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| SALITA Esposizione: Nord Dislivello: 1° giorno 750 m; 2° giorno 910 m Difficoltà: AD+, ghiacciaio + salita di ghiaccio su parete con pendenza media di 45°-50° e canalino fino a 65° Orario: 3 + 4/5 ore Periodo Consigliato: Luglio-Settembre Materiali: normale attrezzatura da alpinismo, picozza, ramponi, corda + imbragatura e chiodi da ghiaccio. Descrizione salita Dal rifugio risalire la morena ovest del Gh. di Moncorvé per traccia e qualche ometto fino alla sommità piatta cosparsa di molti ometti (45'). Da qui scendere a destra (SW) e risalire un dosso nevoso che adduce al Gh. di Moncorvé. Attraversare il ghiacciao verso sinistra (SE), in direzione della Tresenta prima e del Colle di Moncorvé poi. Superando altri due dossi e aggirando a sinistra dei crepacci circolari. Superato l'ultimo "buco" in alto a sinistra, risalire con obliquo vesro destra il pendio ghiacciato alla base della parete nord puntando alle rocce affioranti. Passare sotto la parete rocciosa di sinistra, puntando verso il grande seracco grigio scuro che sborda dalla parete, lasciandosi a destra le rocce affioranti. Risalire verticalmente il pendio di 40°-45° verso il seracco, con leggero obliquo verso destra. Si giunge così sotto la pancia ghiacciata, da cui ci si porta con un traverso obliquo ascendente verso destra di circa 30 m in direzione di un masso affiorante presso cui si trova il canalino. Il traverso richiede un tiro di corda su ghiaccio vivo a 50° (chiodi da ghiaccio) e può essere evitato puntando direttamente al canalino dalla parte bassa della parete, risparmiando così anche molto tempo. Arrivati sotto al canalino lo si risale superando un muro di circa 3 metri a 65° e rimontando sopra al masso ricoperto di ghiaccio che affiora a destra del canalino. Da qui risalire direttamente la parete con un tiro di corda a 50° e un secondo tiro a 45°, su ghiaccio vivo sotto a 15 cm di neve dura. La pendenza cala fino a 40°/35° percorribili in conserva se con neve dura, uscendo così dalla parete e rimontando sulla cresta ovest da percorrere verso sinistra (E) fino alla calotta ghiacciata della cima. |
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Gran Paradiso - la via normale - Ciarforon, parete Nord - accesso e logistica |
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![]() La parete Nord del Ciarforon su cui si sviluppa l'itinerario descritto © F.Tremolada - PlanetMountain.com |
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![]() Sulla cresta sommitale del Ciarforon iniziando la discesa Foto - R.Ciri DISCESA Dalla cima ripercorrere la cresta W e scendere a sinistra per il pendio prima poco pendente e poi ripido della parete W. La parete di neve dura scende per circa 200 m lungo un canale piatto di 45° compreso fra alcune rocce, poi la pendenza diminuisce a 30° su un pendio con possibili resti di slavine. Da qui si può piegare a sinistra scendendo in direzione del Colle del Ciarforon, da cui parte la cresta NE che sale alla Becca di Monciair. La via di discesa seguita piega invece a destra percorrendo un altro canale di 200 m circa con pendenza sino a 40° che arriva ad un saltino roccioso e ghiacciato di 3 m, da aggirare traversando a sinistra (orografica) in orizzontale per rocce per 5 m, poi ridiscendere verso destra sotto il salto. Da qui proseguire la discesa verso sinistra, traversando sotto delle rocce e per pendii innevati di 30° portarsi con obliquo verso sinistra in direzione della crepaccia terminale del Gh. di Monciair (2,15 ore). Superare la crepaccia nel punto in cui è chiusa e attraversare il ghiacciaio verso il basso prima e poi traversare in quota verso destra sotto la parete rocciosa W del Ciarforon, in direzione dell'evidente colletto della morena che separa i Gh. di Moncorvé e Monciair (q. 2935 m). Dal colletto attraversare in leggera discesa il Gh. di Moncorvé in direzione del visibile Rif. V. Emanuele II, a cui si giunge con percorso indicato da ometti fino alla morena percorsa al mattino e da ridiscendere fino al Rif. (1 ora). Fino a Pont un'altra ora (1680 m in tutto). NOTE - Consigli 1) L'itinerario descritto risale la parte bassa della parete tenendosi molto a sinistra (est) fino ad arrivare sotto il seracco su cui sale la via Chiara. In questo modo per raggiungere il canalino di accesso alla parte superiore della parete è necessario compiere un traverso di circa 30 m sotto al seracco su giaccio scoperto e a 50°. Conviene pertanto tenersi più al centro nella parte bassa della parete, puntando direttamente al canalino, in modo di evitare tale traverso che aumenta le difficoltà della salita. 2) Il periodo ideale per la salita è intorno alla metà di giugno, con ancora molta neve ben dura su tutta la parete N e sulla parete W di discesa. In questo periodo la parete N di salita presenta ghiaccio vivo solo sotto al seracco e sul canalino. 3) Partire dal rifugio entro le 5 ed effettuare il ritorno per i Gh. di Monciair e Moncorvé entro le 13, se con tempo caldo, altrimenti c'è rischio di slavine dalla parete W. 4) La salita si risolve con tre tiri di corda e poi in conserva fino alla cima, se con neve dura, e richiede l'uso di chiodi da ghiaccio per l'assicurazione. Consigliabile l'uso di due piccozze per il superamento del canalino. 5) Non effettuare la discesa per la parete di salita, ma scendere per la parete W, di ottima neve dura, facendo attenzione alle fasce di rocce della parte bassa. La parete W è facile se con neve dura e ben assestata, la parte bassa se presenta rocce scoperte dalla neve può essere evitata raggiungendo il Colle del Ciarforon e scendendo per la parte alta del Gh. di Moncorvè, facendo attenzione ad alcuni crepacci. La discesa può anche essere effettuata per la parete E, raggiungendo il Colle di Moncorvé (ghiaccio a 45° e tratti di rocce di II e III grado). |
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![]() Un momento della salita lungo la parete Nord del Ciarforon Foto - R.Ciri |
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