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Ice World Cup Cortina - Dolomiti
Le semifinali
Sabato 29 gennaio. E' la giornata dedicata alle semifinali del Cortina Ice Boulder, terza prova della Ice World Cup 2000. Sullo spiazzo dietro al Rifugio Faloria dove è stata costruita la struttura di gara le Guide e gli Scoiattoli di Cortina con i tracciatori Roberto Mantovani e Manu Ibarra ed il direttore di gara Maurizio Gallo, danno gli ultimi ritocchi, dopo una notte di lavoro. Una abitudine usuale per questi 'uomini del ghiaccio' che hanno costruito giorno dopo giorno, ma anche notte dopo notte, un piccolo gioiello di ghiaccio fatto di piccole caverne, torrette e 'travature' sia inclinate sia orizzontali, dove non mancano tre sezioni, costituite da pannelli di legno, per il dry tooling

Si inizia con la prova femminile, 13 le atlete iscritte che si contendono gli otto posti della finale, tre tracciati molto 'fisici' e tecnici le mettono immediatamente a dura prova. E' subito chiaro però anche chi 'comanda'. Fra tutte difatti emergono e si distaccano nettamente dalle altre: Kim Csismazia l'unica che, destando una netta impressione di superiorità, riesce a risolvere tutti i problemi proposti, l'ungherese Ildi Kiss e, a sorpresa, Nadia Dimai la guida alpina ampezzana alla sua prima competizione di ghiaccio. Dietro a loro completano la lista delle finaliste Rina Ryznenicova, Marg Kolodkina, Lidia Frolova, Alenka Jerola e M. Pierre Dufrene.

E' la volta degli uomini, e di conseguenza i tracciati diventano subito più spettacolari e strapiombanti e naturalmente molto impegnativi. Subito il gioco si fa 'divertente' con il grintoso Will Gadd, in gran spolvero, che realizza il primo top seguito solo da François Lombard che impassibile, tranquillo e forte gli risponde da par suo. Oltre a loro conquistano il posto in finale nell'ordine Dimitri Bytchokow, Mauro Bubu Bole, Daniel Dulac, Massimo Da Pozzo, Stephan Husson e Bruno Rudisser (nella fotografia Will Gadd durante la semifinale - foto PlanetMountain.com)..

La giornata di semifinale ha fatto segnalare anche un incidente spiacevole: un atleta fermato dai giudici, mentre era ancora appeso alla corda, ha scagliato con un gesto inconsulto e di rabbia la picca verso terra. Ne ha fatto le spese la testa di una delle guide alpine dell'organizzazione che per fortuna se l'è cavata con dieci punti di sutura. L'atleta è stato immediatamente sospeso dalla competizione e da tutto il circuito delle gare. Quello che è successo va sicuramente condannato e, sia detto per inquadrarne la giusta portata, a riconoscerlo è stato lo stesso atleta autore del gesto, visibilmente sconvolto per l'accaduto.


Le finali
Domenica 30 gennaio. Nella giornata decisiva ad accogliere i finalisti e gli spettatori c'è una gran 'bella' nevicata che non smetterà per tutta la giornata di gara. Ma questo non sembra impensierire più di tanto gli atleti, forse perché sono abituati a ben altro sulle cascate naturali o forse perché hanno ben altri problemi per la testa, quelli che affronteranno in gara naturalmente: è chiaro a tutti difatti che se in semifinale è stata dura nella finale sarà sicuramente peggio.

Come sempre sono le donne a scendere per prime in campo. Sempre tre i problemi di gara da risolvere, il primo, il più 'facile', vede 5 top. E' sul secondo ed il terzo dunque che si concentra l'attenzione di tutti, lì si giocherà la gara, ed anche in finale è il terzetto Csismazia, Kiss e Dimai che si stacca dalle altre. Quando Kim Csismazia affronta per ultima il terzo problema, la classifica provvisoria vede al comando Nadia Dimai, che è andata vicinissima al top proprio nel percorso n. 3, dietro a lei c'è Ildi Kiss. E' a questo punto che Kim Csismazia dimostra tutta la sua classe risolvendo il percorso e vincendo la gara, davanti ad un'incredibile e bravissima Nadia Dimai giunta seconda e a Ildi Kiss, terza.

Dopo la pausa è la volta degli uomini, per loro, forse non occorrerebbe dirlo, sono stati preparati tre itinerari difficilissimi, tanto che ben presto si capisce che chi riuscirà a fare un top vincerà la gara, lo sanno anche gli atleti. E' così che quando Will Gadd unisce le becche sul top della sezione dry tooling e chiude così l'itinerario n. 2 il suo urlo, e il suo sorriso, sono di vera liberazione. Ma c'e ancora il terzo problema, una partenza su una colonna strapiombante a 45° gradi che immette in un traverso sospeso per poi finire altissimo sulla cupola della struttura. E soprattutto c'è François Lombard, fino ad allora autore di una prestazione un po' sottotono, che per ultimo deve ancora affrontarlo: con un top potrebbe mettere tutto in discussione. François s'impegna al massimo sale più alto di tutti, gli manca solo l'ultimo pezzo, ma cade.

La vittoria é andata dunque a Will Gadd che passa a condurre la classifica provvisoria della Coppa del Mondo. Al secondo posto si è classificato Daniel Dulac, autore di una dimostrazione di tecnica perfetta sul primo problema, mentre è giunto terzo François Lombard, che retrocede così al secondo posto nella classifica provvisoria di Coppa. Da segnalare, infine, il bel quarto posto del triestino Mauro Bubu Bole, forse troppo sensibile all'emozione della gara per rendere al massimo, e il sesto posto del cortinese Massimo Da Pozzo.

Alla fine non resta che fare i complimenti agli organizzatori e agli ideatori di questa gara, per il secondo anno consecutivo, l'unica al mondo a sperimentare e proporre il boulder su ghiaccio. Una gara, quella di Cortina, e una specialità, quella del boulder, di cui tutti gli atleti si sono dichiarati entusiasti e che agli spettatori sicuramente rimarrà impressa per le incredibili evoluzioni e posizioni assunte dagli atleti.



Classifica maschile
             Classifica femminile
1 Will Gadd 1 Kim Csismazia
2 Daniel Dulac 2 Nadia Dimai
3 François Lombard 3 Ildi Kiss
4 Mauro Bubu Bole 4 Lydia Frolova
5 Dimitrii Bytchkov 5 Rina Ryzhenkova
6 Massimo Da Pozzo 6 Margarita Kolodkina
7 Stephane Husson 7 Alenka Jerala
8 Bruno Rüdisser 8 M. Pierre Dufrene
Will Gadd (english)
Daniel Dulac
François Lombard
Maurizio Gallo
Max Berger (english)


Nelle fotografie, dall'alto in basso - la struttura di gara - Simone Moro durante la prima giornata di qualificazione - Bubu Bole durante le qualificazioni - Daniel Dulac secondo in finale.
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