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Mnet - Pamir Alay - Titolo
Cenni di storia alpinistica e attuali possibilità

Dal punto di vista alpinistico, il Pamir Alay incomincia ad esser conosciuto solo a metà degli anni'80, quando i sovietici, scoperte le potenzialità di queste montagne, decisero di tenervi le gare del loro campionato alpinistico.

Le peculiari regole del campionato sovietico (più alta è la montagna e la parete, più sono i punti che gli atleti-arrampicatori vengono a conseguire) fan si che le cordate si lancino all'attacco di enormi e repulsive lavagne granitiche, che in diversi casi vengono vinte ricorrendo a dosi masicce di arrampicata artificiale.

L'interesse degli arrampicatori sovietici resta confinato alle montagne e alla strutture 'da punteggio', per cui quando una spedizione francese mette piede nella valle Ak-Su, nel 1991, gli alpinisti trovano grande spazio per le loro realizzazioni. Negli anni successivi le spedizioni si sono susseguite con una certa regolarità, e sono ormai diverse le vie che solcano queste immani pareti granitiche.



Introduzione

Il Pamir Alay e le vallate di Asan-Usan

Storia alpinistica e attuali possibilità

Organizzazione del viaggio e aspetti logistici - Ambiente

La nostra spedizione

Bibliografia

 Certo è che ancor oggi all'alpinista che si addentra in queste vallate non vengono sicuramente a mancare, oltre ai magnifici panorami e all'affascinante natura, le possibilità di individuare cime e pareti vergini su cui realizzare originali e assolutamente logiche linee di salita. E ciò senza dover necessariamente impegnarsi per settimane con sacchi da recupero, carrucole e porta-ledge...

In molti casi la base delle pareti risulta relativamente accessibile dai fondovalle dove vengono sistemati i campi base; i problemi legati al raggiungimento dei punti di attacco, del trasporto del materiale alpinistico e all'attrezzatura preventiva dei tratti di parete non impongono quindi fatiche e tempi 'himalayani'. Sono anche rari i casi in cui gli attacchi richiedano lunghi percorsi su giacciaio. Ma anche se, per scelta personale o per uniformarsi allo 'stile' russo, si sia irremediabilmente contagiati dal fascino delle lunghe permanenze in parete e si sposi il motto 'fatica è bello', niente paura: lavagne vergini che superano il chilometro di altezza, aggettanti diedri euclidei e interminabili fessure yosemitiane sono lì che vi aspettano...

Secondo informazioni reperite in loco, nell'intera regione si contano attualmente una cinquantina di vie classificate fra TD+ e ED+ (fra 5b e 6b nella classificazione,di tipo chiuso, adottata dagli alpinisti russi). Fra le pareti salite, da alpinisti russi o occidentali, quelle del'Akmatova (4810 m), dell'Assan (4230 m), dello Slesov (4240 m), del Kyrkchilta (4520 m), del Ortotubek (3850 m), del Parus (5037 m), del Blok (5239 m), dell'Iskander (5120 m), del Minor Iskander (4520 m), del Ptitsa (4490), del Pyramidali (5540 m).

Non esiste, a tutt'oggi, una 'guida' alpinistica della regione; informazioni aggiornate, descrizioni e schizzi di molte vie esistenti possono comunque essere ottenuti rivolgendosi al Club of Mountainers and Rock Climbers of Uzbekistan, Uzbek Republic, 700060 Tashkent, Proletarskaj St 33, tel. 3712 672397, fax 3712 564797
e-mail MYRAT@ VPU.TASHKENT.SU; persone da contattare, Anatoly Shabanov e Oleg Gregoriev.

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