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Pizzo Tresero

Scheda a cura di: Eraldo Meraldi, Guida Alpina
Area: Alpi Retiche, Gruppo: Ortles Cevedale, Cima: Pizzo Tresero, Quota: 3594m, Stato: Italia

Il Pizzo Tresero rappresenta l’anima delle montagne della Valfurva. La stupenda ed imponente piramide che vi apparirà poco prima di arrivare a Santa Caterina Valfurva è solo il magnifico preludio che vi accompagnerà poi nella bellezza dell’itinerario classico e che vi porterà sulla vetta di questa imponente bellissima e conosciuta montagna. Molto frequentata scialpinisticamente dal versante del ghiacciaio dei Forni, la via normale dal Gavia si svolge interamente lungo il fianco meridionale del crestone a sud-ovest del Pizzo Tresero ed è una bella e varia escursione fino a oltre i 3000 metri, per poi continuare lungo il breve ghiacciaio fino a portarsi sull’aerea cresta sud-ovest finale.
La vista dalla cima è a 360° e vi porterà lontano; partendo dall’attraente Corno dei Tre Signori, l‘occhio corre dalla parete nord dell’Adamello, alle Orobie e alle Prealpi Bergamasche,  oltrepassando  la Valtellina e spostandosi poi al solitario Monte Disgrazia e al gruppo del Bernina. Tutta la cerchia magica dal massiccio dell’Ortles,  al Gran Zebrù, alla costiera dei Forni e tutte le affascinanti tredici cime (Monte Cevedale, Monte Rosole, Palon de la Mare, Monte Vioz, Punta Taviela, Cime di Pejo, Rocca Santa Caterina, Punta Cadini, Monte Giumella, Punta San Matteo, Cima Dosegù, Punta Pedranzini e Pizzo Tresero)  che una dopo l’altra si possono percorrere in rapida sequenza. Quasi duemila metri più in basso, il paesello di Santa Caterina e tutt’intorno, sia verso la Valfurva che verso la Valle dei Forni, una miriade di baite in legno circondate da verdi prati creano un contrasto con l’alta quota bellissimo che fa apprezzare ancora di più lo spettacolo della natura. Quest’estate quindi tutti sulla cima del Tresero.
La prima ascensione è stata effettuata da topografi per il rilevamento della Carta della Lombardia 1:86.400 dell’Istituto Geografico Milanese; la 1° turistica è di J.H. Backhouse, G.H. Fox , D.W. Freshfield, F.F. Tuckett, con Dèvouassoud e Peter Michel 28 giugno 1865 da sud e discesa per cresta sud-ovest. La 1° femminile è di Carolina Galli nel 1875. La salita della più impegnativa e affascinante parete nord la effettuarono, nella parte alta, Nino Calvi con G.Battista Compagnoni il 24 luglio 1917, che giunsero all’attacco scendendo per la cresta nord-ovest, allora attrezzata: “era in tempo di guerra e da un mese avevamo occupato la vetta del Tresero… gli austriaci erano al San Matteo”. La prima ascensione integrale della parete nord venne invece effettuata il 14 luglio 1936 da Carlo Negri ed Eugenio Prati salendo dalla sottostante Vedretta di Cerena e lungo la lingua ghiacciata del ghiacciaio sospeso. La prima invernale è del 10 febbraio 1962 e invece la prima invernale salendo dal Vallone di Cerena proseguendo poi sulla nord diretta è di Eraldo e Fabio Meraldi il 12  gennaio del 1983. Sul pilastro roccioso a sinistra della parete nord, che prosegue sulla cresta nord-est, sempre i fratelli Eraldo e Fabio Meraldi il 28 settembre del 1985 tracciarono una via di misto che risulta tuttora la più impegnativa che ci sia su questa montagna (Triste silenzio - 600 m - 50°-60° VII).

ACCESSO

Da Bormio ci si porta a S.Caterina Valfurva proseguendo poi sulla strada del Gavia fino al Rifugio Berni.

ITINERARIO

Itinerario lungo la cresta sud-ovest: Dal rifugio Berni sulla strada del Gavia posto a 2541 m si scende al ponte sottostante sul torrente Gavia. Poco dopo il ponte, senza proseguire sulla stradina che sale verso il vecchio rifugio Gavia, si prende il sentiero che va verso sinistra (indicazioni Ponte dell’Amicizia). Dopo pochi minuti di tragitto, ad un bivio,  si lascia sulla sinistra il sentiero che prosegue in leggera discesa per il Ponte di Pietra. Si continua a destra con dei lievi saliscendi fino ad arrivare sul fondo della Valle di Dosegù dove scorre l’impetuoso torrente omonimo. Si passa la stretta gola tramite un bellissimo ponte sospeso detto dell’Amicizia a quota 2520 m, posizionato con grande passione e volontà dai volontari del Cai di Valfurva nella ormai lontana estate del 1984. Il sentiero prosegue poi verso destra a tratti ripido seguendo dei dossi morenici ed erbosi ed in avvallamenti pietrosi. Stando sempre alla destra della scarpata rocciosa della dorsale sud-ovest del Pizzo Tresero si raggiunge oltre una spalla camminando su sfasciumi (ometti), l’intaglio più basso dell’evidente cresta sud-ovest posto a 3220 m. Seguendo la facile cresta si arriva in breve al Bivacco Seveso posto a 3398 m di quota. Dal bivacco si prosegue lungo la facile cresta fino ad un modesto risalto roccioso che si supera con qualche breve passaggio di II-III grado. Poi il terreno si addolcisce, e su detriti e rocce rotte (tracce di sentiero) si arriva facilmente all’imponente croce di vetta. Questa salita si svolge interamente su sentiero nella prima parte, poi su sfasciumi detritici nella seconda parte e non tocca mai il ghiacciaio che man mano si sta drasticamente riducendo.

Dalla Vedretta del Tresero:
Passando una cinquantina di metri sotto l’intaglio più basso della cresta finale, si prosegue verso destra (ometti) andando a salire il ripido pendio che porta sulla Vedretta del Tresero nella sua parte sinistra. Si prosegue ora leggermente verso destra per circa un duecento metri. Quindi verso sinistra superando dei brevi gradoni e su sfasciumi con percorso logico ci si porta in prossimità della cresta sud-ovest. Da qui lungo una breve placca, ora attrezzata, si raggiunge la esile cresta che via via si fa più agevole fino alla cima.

MATERIALE

Corda, piccozza, ramponi, scarponi da montagna ramponabili, abbigliamento da alta montagna.

NOTE

Punti d’appoggio: Rifugio Berni sulla strada del Gavia tel. 0342.935456, Rifugio Bonetta al Passo Gavia tel. 0364.91806.
Tempo di salita: 3/4  ore andata - 6/8 ore a/r.

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Scheda / itinerario
BELLEZZA

stella stella stella stella stella

DIFFICOLTÀ

F+ (Facile) - Ascensione abbastanza facile e senza pericoli oggettivi. Il ghiacciaio presenta qualche crepaccio, e la cresta finale può presentare dei tratti delicati in presenza di neve o per le rocce ghiacciate.

VERSANTE

Sud-ovest

LUNGHEZZA DISLIVELLO

1074 m dal Ponte dell’Amicizia (quota più bassa dell’itinerario); dislivello salita a/r 1200 m circa.

LINK

www.guidealpinealtavaltellina.it

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