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Cascate di ghiaccio, mondi di cristallo e pianeti gelidi, appena sfiorati dai caldi raggi del sole. Valli sperdute che si raggiungono attraverso un percorso di sofferenza e frequenti scivoloni, curvi sotto il peso di zaini che dire leggeri suona come una bestemmia. Sveglie antelucane nel cuore della notte, freddo porco alle punte dei piedi e mani che aspettano solo la bollita per sperare di non raffreddarsi più. Ghiaccio che si spacca in mille pezzi che cadono frantumandosi verso le altre cordate che immancabilmente si contendono con voi ogni centimetro di ghiaccio spesso e consistente. Ogni tanto il dubbio che andare a scalare a Finale forse era meglio, invece che starsene sotto il tiro micidiale del ghiaccio staccato dalla cordata sopra di voi. Eh già, perchè cè sempre qualcuno sopra...e chissà perchè spacca sempre più ghiaccio di voi, imparasse a piantare gli attrezzi, dio bono!
E poi i soliti posti, il rito del bar alla fine della giornata, i racconti sempre esagerati del locals, e alla fine andarsene senza pensare alla sberla di chilometri da fare per tornarsene a casa.
Ok, un po fosco come quadro, ma permettemi di esagerare un po, altrimenti come faccio ad allettarvi con il rovescio della medaglia? Come faccio a spingervi ad esplorare una Valle senza nome dove non si vede lombra di un ghiacciatore? Qualcuno, subdolamente, dice che sarà perchè gli Svizzeri hanno buona mira, ed infilarsi in un poligono non è cosa saggia, ma non sparano mica tutti i giorni, e finora non ci hanno mai beccato! Comunque è un posto nuovo, dove conviene leggere attentamente le avvertenze prima delluso, daccordo, ma è pur sempre una alternativa più che valida ai soliti posti, dove lincertezza più grande è sapere se ci sarà già qualcuno sulla cascata o svegliarsi alle 5 è stato sufficiente per bersagliare gli altri senza correre rischi...
Buon ghiaccio a tutti !
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