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Ice Master World Cup 2002


Il primo pensiero arrivando in località Pracul è che in Valle di Daone è nato un nuovo mostro, anzi più d'uno. Torri e piloni stranamente inclinati convergono al centro di una cupola dall'improbabile asse. Se ne stanno lì come fossero relitti d'animali preistorici bloccati nel ghiaccio, accanto ad un grande e tozzo fungo, pure lui ghiacciato. No, naturalmente non sono il dinosauro e le gigantesche cavallette che sembrano. Né il parto di un artista visionario. Si tratta dell'immensa, affascinate, e un po' pazza, struttura di ghiaccio dell'Ice Master World Cup IWC 2002 e del Campionato italiano di arrampicata su ghiaccio, progettata da Maurizio Gallo.





Strutture artificiali per l'ice climbing
Uno dei primi problemi delle gare di arrampicata su ghiaccio è il terreno di gioco. La struttura su cui arrampicare insomma. La ragione è intuitiva: il ghiaccio, bontà sua, ha la particolarità di trasformarsi con la temperatura e di non essere mai strapiombante. Ecco allora che il problema è realizzare una costruzione che sia solida e mantenga la sua 'arrampicabilità' nel tempo. Inoltre per far gareggiare i migliori ice climbers del mondo occorrono pareti che permettano percorsi della massima difficoltà. Se poi, come in Valle di Daone, la specialità è l'ice boulder, con percorsi relativamente brevi ma con passaggi di difficoltà estrema, la cosa diventa una faccenda indubbiamente complessa...

Come si fa
Per risolvere il rebus dell'effimera costruzione occorre una dedizione ed una cura totale. Uno studio accurato dei pesi. Una costante manutenzione (molto spesso nelle più fredde ore notturne) di quell'elemento vivo che è il ghiaccio. Si parte dallo scheletro progettandolo e modellandolo in funzione della forma che dovrà avere una volta corazzato dal ghiaccio. Poi, con la complicità del freddo, si comincia a 'fabbricare' e modellare il rivestimento. Neve impastata con l'acqua da spiaccicare sulla struttura. Neve sparata con il cannone innaffiata con acqua sapientemente dosata. Poi è la volta di pala, piccone e... motosega. E si spacca e ricostruisce la corazza di gelo per riprodurre artificialmente quello che la natura da sempre fa sulle cascate. Un lavoraccio! E tutto per realizzare le migliori condizioni di gara.





Ice o dry tooling
Arrampicare su ghiaccio o dry tooling ('a secco') su pannelli e prese? Quanto conta saper piantare le piccozze sul ghiaccio, indubbiamente segno di tecnica sopraffina, se poi il tutto si risolve con tracciati su pannelli in cui l'elemento principe, il ghiaccio appunto, è completamente assente? L'interrogativo che l'anno scorso era sulla bocca di tutti, vedendo la nuova struttura della Valle di Daone, sembra aver trovato una possibilità di risposta. Quest'anno il ghiaccio non manca, e per arrivare ai pannelli di dry tooling bisognerà 'batterne' parecchio: un vero viaggio. L'impressione è che i tracciatori avranno di che sbizzarrirsi, sia sulle torri sia sul 'fungo'. E naturalmente l'attesa è tutta per vedere all'opera i bigs della Ice World Cup!






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SCHEDA STRUTTURA


ICE CLIMBING STADIUM
Sede: località Pracul.
Ideazione: Maurizio Gallo
Realizzazione: Maurizio Gallo, Placido Corradi 'Paio' e i volontari del Comitato Pareti di Cristallo, con la collaborazione del SAGF (Soccorso Alpino della Guardia di Finanza) di Tione.

1 - le 'torri'
descrizione: 3 torri più 2 colonne inclinate a 40°. Le torri sono unite, nella parte superiore, da pannelli in legno predisposti per l'inserimento di volumi e prese per il 'dry tooling'. Il tutto si salda alla 'V rovescata' formata dalle 2 colonne a 45°.
H max: 11 metri
strapiombo max: 8 metri dalla verticale.
inclinazioni max: 35°

2 - il 'fungo boulder'
descrizione: monolite circolare con superficie di arrampicata prevalentemente su ghiaccio. L'uscita sulla piattaforma sommitale, a seconda delle zone, prevede il superamento di larghi tetti, pareti strapiombanti e pannelli per il 'dry tooling'.
diametro: alla base 5m c.a piattaforma sommitale 10m c.a.

3 - le tribune
la zona riservata al pubblico è costituita da particolarissime 'tribune' realizzate con la neve. Una vera e propria grande arena delle dimensioni di 40x60 metri c.a.




Da sinistra Romolo Ghezzi, segretario del Comitato Pareti di Cristallo e Maurizio Gallo l'ideatore della struttura.

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