuova possibilità e va conosciuta approfonditamente perchè porta ad una riduzione sensibile del tempo complessivo della ricerca stessa.

La ricerca per "linee di induzione" può essere effettuata con gli ARVA tradizionali, ma risulta più efficace se si utilizzano degli ARVA opportunamente predisposti a tale tipo di utilizzo: l’Ortovox F1 è stato il primo che ha introdotto una serie di led che indicano la direzione da seguire, seguito da altri apparecchi come il nuovo Pieps.
Si tratta comunque per questi apparecchi di modifiche non sostanziali, mentre sono stati introdotti tre nuovi apparecchi, decisamente innovativi, che qui di seguito presentiamo.

 

 

Ortovox M1

Si tratta di un apparecchio che introduce la ricerca direzionale con una serie di segnali visivi, mantenendo però il segnale acustico con la regolazione del volume.
Si tratta quindi di un apparecchio che potremo definire "bimodale"

Segnali visivi: sono all’interno di un display con indicatore di distanza in metri, indicatore di intensità direzionale del segnale, indicatore di correzione della direzione e con l’aggiunta di un led che, se acceso conferma la correttezza della direzione lungo la quale ci si sta muovendo.

Il segnale acustico risulta analogo a quello degli apparecchi precedenti con regolazione del volume che viene però "guidata" dal display che fornisce l’indicazione del momento in cui ridurre l’intensità ("segnale acustico intelligente").

Fra gli apparecchi testati risulta essere il più valido in ogni situazione potendo utilizzare nelle varie fasi di ricerca dei sistemi diversi che si integrano fra loro in maniera completa anche rispetto alle diverse condizioni esterne di luminosità, di rumore, di interferenze.

Un dubbio da verificare con l’uso riguarda il sistema di aggancio che consento un utilizzo dell’apparecchio senza tracolla e senza cinghia (è necessaria una maggiore conoscenza nell’uso dell’apparecchio per evitare di metterlo in zaino assieme alla giacca che ci si è tolti in salita!).


DTS Tracker

E’ l’apparecchio più vicino alla concezione solo direzionale, con cinque led a raggiera che indicano la direzione da seguire e le correzioni di traettoria; è semplice e utilizzabile da un inesperto, con due gravi limiti:

- la portata massima si aggira attorno i 25 m. (al di sotto del limite minimo delle normative europee) ed è quindi assolutamente insufficiente.
- non avendo segnale acustico modulabile risulta molto difficile la ricerca nel caso di più sepolti.

Option Arva 9000

Le prove eseguite con questo apparecchio hanno dato risultati abbastanza negativi: si tratta infatti di un apparecchio con i limiti di sovrapposizione di un segnale direzionale sovrapposto ad un segnale acustico dove da entrambi i lati non si hanno delle informazioni precise.

La portata massima è anche piuttosto bassa e molto difficile risulta la ricerca di due segnali.
Interessanti invece alcuni accorgimenti costruttivi che andrebbero supportati da un sistema di ricerca più significativo.

 

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