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Islanda, traversata Vatnajokull
testo di Luigi Trippa
foto Luigi Trippa, Paolo Mantovani e Marco Porta

Islanda, traversata Vatnajokull


Il giorno seguente il tempo peggiora ancora, ormai la pressione è decisamente in picchiata, in una notte è scesa di 150 mb, procediamo in fila, vicini, per tutta la mattina vago guardando fisso lo schermo del GPS e questa “manovra” quasi mi ipnotizza.
Mi viene da vomitare... la slitta mi costringe ad un fastidioso ondeggiamento del bacino, la mancanza totale di punti di riferimento e la perdita quasi totale dell’udito dovuta al forte vento fa sì che la nausea aumenti. Continuamente ci alterniamo al comando della carovana....

Se nei giorni scorsi trainavamo le slitte in due, in sincronia per ottimizzare il lavoro ed evitare gli ondeggiamenti, ora abbiamo allungato la corda e ci siamo disposti in serie, per darci il cambio al comando. Infatti seguire il piccolo schermo del GPS senza vedere null’altro che la punta degli sci, accettando a fatica le infinite crestine lavorate dal vento, genera una sottile nausea, che dopo qualche ora diventa insopportabile.

Percorriamo in quasi una giornata intera solo 13 km., ormai a qualche centinaio di metri dall’inizio della discesa, il vento rafforza paurosamente, decidiamo di legarci e procedere a tiri per evitare il pericolo di cadere in qualche crepaccio; i primi buchi, molto grandi e coperti da una sottile “cialda” gessosa non si fanno attendere. Procediamo, e assicurandoci alle soste costruite con gli sci superiamo due crepacci molto grossi, ma il tempo ci impedisce qualsiasi manovra, decidiamo di ritornare sui nostri passi e montare il campo.

Nevica tutta la notte, il mattino seguente ci rendiamo conto che il vento ha distrutto il muro (alto poco più di un metro) costruito la sera prima, ma non ci siamo accorti di nulla poiché la tenda è quasi completamente coperta di neve, dall’interno infatti non riusciamo a comunicare con gli altri.
Abbiamo deciso di rimanere fermi ma occorre uscire a liberare le tende, a turno passiamo la giornata costruendo muri sempre più grossi e alti, la pressione non accenna a risalire per tutta la giornata.

Finalmente, durante la notte, la pressione sale debolmente. Verso le sei del mattino Marco “il pompiere” esce dalla tenda ed incomincia ad urlare di gioia… - uscite… uscite! - Ci vestiamo velocemente per sfruttare lo sprazzo di tempo discreto. Liberiamo ancora una volta le tende e costruiamo, forse per l’ultima volta, il nostro fedele “boby” da traino.

Incominciamo a scendere, il vento cala sempre più la sua intensità, poi il cielo diventa azzurro intenso come i primi giorni e ci fermiamo a riposare alla fine dei 3-400 metri di dislivello continui che ci separano dalla lingua piatta del ghiacciaio che scende fin quasi alla Road Nr.1.

Siamo finalmente sicuri alla sera dormiremo su dei letti, faremo la doccia calda, mangeremo seduti a tavola e non dovremo sciogliere la neve per bere o mangiare. Percorriamo l’ultima parte del ghiacciaio a piedi con tutto sui nostri sacconi veramente giganti, giungiamo su un prato in vista della strada e ci sediamo a fare quattro chiacchere. La spedizione ora è veramente finita. Negli occhi di tutti noto una sottile luce, i visi scuri, cotti dal sole dei primi giorni sono tagliati dai sorrisi.

Abbiamo attraversato per poco più di cento km un ghiacciaio, per divertirci e per fare un’esperienza diversa, ci siamo conosciuti meglio tra noi e con noi stessi. Lontano dalle code alle funivie o in autostrada o lungo un sentiero affollato in agosto, qui non c’era veramente nessun’altro... o no?


“Ci ho messo un’anno per sistemare queste righe... Ora Beppe non c’è, purtroppo un incidente in montagna lo ha allontanato dalla sua famiglia, io penso solo ad un caro saluto... Come quello che mi fece ritornando da quest’isola magnifica”



ISLANDA. TRAVERSATA CON GLI SCI DEL GHIACCIAIO VATNAJOKULL
da Nord (Kverkjokull) a Sud (Skaftafellsjokull)


mappa Islanda

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il tempo peggiora ancora, ormai la pressione è decisamente in picchiata, in una notte è scesa di 150 mb, procediamo in fila, vicini, per tutta la mattina vago guardando fisso lo schermo del GPS e questa “manovra” quasi mi ipnotizza.


Islanda, traversata Vatnajokull


Abbiamo attraversato per poco più di cento km un ghiacciaio con gli sci. Per divertirci e per fare un’esperienza diversa, ci siamo conosciuti meglio tra noi e con noi stessi. Lontano dalle code alle funivie o in autostrada o lungo un sentiero affollato in agosto, qui non c’era veramente nessun’altro... o no?


Islanda, traversata Vatnajokull

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